Rose Tremain.
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Il colore.
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Parte 1.
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Titolo originale: The Colour.
Traduzione di: Lucia Fochi e Isabella Zani.
2005. Marco Tropea Editore, Gruppo editoriale il Saggiatore, Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Era l. Era nell'isola del Sud della Nuova Zelanda, nel
posto che chiamavano Aotearoa, la terra della lunga nuvola
bianca. Sebbene avesse fatto una cosa terribile in
Inghilterra, era sopravvissuto. Il futuro era l, intorno a
lui, nelle pietre, nell'acqua irrequieta dei torrenti, nella
foresta lontana.
Corre l'anno 1864 quando Joseph Blackstone, figlio di
un sensale di bestiame del Norfolk, lascia l'Inghilterra e
solca tre oceani per raggiungere la Nuova Zelanda. Non 
solo: con lui ci sono la madre Lilian, rimasta vedova e con
mezzi inadeguati, e Harriet, la donna con una grigia
esistenza da istitutrice alle spalle che Joseph ha appena
sposato. Non sanno nulla, marito e moglie, della terra
selvaggia in cui sono approdati, ma soprattutto sanno
poco l'uno dell'altra. Il luogo in cui rinascere a nuova vita
 una piccola casa costruita sulla rotta di venti feroci nel
paesaggio grandioso e quasi insostenibile dell'isola del
Sud. Le montagne imponenti, i fiumi tumultuosi per i
quali non si  forti abbastanza affascinano e al contempo
atterriscono Joseph e Harriet che, sempre pi lontani tra
loro, coltivano ciascuno il proprio segreto. Poi, un giorno,
una manciata di polvere gialla, il colore, trovata nel
ruscello dietro casa sembra contenere finalmente una
promessa concreta di riscatto. Joseph tace alla moglie e
alla madre dell'oro e si unisce alla disperata umanit che
sciama verso i giacimenti della costa occidentale. Il colore
 la materia dei sogni perch trasforma ci che tocca, 
il baluginare di una ricchezza subitanea in grado di azzerare
le differenze sociali, raddrizzare i destini, offrire a
chiunque la possibilit di un nuovo inizio. Per Joseph
Blackstone  l'occasione di riparare a un'orrenda colpa.
Ma il colore  anche una febbre sottile che abbrutisce e
stravolge le esistenze, lasciandole in balia dell'imperscrutabile
dea bendata che ama beffarsi delle aspirazioni degli
uomini, e di una natura indifferente alle loro sofferenze.
La terra della lunga nuvola bianca rivendica sempre il suo
dominio sull'uomo che cerca di sfruttarla e una catastrofe
ricomporr in un ordine antico e inevitabile ci che lo
scintillio dell'oro aveva sconvolto.
L'ultimo romanzo di RoseTremain parla di amore, immaginazione,
ricerca della felicit, solitudine, egoismo,
follia. E la prosa, elegante e discreta come sempre, non
chiede attenzione esclusiva, ma obbedisce con grazia alle
esigenze della storia, mentre sullo sfondo un paesaggio
memorabile, anche quando si erge come un temibile avversario,
incanta l'anima.
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L'AUTRICE.
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Rose Tremain  nata a Londra e vive nel Norfolk.  autrice
di racconti, sceneggiature per il cinema e la televisione,
romanzi best seller tradotti in quattordici paesi (da Restoration
 stato tratto il film Il peccato e il castigo con Meg
Ryan e Hugh Grant). I suoi libri le sono valsi molti riconoscimenti,
tra cui Prix Fmina Etranger, Sunday Express Book of the Year Award, Dylan Thomas Short Story Award, Giles Cooper Award e Angel Literary Award. Nelle
edizioni il Saggiatore sono stati pubblicati L'angelo della
musica (2001, ora in tascabile Net) e Quando l'ho incontrata (2002).
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ALCUNI GIUDIZI.

Pochi scrittori inglesi di oggi possono essere considerati al suo livello. The Times.
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La migliore scrittrice di romanzi storici di un'intera generazione. Daily Mail.
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Rose Tremain ha tessuto un racconto ipnotico e irresistibile in una delle terre pi belle del mondo. Houston Chronicle.
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Una scrittura sensuale e ricca: tutti i colori di questo romanzo scintillano come oro. The Guardian.
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IL COLORE.
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La corsa all'oro disgrega la societ, conduce
al degrado morale, sottrae operosit
a imprese pi sane e incoraggia una
spiacevole immigrazione di feccia dalla Cina.
Lyttelton Times
Nuova Zelanda, 1861.

Per noi l'oro  diventato tutto.
West Coast Times
Nuova Zelanda, 1866.
 
PARTE PRIMA.


Capitolo 1.
Cob House 1864.

I.
I venti pi freddi venivano da sud e Cob House, la casa di mattoni
crudi, era stata costruita sulla rotta dei venti.
La notte Joseph Blackstone rimaneva sveglio. Si chiedeva
se avrebbe dovuto smantellare la casa e ricostruirla in un punto
diverso, pi a valle, dove sarebbe stata protetta. La smantellava
con la testa.
Con la testa la ricostruiva a ridosso di un lieve pendio. Ma
non diceva nulla e non faceva nulla. Passarono i giorni e le
settimane, venne l'inverno e Cob House rimase dov'era, sulla
rotta di quei venti furibondi.
Era il loro primo inverno. La terra sotto gli stivali era grigia.
I ciuffi di gramigna mazzolina, l'erba giallastra che cresceva
ovunque, erano salati di grandine. Nelle nubi viola del
pomeriggio era racchiusa la promessa di un grande sudario
di neve.
La madre di Joseph, Lilian, sedeva al tavolo di legno con
una cuffia in testa per contrastare il gelo nella stanza e riparava
le porcellane. Porcellane rotte nella spedizione dall'Inghilterra.
Rotte per incuria, disse Lilian Blackstone, dopo essere
state caricate e scaricate da gente incapace che non conosceva
il valore degli oggetti personali. Joseph le ricord con
delicatezza che non si poteva viaggiare da un capo all'altro del
mondo, fino al capo pi lontano addirittura, senza aspettarsi
che qualcosa si rompesse lungo il percorso. Qualcosa scatt
Lilian. Ma questo  ben pi di qualcosa.
Il tono furioso di lei lo lasci costernato. La guard con lo
spavento che gli era familiare. Lei sembrava persa nel rompicapo
della porcellana, quasi fosse incapace di ricordare la forma
delle cose ordinarie. Continuava a rigirare i pezzi, come
lettere che si rifiutassero di formare una parola. Solo di tanto
in tanto scopriva all'improvviso qualcosa che combaciava
e osava spalmare di colla un frammento. Poi premeva quel
coccio in posizione con una specie di ardore appassionato ed
eccessivo e le sue labbra si atteggiavano in quella che poteva
sembrare una preghiera o la silenziosa pronuncia del solo termine
francese nel vocabolario di Lilian Blackstone: voil, che
per lei era "vualla. E quel che Joseph vedeva in tutto questo
era una conferma di ci che gi sapeva: che portando con s
la madre l in Nuova Zelanda l'aveva delusa, proprio come l'aveva
delusa sempre. Aveva provato a compiacerla per tutta la
vita, o almeno cos gli pareva, ma non riusciva a ricordare un
solo giorno nel quale l'avesse compiaciuta a sufficienza.
Adesso per lui aveva una moglie.
Era alta e bruna di capelli. Si chiamava Harriet Salt. Di lei,
Lilian Blackstone aveva detto: Ha un bel portamento, e Joseph
Blackstone aveva trovato precisa quell'osservazione e pi
acuta di quanto Lilian potesse immaginare.
Distolse lo sguardo dalla madre e lo rivolse ammirato a
quella sua novella sposa, inginocchiata accanto al fuoco riluttante.
E d'improvviso sent il cuore che si riempiva fin nel
profondo di affetto e gratitudine. La osserv mentre azionava
il mantice, ferma e paziente, con "un bel portamento persino
l a Cob House, in quella stanza fredda e fumosa, persino
l, con il vento che sospirava fuori e l'odore della colla simile
a una medicina forte che adesso tutti e tre erano obbligati
a prendere. Joseph avrebbe voluto attraversare la stanza,
prendere Harriet fra le braccia e con la mano raccogliere i suoi
capelli in un nodo. Avrebbe voluto posarle il capo sulla spalla
e dirle la sola cosa che non sarebbe mai stato capace di confessarle:
che lei gli aveva salvato la vita.

II.
Dopo il loro arrivo a Christchurch, Joseph aveva supervisionato
l'acquisto dei materiali per la costruzione di Cob House,
aveva assunto degli uomini perch lo aiutassero, preso a nolo
barrocci e cavalli per trasportare la lamiera stagnata e le assi
di pino e i sacchi di chiodi e le balle di cotonina, e infine si
era preparato a partire in direzione nordovest, verso il fiume
Okuku.
Harriet aveva chiesto al nuovo marito di portarla con s.
Gli si era aggrappata e l'aveva implorato, lei che mai piagnucolava
n si lamentava, che si comportava tanto bene. Ma era
una donna che bramava ci che  estraneo, poco familiare.
Da piccola l'aveva visto chiaramente, nei sogni o nella colossale
oscurit del cielo, l ad aspettarla: un mondo selvaggio
che giaceva oltre il regno di ogni cosa a lei nota. E l'idea che
con pietre e terra avrebbe potuto costruire una casa, metterci
porte e finestre e un camino, un tetto per tener fuori le intemperie
e poi viverci la rendeva euforica. Voleva vederla prendere
forma in quel modo, dal nulla. Voleva imparare a macerare
il fango e sminuzzare i ciuffi di gramigna mazzolina
per fare i mattoni. Voleva vedere la propria mano in tutto. Pazienza
se ci voleva tanto tempo. Pazienza se si bruciava la pelle
nel caldo dell'estate. Pazienza se doveva imparare ogni nuovo
compito come una bambina. Era stata un'istitutrice per
dodici anni; adesso aveva solcato un oceano e si trovava in
un posto nuovo, ma voleva spingersi ancora pi avanti, in lande
desolate.
Joseph Blackstone l'aveva guardata con tenerezza. Aveva
visto con quanto ardore lei volesse imbarcarsi per la nuova
fase del loro viaggio ma, come sempre, c'era da pensare
a Lilian. Come sempre, le scelte che gli toccavano non erano
mai semplici.
Harriet le disse mi dispiace, ma dovete restare a Christchurch.
Conto su di voi perch aiutiate Lilian ad abituarsi
alla vita in Nuova Zelanda. Bisogna trovarle una societ corale.
Harriet sugger che con l'aiuto della signora Dinsdale, nelle
cui Camere ordinate e linde erano alloggiate, Lilian sarebbe
stata in grado di trovarsi da sola una corale. E a quel punto
aggiunse non avr pi bisogno di me, Joseph, perch  la
sua voce che canta, non la mia.
C' il fatto che tutto  estraneo disse Joseph. Voi non
potete comprendere fino a che punto questo nuovo mondo sia
sconcertante per una donna di sessantatr anni.
Le Camere non sono estranee insistette Harriet. La brocca
e il catino hanno un disegno quasi identico al vaso da notte
che vostra madre teneva sotto il letto nel Norfolk...
Fuori dalla finestra cantano uccelli diversi.
Ah, ma comunque sono uccelli che cantano, non scimmie.
La luce  differente.
Pi vivida. Ma non poi cos tanto. Non le far male.
E la conversazione prosegu a oltranza, perch non era una
conversazione ma una guerra, una piccola guerra, la prima
che si fossero fatti e che tuttavia mai avrebbero dimenticato,
nemmeno dopo che Harriet l'ebbe persa. E il mattino in cui
Joseph si mise in viaggio verso le pianure color ocra, Harriet
dovette distogliere lo sguardo da lui e da Lilian cos che nessuno
dei due vedesse la sua rabbia e la sua amarezza.
Corse su per la scala di legno verso le Camere, entr nel
salottino dipinto di verde e chiuse la porta. Si ferm davanti
alla finestra aperta e inspir l'aria salmastra. Desider di essere
un uccello o una balena, una creatura che potesse scivolare
fra le azioni degli uomini e la loro indifferenza per
arrivare alla propria destinazione segreta. Perch sapeva che
in trentaquattro anni di vita non era mai stata messa davvero
alla prova, non era mai andata oltre i limiti che la societ
le aveva imposto. E adesso, ancora una volta, era stata
lasciata indietro. Sarebbe stato Joseph a far sorgere dal
nulla la loro casa sulla pianura vuota, Joseph che avrebbe
acceso il fuoco sotto le stelle e sentito il grido della boscaglia
distante. Harriet sbadigli. Nel salottino lindo, sent la
rabbia che pian piano cedeva il passo a una noia profonda
e paralizzante.

III.
I coloni inglesi erano noti come cacatua, fu detto a Joseph.
Cacatua? Non vedeva il perch. Non riusciva nemmeno a
ricordare che genere di uccello fosse un cacatua.
Grattate un po' di terra, ne prendete quel che riuscite, cacciate
uno strillo e poi passate oltre. Come i cacatua.
Joseph si figur un pappagallo, grigio e immusonito, che
si agitava fra i semi in una gabbia. Disse che, per quanto lo
riguardava, non lo riteneva appropriato. Disse che voleva rifarsi
una vita vicino al fiume Okuku, fare in modo che la sua terra
rendesse, lottare per cose durature.
Buon per voi, signor Blackstone commentarono gli uomini.
Va tutto a vostro merito.
Quel che Joseph non disse, fu che in Inghilterra aveva fatto
una cosa disonorevole.
Siete un tipo pensieroso dissero gli uomini quando ebbero
inizio i lavori di Cob House. Maceravano fango e mazzolina
per i muri, spaccavano pietre per il camino ed erano
pi forti di Joseph, che riposava pi di frequente; lo si vedeva
fissare la distesa che l era nota col nome di "piana,
una distesa vasta e quasi senza alberi che spaziava all'infinito,
sotto il suo sguardo fisso e immobile come quello di
un gufo.
Un centesimo per i vostri pensieri? Sentite la mancanza
di casa?
No.
Non ci sarebbe nulla di male, signor Blackstone. Nostalgia
di casa: noi ne sappiamo qualcosa, qui.
No ripet lui. E prese il coltello e lo affil e torn al suo
compito di tagliuzzare la gramigna e s'impose di fischiettare
cos che gli uomini potessero interpretare correttamente
il suo stato d'animo, il suo ottimismo. Perch quel che aveva
sentito mentre faceva correre lo sguardo sulla piana, o si
voltava e guardava in alto verso le montagne distanti, era
un'improvvisa ondata di speranza. Era l. Era nell'isola del
Sud in Nuova Zelanda, nel posto che chiamavano Aotearoa,
la terra della lunga nuvola bianca. Sebbene avesse fatto una
cosa terribile in Inghilterra, era sopravvissuto. Il futuro era
l intorno a lui, nelle pietre, nell'acqua irrequieta dei torrenti,
nella foresta lontana.
E con l'aiuto di Harriet, si disse, avrebbe potuto vivere una
vita onesta e prospera, una vita nella quale Lilian si sarebbe
infine sentita a suo agio e accudita e un giorno gli avrebbe posato
una mano sulla guancia e gli avrebbe detto che era orgogliosa
di tutto ci che lui aveva fatto.
 IV.
Le Camere affittate a Harriet e Lilian dalla signora Dinsdale
a Christchurch odoravano della resina che filtrava attraverso
il perlinato delle pareti e di biancheria spruzzata di acqua dura
e seccata col ferro da stiro rovente.
La signora Dinsdale era arrivata a Christchurch da Dunedin
e a Dunedin da Edimburgo. A Edimburgo, diceva, non c'era
mai stata una grinza nel suo bucato.
Aveva l'et di Lilian e come lei era vedova, ma possedeva
una grazia ostinata, non del tutto svanita, che faceva credere
che presto sarebbe potuta diventare, alla sua et, la signora
Qualcun Altro.
Lilian disse a Harriet: Credo proprio che sia una coquette.
Si dice cos?.
In strano contrasto rispetto ai suoi modi barbari con il ferro
da stiro, la signora Dinsdale sembrava una persona cos lieve
e delicata che non ci volle molto prima che Lilian si ritrovasse
seduta su quella che la signora Dinsdale chiamava la
mia miglior veranda a bere limonata e a confidarle i molti dispiaceri
e imbarazzi della sua vita precedente.
Sotto i capelli grigio acciaio, divisi nel mezzo e avvolti stretti
intorno alla testa in una treccia lunga e dura, il viso di Lilian
Blackstone era bianco come pasta di pane mentre descriveva
alla signora Dinsdale le sue lotte con il defunto marito,
Roderick. Prestando a malapena attenzione al commento
della signora Dinsdale per cui il matrimonio era sempre e
comunque uno straordinario scontro di volont, Lilian sussurr
alla nuova amica che Roderick era afflitto da un vizio,
e che era stato quel vizio a causare la sua imbarazzante dipartita.
Alla parola vizio gli occhi azzurri della signora Dinsdale
scintillarono d'interesse e lei si chin impercettibilmente in
avanti sulla sedia di vimini.
Oh, un vizio disse.
Alcuni non lo chiamerebbero in quel modo disse Lilian
ma io s.
E di che particolare... vizio si trattava?
Curiosit.
Curiosit?
S. Roderick non era capace di lasciar perdere nulla. Se
fosse stato in grado di lasciar correre qualcosa, non sarebbe
morto e io non sarei mai stata sballottata da un capo all'altro
del globo in questa maniera.
La signora Dinsdale tolse la mussolina ornata di perline
dalla caraffa della limonata e riemp di nuovo i due bicchieri.
Con quel piccolo movimento, not Lilian, attirando la sua attenzione
sul sole che brillava in modo cos soddisfacente, cos
poco inglese, sul liquido chiaro, la signora Dinsdale suggeriva
a Lilian che Christchurch aveva un suo fascino e che lei
non doveva rifiutarsi di coglierlo.
Non intendevo in alcun modo criticare la Nuova Zelanda
disse Lilian in fretta. Voglio solo dire che avevo la vita che desideravo,
nel paese di Parton Magna, contea di Norfolk, e fosse
stato per me non l'avrei lasciata.  stata un'idea di mio figlio, abbandonare
il Vecchio Mondo. E dopo che se l' messa in testa...
Ah, s. Quando si mettono un'idea in testa, non si lasciano
pi smuovere.
Esattamente.
E forse, una volta vedova, vi siete trovata con mezzi inadeguati?
Tragicamente inadeguati. Roderick non si aspettava di morire.
La signora Dinsdale accavall i piedi, calzati, not Lilian,
in stivaletti marroni di primissima qualit.
E dunque, fu a causa della sua curiosit? disse la signora
Dinsdale, con gli occhi ancora spalancati e pieni di frizzante
interesse. Ma come pu la curiosit uccidere un uomo?
Lilian sorseggi la limonata. Non le era mai piaciuta molto,
ma da quelle parti si rischiava lo scorbuto se non la si beveva,
le aveva detto qualcuno.
Struzzi sussurr.
Struzzi, signora Blackstone?
S. Francamente, detesto dirlo ad alta voce perch la gente
 cos beffarda. Ma a voi posso sussurrarlo: Roderick fu ucciso
dagli struzzi.
Dopo che Joseph part per costruire la casa, Harriet cominci
il suo album. Si disse che lo stava facendo per suo padre, Henry
Salt (un insegnante di geografia che non si era mai spinto oltre
la Svizzera), ma sapeva anche che lo stava facendo per s.
Nella sua prima lettera a Henry Salt, disse di non aspettarsi
che l'album contenesse fin da subito granch d'irresistibile interesse,
ma che quando Cob House fosse stata terminata, quando
loro fossero andati a vivere laggi nel mezzo del nulla, "allora
trover qualcosa che vi affascini, credo.
Si era stupita di scovare un quaderno meravigliosamente
rilegato in cuoio in un negozio di Worcester Street, con pagine
spesse e morbide come federe inamidate. Era stata tentata
di chiedere che le incidessero il nome sulla copertina a lettere
d'oro ornate, ma Joseph le aveva raccomandato di non
spendere soldi per nulla di caro o superfluo. Il contante che
possedeva si doveva usare per comprare sementi di ortaggi,
pollame, paletti per la recinzione, filo metallico e una mucca
da latte. Sapeva che in realt non avrebbe dovuto acquistare
nemmeno il quaderno, ma era il suo modo di segnare un confine
tra la sua vecchia vita e la nuova.
La prima cosa che Harriet mise nell'album fu una foglia.
Pensava che fosse una foglia d'acero. Era caduta dal cielo sulla
nave in mezzo al mar di Tasmania, o cos le era parso. La
battezz Foglia caduta dal cielo a bordo del piroscafo Albert.
Il secondo oggetto fu l'etichetta di una scatola di t cinese che
aveva comprato in un negozio di nome Read's Commodities.
Sull'etichetta erano disegnati due aironi con i colli intrecciati
in mezzo ad alcune scritte in cinese, e Harriet pensava che
fosse strana e bella. La catalog come Primo acquisto di t.
Aggiunse alcune fotografie di imbarcazioni ancorate nel
porto di Lyttelton, trovate nel negozio in cui aveva comprato
il quaderno, e alcuni francobolli della Nuova Zelanda con la
testa della regina Vittoria. Nessuna di quelle ultime cose le
sembrava interessante, ma si rendeva conto che la foglia e l'etichetta
del t, da sole, non davano l'idea di ci che l'album sarebbe
stato.
Ed era questo a stimolarla, l'album che si riempiva con tutti
gli elementi della sua vita futura. Al padre scrisse:
A Christchurch non sento ancora di essere arrivata. L dov'
Joseph, incontrer la vera Aotearoa, coglier la straordinaria
differenza delle cose. Vedr uccelli che non volano e ghiacciai
che scintillano al sole.
Per passare il tempo, mentre Lilian e la signora Dinsdale sedevano
sulla miglior veranda a bere limonata, Harriet progett
un orto per Cob House. Avrebbe voluto mettere uno steccato
di legno intorno all'appezzamento, ma le era stato detto
che il legno era costoso e che si sarebbero potuti permettere
porte e finestre di legno per la casa, ma nient altro. Cos cint
il suo orto di pietre. Immaginava il tocco caldo delle pietre in
estate e il loro tocco gelato in inverno. Ci mise carote e pastinache
e kumara, le patate dolci che erano la base del loro sostentamento,
essenziali quanto il pane, aveva detto la signora
Dinsdale. In mezzo ai suoi piselli, fagioli e lattughe previde
file di denti di leone. I contadini della Nuova Zelanda,
aveva sentito dire, nutrivano i maiali con foglie di dente di leone
e lumache, e quei maiali non erano meno sani di ogni altro
maiale al mondo. Erano vispi nei movimenti e avevano code
setolose e ritte e la loro carne aveva il sapore del vitello.
Alla fine ci sarebbero stati dei maiali nella fattoria sua e di
Joseph; per, si chiese Harriet, sarebbero riusciti a trovare le
lumache?

V.
Nel frattempo, Cob House prendeva forma attorno al suo camino
di pietra.
I cardini di ferro della porta luccicavano nella calura. Il tetto
di lamiera era inchiodato. Dentro, la terra era stata inzuppata
e pigiata e battuta fino a diventare liscia e dura ma non
cerano vere e proprie stanze, nessuno spazio chiuso e privato,
solo divisori fatti con la cotonina distesa.
Joseph sedeva con la schiena appoggiata al muro di mattoni
crudi, fumava la pipa e si congratulava con se stesso per
aver trovato il posto giusto per la casa, dove la brezza del pomeriggio
faceva tremolare le foglie del faggio e ondeggiare
lievemente la cotonina. Sebbene gli uomini gli avessero consigliato
di costruire pi a valle, pi gi nella piana, signor
Blackstone, dove l'inverno non si sentir cos tanto, lui si era
opposto. Voleva costruire in alto, vicino agli alberi torti. Voleva
sentire la boscaglia alle spalle e la piana sotto di s. Era
un uomo del Norfolk, figlio di un sensale di bestiame per il
quale aveva fatto il contabile, percorrendo strade e sentieri
di fattorie con ogni tempo. L'inverno non gli faceva alcuna
paura. E il camino era solido e ben fatto. Harriet e Lilian sarebbero
state al caldo a Cob House quando fosse arrivata la
neve, se la neve fosse venuta. E ogni volta che guardava fuori
dalle finestre dai begli infissi di legno, vedeva la gran distesa
di terra che gli apparteneva, la prima terra che avesse
mai posseduto e che aveva pagato solo una sterlina l'acro. Col
tempo, e non ce ne sarebbe voluto molto, quella terra sarebbe
stata trasformata. Recintata e piantata a siepi e alberi. Lui
avrebbe scavato un laghetto per anatre e oche. Sul laghetto
si sarebbero chinati i salici, come si chinavano su un lago del
Norfolk. Avrebbe sradicato i ciuffi di gramigna e seminato la
terra a trifoglio per i cavalli e a grano per la famiglia. Ci sarebbe
stato un mulino.
Joseph lavorava cos duro a Cob House che, nelle notti calde,
ascoltando il verso melanconico del weka, cadeva senza
difficolt in un sonno stuporoso e senza sogni. Si sdraiava accanto
al ruscello, avvolto in una coperta a righe che sapeva di
canfora, con la testa nell'incavo del braccio. Aveva trentacinque
anni, un uomo snello e dinoccolato con gli occhi chiari.
Aveva capelli scuri e piedi lunghi e stretti. Aveva gi preso l'abitudine
di carezzarsi la rada barba nera quando chiudeva gli
occhi.
Il rumore dell'acqua di solito lo svegliava all'alba, ma raramente
prima, come se il torrente si arrestasse in una pozza
quieta per tutte le ore d'oscurit e solo al mattino radunasse
le forze per cominciare a scorrere di nuovo.
Gli uomini dissero a Joseph che quel particolare torrente
non aveva nome per il semplice motivo che nessuno si  fermato
qui tanto a lungo da dargliene uno.
Cos Joseph decise di chiamarlo Rio Harriet", perch sapeva
quanto ci avrebbe fatto piacere alla moglie. La immagin
seduta al vecchio tavolo di mogano, trascinato fin l dall'Inghilterra
sull'Albert, mentre scriveva a suo padre, il maestro
di geografia, e gli raccontava dell'acqua che correva veloce
sulle pietre, e non credete che da parte di Joseph sia stato
molto romantico?.
Passato il tempo del disonore, regalai a mia moglie un fiume.
A Lilian non avrebbe fatto piacere, ovviamente. Joseph sapeva
che sua madre avrebbe preferito vedere il fiume battezzato
col suo, di nome, sapere di essere lei al centro di tutto,
anche se questo tutto per ora consisteva in una tenda di
cotonina dentro una casa fatta con il fango. Ma col tempo, si disse
lui, una volta che ci fossero stati il laghetto e i salici, e la
terra fosse stata recintata e gli animali avessero cominciato a
crescere robusti, allora Lilian sarebbe certamente diventata
sensibile alla bellezza di quel mondo nuovo. Senza dubbio
avrebbe iniziato a sentire che il suo unico figlio aveva fatto la
cosa giusta. E se non fosse successo, ebbene, almeno lui ci
avrebbe provato fino a spezzarsi la schiena.
Dannato cacatua cocciuto, presero a chiamarlo gli uomini
tra loro. E gli raccontavano storie di cacatua, al crepuscolo,
intorno al fuoco. Sapete che il cacatua  capace di imitare il
falco, signor Blackstone? Lo fa per spaventare gli altri uccelli.
Lo fa solo per divertirsi, per vedere gli altri pennuti che fuggono
schiamazzando! Ed  capace di ridere, anche. Non ve
l'ha detto nessuno? Gli altri se la squagliano tutti oppure cascano
morti dalla paura e il vecchio cacatua crudele ride come
una iena.
Joseph sorrideva, perch si aspettavano che sorridesse, perch
voleva avere buoni rapporti con quella gente che lo stava
aiutando e gli insegnava i trucchi di cui aveva bisogno per sopravvivere.
Ma la parola crudele gli mise i brividi. Si avvicin
al fuoco. Si aggrapp al pensiero di Harriet, evocando
per trovare conforto non i suoi capelli di seta o il suo corpo
vigoroso bens uno dei suoi denti, che si vedeva, e non si sarebbe
dovuto vedere, quando lei sorrideva. Senza quella pecca,
quella minima pecca d'avorio in ci che lui riteneva la sua
durezza impenetrabile, forse non avrebbe avuto il coraggio di
sposarla. Era stato il dente a dargli la speranza di aver trovato
una donna che avrebbe imparato ad amare. E amandola
come avrebbe fatto e vivendo con lei saggiamente, senza avversione
e senza crudelt, allora il suo passato sarebbe pian
piano svanito, cos credeva lui. Sarebbe riuscito a invecchiare
facendone a meno proprio come, a stare attenti, si pu invecchiare
senza bramosie.
Il suo unico terrore era che Harriet lo assillasse perch le
desse un figlio. Lui non le aveva mai detto nulla in proposito,
ma sperava che lei l'avesse intuito: sperava capisse che un bambino
non faceva parte del patto che avevano stretto. Era una
donna intelligente. Preg che lei l'avesse capito, che ci sarebbero
stati solo loro due e Lilian e qualunque cosa riuscissero
a trarne; loro due, e cos fino alla fine.
 VI.
Cos pass l'estate lenta di Harriet Blackstone. In gennaio,
quando la temperatura a Christchurch divent cos alta che
Lilian svenne due volte sulle scale della signora Dinsdale, corse
voce che stavano crollando edifici in tutta la citt. Qualcuno
disse che la tecnica delle costruzioni non era nota a sufficienza
in Nuova Zelanda e che si sarebbero potuti verificare
crolli a catena prima della fine dell'anno.
Harriet esamin i muri e il soffitto della sua stanza. Non li
sentiva mai muoversi o scricchiolare nel buio. Bench la resina
continuasse a sobbollire fuori delle assi, non cerano altri
segni esteriori di precariet; ma come poteva sapere, una
come lei, che non capiva nulla di costruzioni, come poteva essere
sicura che il tetto non sarebbe caduto e non l'avrebbe
schiacciata mentre dormiva?
And in McArthur Street e guard un edificio che era crollato.
Cerc di immaginarsi dove, in quale punto esatto, durante
tutti i mesi di vita della costruzione, la terra aveva strattonato
e chiamato, e fatto segno alle travi. Sapeva che questa
era una cosa bizzarra a immaginarsi, una cosa da donne, che
la terra pesante strattonasse, chiamasse, facesse segno per l'eternit
e strattonasse ogni singola cosa che le stava sopra, e
che ogni singola cosa col tempo cadesse. Tuttavia si scopr a
sperare che Joseph stesse prestando attenzione a quel fatto
nella costruzione di Cob House, che avesse abbastanza immaginazione
da ascoltare la terra.
Joseph Blackstone. Non lo conosceva ancora. Si rendeva
conto, come se n'era resa conto dal principio senza curarsene
troppo, che era un uomo piuttosto ordinario. Sapeva che
erano passati l'uno accanto all'altra senza quasi notarsi. E
poi, per nessuna ragione che lei potesse identificare, lui era
tornato indietro, era tornato indietro di corsa incespicando
una sera d'autunno, come se si fosse d'un tratto ricordato cosa
voleva dire o fare, come se una parte di lui fosse stata assente
quando l'aveva vista la prima volta e dopo l'avesse riscoperta.
L'aveva corteggiata con sogni di fuga. Lei sedeva sul tappeto
davanti al focolare con la testa sul suo ginocchio e lui le
descriveva il paradiso che avrebbe creato dall'altra parte della
terra. Erano state le sue parole a farla aggrappare a lui
quando la toccava. E sentendo il calore di lui e l'odore dei suoi vestiti,
che le ricordavano la fragranza di una corteccia d'albero,
aveva visto quanto fosse nauseata della sua vita di istitutrice,
stanca di non possedere niente e di non andare da nessuna
parte e di trascorrere i suoi giorni accanto ai miseri fuochi
altrui. Dunque cap in pochissimo tempo che era felice di
andarsene con Joseph Blackstone, di comprarsi il corredo per
un mondo nuovo, di fissare il cielo e immaginarsi le costellazioni
alterate di un emisfero diverso.
Appena il tempo di celebrare il matrimonio, per. Appena
il tempo d'infilarsi l'anello. Appena il tempo di giacere in un
letto alto mentre lui faceva quel che aveva fatto mettendole
una mano sulla faccia (cos che lei non lo vedesse?) e si ritraeva
appena prima di arrivare al piacere. E poi, in una frenesia
d'azione, in una specie di furia, eccolo che la trascinava
di negozio in negozio estraendo dalle tasche antiquate ordini
e metri a nastro e denari. Stivali, scialli, calze, abiti di lana e
grembiali: sembrava fossero quegli abiti da lavoro la moneta
corrente del suo matrimonio, non baci, o comunque non molti,
non confidenze mormorate, non risa.
Ma lui continu a parlare della Nuova Zelanda e lei continu
ad ascoltare e mentre ascoltava le piaceva stare sdraiata
accanto a lui e sentire il battere e levare del suo respiro.
Una notte lui le raccont del Primo Popolo. Quegli uomini
erano noti.come i cacciatori del moa. Uccidevano l'uccello
gigante e vivevano della sua carne e costruivano capanne
con le sue ossa e dormivano avvolti nelle sue piume.
Lo cacciarono finch non si fu estinto e poi si guardarono
attorno increduli. Non sapevano in quale altro modo vivere,
salvo che del moa, e cos s'ammalarono e morirono. E questo,
Harriet disse Joseph ci impartisce una preziosa lezione.
Noi non resteremo aggrappati ai nostri modi. Noi ci immagineremo
rinati, laggi. Sulla terra che sto comprando,
tutto ricomincer daccapo.
Erano sdraiati nella camera di lui a casa di Lilian e l'oscurit
del Norfolk premeva su di loro attraverso la finestra aperta
per met. A Harriet piacque il modo in cui suo marito aveva
usato la parola rinati. Gli prese la mano e scivol in un
sogno di sonno, avviluppata fra le piume di un uccello bruno.
Quando torn dalla signora Dinsdale dopo aver osservato l'edificio
crollato, Harriet si esamin il viso allo specchio. I capelli
le si erano arricciati nella calura del pomeriggio e le guance
erano rosse e madide. Non aveva avuto sovente quell'aspetto,
selvaggio e agitato e umido. Ma d'altro canto, nella sua
vita stava cambiando tutto. Meno di sei mesi prima non conosceva
Joseph Blackstone; adesso era sua moglie e portava
il suo nome. In un certo modo, come la terra che chiamava le
travi sul punto di spezzarsi, lui l'aveva chiamata e lei aveva risposto.
Sebbene Lilian si lamentasse che faceva "troppo caldo per cantare,
un mercoled sera usc con la signora Dinsdale per recarsi
alla societ di canto corale di Laura McPherson, di recente
fondazione.
La corale non aveva ancora una sede propria, ma si riuniva
nel magazzino di un commerciante d'abiti dove alla signora
McPherson era stato permesso di risistemare le pile di cappelliere
e gli armoires di vestiti e cappotti avvolti in sacchi di lino
in maniera pi favorevole all'acustica. Era uno spazio oscuro,
fresco come una chiesa, nel quale era stato fatto entrare a
forza un piccolo pianoforte verticale. Laura McPherson lo percorse
torno torno aggiustando la posizione di ogni cosa, compresi
il secchio antincendio del negoziante e la sua asse da stiro.
Poi si spolver il petto a davanzale che si ritrovava, si mise
in piedi di fronte alle donne riunite e cant per loro in un dolce
contralto di gola Signore, ascolta il mio canto nel meriggio.
Lilian ascolt e ne fu commossa. Sent di essere tornata "alla
civilt ed emise un lungo sospiro melanconico. Sper che
la sua voce venisse considerata abbastanza bella. Sper che
quelle donne le sarebbero state amiche come lo era divenuta
la cara signora Dinsdale. Per un attimo, os perfino chiedersi
se avrebbero interceduto per lei presso Joseph e gli avrebbero
detto che, davvero, francamente, da una persona della
sua et e del suo ambiente sociale (lei, figlia di un vicario, si
era sempre considerata superiore a Roderick, il sensale di bestiame)
non ci si poteva aspettare che partisse per le colline o
le boscaglie o le piane o comunque si chiamassero quei luoghi
disgraziati, per suonare il suo pianoforte solitario e cantare,
inascoltata, agli uccelli e al vento...
Poi si ricord del denaro. Quasi tutto quel che era rimasto
a lei e Joseph era stato speso per il passaggio sul piroscafo Albert
e per la fattoria. Il resto sarebbe stato smangiato, come
fanno gli acari o i tonchi, dal triste acquisto di sementi per cereali
e pollame e porci. Non sarebbe rimasto nulla per consentirle
di vivere a Christchurch. E a mendicare o prendere a
prestito, a rimettersi alla carit quale che fosse, Lilian
Blackstone non si sarebbe mai abbassata. Aveva il suo
orgoglio. Vualla. Se lo sarebbe portato appresso nel deserto.
L'unica cosa che nessuno le avrebbe portato via.
Per il momento non pot far altro che infilarsi in bocca una
pasticca per la gola e aiutare a distribuire gli spartiti. Si mise
gli occhiali e vide che il primo pezzo da affrontare era Tieni
alto il tuo stendardo di fuoco. Si ramment di averlo cantato
a Cromer. Era stato un tempo di fortunali. Aveva visto il mare
alzarsi come una muraglia grigia e venire verso di lei.
Mentre le donne si disponevano in formazione e attaccavano
la difficile armonia in due canoni dello Stendardo di fuoco,
Harriet apr la porta della camera di Lilian ed entr.
Si ferm sul tappeto persiano e si guard intorno. Accanto
al letto di Lilian c'era un disegno a pastello di un bambino
con indosso una vestina. Harriet lo prese in mano, e dai riccioli
scuri e dal cipiglio sul viso cap che il bambino era Joseph.
Era seduto in una poltrona ampia e le sue dita infantili
ne stringevano i braccioli imbottiti, come se fosse una carrozza
che si muoveva sobbalzando attraverso un paesaggio
nuovo e precario. Rimise il ritratto sul comodino di Lilian accanto
a un flacone di acqua di colonia e a un sacchetto di lino
per profumare la biancheria. Dispiegato con tenerezza sul
letto di Lilian, come fosse stato per qualcun altro e non per
s, c'era lo scialle di lana bianco nel quale, la sera, le piaceva
avvolgersi. Harriet ne tocc un angolo e sent il profumo di
sua suocera; una miscela di acqua di rose e qualcos'altro, simile
a menta piperita, un odore pungente che, si capiva, non
poteva essere tollerato molto a lungo.
Harriet si sedette sul letto. La stanza era ordinatissima. Tutto
sembrava stare al posto giusto, compresa, sul muro opposto,
una croce di palme attaccata al perlinato con un chiodino
discreto. Proprio accanto c'era uno schizzo incorniciato del
Market Cross a Parton Magna, nel Norfolk. Sull'anta del guardaroba
era appeso il cappellino pi andante di Lilian, con i
nastri gualciti nel punto in cui lei se li legava, arcigna, sotto il
mento. E guardando tutte quelle cose, Harriet pens a quanto
 duro invecchiare e inchiodare una croce fragile al muro
e fissare un bimbetto in un abito da femminuccia e non sapere...
non sapere quanto tempo ti resta o se l'uomo che una
volta era bambino si prender cura di te o no...
Povera Lilian.
Povera, infelice Lilian.
Harriet sedette immobile e preg, prima che la sua stessa
vita cominciasse a muoversi verso una fine cos incerta, di vedere
o conoscere almeno una cosa straordinaria e indimenticabile.

VII.
Era ormai autunno quando torn Joseph. Autunno in aprile.
Lui era smagrito e aveva la faccia rugosa e abbronzata. Ma
era trionfante: Cob House era costruita. C'era un recinto per
l'asino e stie per le galline fatte con giunchi e fil di ferro. Le
nubi della sera sulla piana avevano il colore dell'argilla rossa.
Lilian pianse. Una parte di lei aveva sperato che la casa non
sarebbe mai esistita, tranne che nella mente di Joseph. Ma
adesso c'era. Prese un fazzoletto di pizzo, pulito e stirato dalla
signora Dinsdale, e se lo premette ancora ben ripiegato sul
viso. Joseph la guard sgomento. Poi cerc di metterle un braccio
attorno alle spalle, ma lei lo spinse via.
Lilian pens a Roderick nella sua tomba di marmo grigio
a Parton e al suo nome cesellato, cos nero e cos resistente al
sole e alla pioggia.
Harriet lasci la stanza e aspett che Joseph venisse da lei.
Aveva il cuore infiammato dalle nubi rosso argilla e da Cob
House che l'attendeva sotto la volta di alberi fibrosi. Quando,
pi tardi, la mano di lui le strisci sul viso, lei l'allontan. Perch
adesso Harriet voleva vederlo, nella sua nudit, nel suo
sforzo puntiglioso, quel marito che aveva costruito una casa
sul ciglio del mondo ed era sopravvissuto. Attir il viso di lui
contro il suo ma lui la baci come un estraneo, con un bacio
asciutto e rigido. Poi, proprio mentre stava per ritrarsi da lei,
le sussurr che aveva chiamato il fiume col suo nome.
S disse lei. Il mio fiume. Tutto mio! E si strinse a lui.
Avrebbe voluto partire subito per la fattoria. I barrocci per
trasportare la mobilia e le porcellane di Lilian si potevano
prendere a nolo senza difficolt. Ma Lilian si rifiut. Neanche
a parlarne. La corale di Laura McPherson avrebbe tenuto il
suo primo concerto pubblico il diciannove aprile e lei aveva
dato la sua parola che avrebbe partecipato, perch cera una
nota alta nello Stendardo di fuoco che solo la sua voce, unicamente
la sua in quel coretto di principianti, poteva raggiungere
davvero.
Una nota disse Harriet a Joseph. Sacrificheremo un'intera
stagione di semina per una nota?
Lui le disse con delicatezza che c'era ben poco da seminare
in autunno, che per il primo inverno avrebbero dovuto vivere
di quel che riuscivano a portare con loro: t, farina, biscotti,
sardine, zucchero, prosciutti. E del montone che avrebbero
comprato a Orchard Run, il pi grande allevamento di
pecore sulla piana di Okuku. Le confess pure che aveva bisogno
di riposo. Aveva le vesciche ai piedi e le mani tagliate e
scorticate. Il collo gli doleva per le notti in cui l'aveva tenuto
nell'incavo del braccio.
Cos rimasero nelle Camere della signora Dinsdale ancora
tre settimane, a compilare liste: venticinque galline ovaiole
e un gallo, una mucca da latte, un somaro, avena, sementi di cereali,
arboscelli, paletti da recinzione, filo di ferro...
Adesso facevano tutto insieme, scarabocchiavano e contavano,
contrattavano febbrilmente, passavano al vaglio, rifiutavano
e compravano. Mentre il canto di Lilian, a dispetto dell'imminente
separazione dall'estremo limite del mondo civilizzato,
sembrava acquisire d'un tratto una pienezza nuova ed
esasperante, Joseph e Harriet se ne andavano fuori portata
d'orecchio, sottobraccio, da un capo all'altro della citt. Adesso
li riconoscevano, in alcuni negozi di Christchurch, l'alto Joseph
Blackstone e la sua alta e impulsiva moglie.
Harriet rammentava il frenetico acquisto di abiti in Inghilterra
e disse a Joseph quanto preferiva questo, questa faccenda
della fattoria e come, finalmente, riusciva a figurarsi
il loro futuro. Era cos orgogliosa di lui, gli disse. Lo guard
con una nuova sensazione di desiderio. Fece scorrere le mani
dalle dita affusolate sulla lama di una falce nella ferramenta
McKinley e disse: Joseph, non dovremmo permettere a questa
nostra vita di arrivare e poi scivolare via.
Scivolare via? Cosa voleva dire, esattamente?
Oh, non lo sapeva, esattamente, disse lei. Ma pensava che
ci dovesse essere qualcosa... un segno. Dovr avere uno scopo
fu quello che si decise a dire.
Joseph pens che si sarebbe sforzato di dare uno scopo
a ogni loro giornata. Nelle albe che sarebbero giunte loro alle
spalle, striando di luce il fogliame verdeazzurro; nel correre
e mulinare infinito del rio Harriet; persino nelle notti fredde,
quando avrebbero sentito il richiamo degli uccelli senza
volo risuonare da tane e nascondigli. Si sarebbe sforzato e sperava
di riuscirci.
Ma poi si mise a fissare Harriet, la sua faccia riflessa nella
lama lustra della falce. Stava forse parlando di qualcos'altro?
Attese, mantenendosi ritto e immobile, dissimulando un improvviso
ribollire di angoscia nel petto.
Ebbene? chiese lei.
 ovvio che avr... uno scopo... farfugli lui.
S disse lei leggera, girandosi verso di lui e sfiorandogli
un braccio e dopo di noi?
Eccola l. La domanda che aveva temuto. Adesso era l e ci
sarebbe rimasta sempre.
Dopo di noi?
Lei gli pos il viso, solo per un istante, sulla spalla. Lui aveva
addosso un odore polveroso in quel negozio, di carboni o
cenere, di cose bruciate e sparite.
Non credete che potrebbe esserci un bambino?
Ora pi che mai lui cerc di mantenersi saldo, di non darle
a vedere che avrebbe voluto sgusciar via, rimodellare la forma
del suo cuore finch non gli avrebbe pi fatto male. Cerc
d'inghiottire, ma la saliva gli rimase in bocca e dovette estrarre
a forza un fazzoletto e pulirsi le labbra.
Harriet, io non avevo mai... cominci.
Mai cosa?
Non avevo mai pensato a questo. Ho sempre pensato che
la vostra et...
Ho trentaquattro anni, Joseph.
Appunto.
Gli avrebbe potuto raccontare di come sanguinava
abbondantemente ogni mese, di quante pezzuole ripugnanti dovevano
essere insaponate e battute e sciacquate e stese dove nessuno
le avrebbe viste. Ma non lo conosceva abbastanza bene
per parlargliene. Lasci andare la falce e prosegu lungo la fila
di utensili rilucenti appoggiati contro le pareti di fortuna di
McKinley, e lui la segu un po' discosto.
 
Capitolo 2.
La mantella di Beauty.

I.
Harriet sapeva che Joseph la notte rimaneva sveglio. Nella loro
stanza tremolante di cotonina, lo udiva sospirare.
Cosa c'? continuava a chiedergli.
Lui non poteva dirle che pensava che la casa fosse nel posto
sbagliato, non poteva proprio dirle che era stato troppo
cocciuto per seguire il consiglio degli uomini che lo avevano
aiutato. Perch aveva bisogno di conquistarsi il suo amore e
il suo rispetto. In quello risiedeva la sua salvezza.
Diceva solo di essere preoccupato per Lilian la quale, quando
rimestava il bucato nel calderone pesante, aveva cominciato
a parlare in tono iroso alla biancheria. Le chiedeva perch
un'insaponata e una risciacquata non potevano durare pi
a lungo, perch si sporcava con tanta facilit. Quando la
stendeva ad asciugare, la batteva con una pala di legno. Altre
volte, stanca forse di sgridare una cosa che non le rispondeva
mai, sedeva immobile e assente nella sua poltrona, rigirandosi
l'uovo da rammendo tra le mani.
Dobbiamo fare di pi per lei disse Joseph.
Cos'altro? chiese Harriet.
Lui non lo sapeva. Voleva che fosse Harriet a dirlo a lui, a
illuminarlo. Le donne si capivano fra loro, o cos riteneva lui,
perch certo qualcuno doveva capirle e lui sapeva di non esserne
capace; sapeva solo che desideravano sempre qualcosa.
E il loro desiderare pareva cos ostinato che poteva indurti a
comportamenti dei quali non ti saresti mai figurato capace.
Ti avrebbe potuto distruggere...
Per non era difficile capire cosa desiderasse sua madre.
Non faceva alcuno sforzo per mascherarlo: bramava d'allontanarsi
di l. E Joseph vedeva, dal modo torvo in cui lei guardava
i muri di cotonina e dalle occhiate pietose dirette ai pezzi
di mobilio che le erano familiari, arenati sui pavimenti d'argilla
come ospiti in imbarazzo, che lei non si dava neanche il
disturbo di caldeggiare quel desiderio; lo lasciava a se stesso.
Non so cos'altro disse lui. Salvo che voi potreste esserle
un po' pi di compagnia. Voglio dire che potreste stare in
casa con lei, anzich fuori...
Joseph disse Harriet io ho passato tutta la vita in casa.
Cosa credete che faccia un'istitutrice, ogni giorno, se non stare
seduta a leggere, scrivere e respirare l'aria di casa?
Lo so. Ma io temo che Lilian sia troppo sola.
Quando avr finito di seminare l'orto. Allora, star di pi
con lei. Ma sapete bene che lei potrebbe uscire e lavorare con
me, se volesse.
Joseph non disse nulla, si limit a girarsi nel letto duro.
Harriet giacque immobile accanto a lui. Sopra di lei, la pioggia
sommessa faceva cantare lieve la lamiera del tetto.
Avevano una mucca da latte, ma niente cavallo. Joseph disse
che non si sarebbero potuti permettere un cavallo fino all'anno
seguente, quando avrebbero avuto granturco, frumento e
giovani animali da vendere. Cos l'aratro venne aggiogato al
somaro, con un gran paraocchi, e Joseph e l'animale andavano
su e gi e avanti e indietro tutto il giorno, e man mano i
ciuffi di mazzolina vennero tirati su e trasformati in solchi.
Lilian disse: Credevo che un campo dovesse essere una cosa
diritta e squadrata.
Sto cercando di farlo pi diritto e squadrato che posso
disse Joseph.
Be', a me pare proprio sbilenco. Sono contenta che non
abbiamo dei vicini che possano accorgersene.
Joseph si concesse un sorriso. Ricord a sua madre che
tutto quel che facciamo qui, lo stiamo facendo per la prima
volta, ma pian piano impareremo.
Non sono affatto certa disse Lilian che imparer mai a
cucinare su questi fornelli. E sferr alla vecchia cucina economica,
sulla quale stava facendo scaldare il bollitore, un calcio malevolo. Alimentata con lignite che bruciava senza fiamma,
la cucina non sembrava ansiosa di cuocere i filoni di pane
che Lilian ci metteva dentro, ma solo di lessarli con il vapore.
Si gonfiavano a malapena fino al bordo dello stampo e non
raggiungevano una consistenza migliore di quella della sugna.
Quando si tagliavano a fette, lasciavano un deludente velo di
condensa sul coltello. A Parton Magna il pane di Lilian era
croccante e alto e irresistibile per Roderick Blackstone, che
adorava il modo in cui gli graffiava il palato e ne aveva divorato
una gran quantit, inzuppato nel sugo di carne, la mattina
che era morto. In questo posto dimenticato da Dio disse
Lilian  tutto peggiore.
Harriet si affrett a uscire. Si affrett verso il retro di
Cob House, dove l'attendeva il suo orto. Non c'era ancora
nulla, solo un rettangolo di terra smossa, dove uccelli che lei non conosceva
parlamentavano di buon mattino quando il sole sorgeva
sulla valle e le foglie del faggio scintillavano come olio.
Lentamente, tolse i sassi dalla terra, divise l'appezzamento in
riquadri con assicelle di pino totara e lo cint con la lamiera.
Un muro di sassi intorno a un lotto di queste dimensioni le
aveva detto Joseph  pura fantasia. Avete un'idea anche vaga
di quanto ci hanno messo tre uomini a costruire un camino
di pietra?
Harriet si era immaginata il muro di pietra, ma poteva aspettare.
Dipinse la lamiera di bianco e la inchiod ai tronchi degli
alberi giovani. Non c'era ingresso; la lamiera racchiudeva l'orto
per intero. Ogni volta che Joseph e Lilian uscivano a vederlo,
restavano a guardare Harriet dall'altro lato della recinzione,
come si guarda una detenuta a cui non  permesso fare visita.
La vedevano lavorare con i capelli raccolti in un foulard, china
sulle sue piantagioni, il grembiale ricolmo di sementi di patata,
gli stivali incrostati di fango.
 contenta di farlo? chiese Lilian.
S replic Joseph. Lo .
Lilian arricci il naso. A me sembrano lavori forzati dichiar.
Il ruscello correva in spire dietro l'orto di Harriet, rumoroso
dopo una pozza; faceva risuonare i ciottoli, dalla boscaglia
sovrastante portava gi con s steli di matipo rosso, l'arbusto
con le bacche, e faggio scuro. Lei non aveva mai toccato
n assaggiato un'acqua di quella dolcezza gelida. Quando
scendeva la sera e vedeva il primo bagliore delle lampade di
Lilian alle finestre di Cob House, Harriet si metteva sull'orlo
del torrente, ad ascoltare il suo mondo nuovo. Se il vento si
era un po' calmato riusciva a sentire una civetta lontana fra
gli alberi, o il mesto chiuu-li, chiuu-li del weka, che Joseph le
aveva insegnato a riconoscere. Talvolta stendeva a terra il grembiale
infangato e vi s'inginocchiava sopra, si sciacquava le mani
e poi si portava l'acqua alla bocca. Spesso rimaneva l, con
la faccia vicina all'acqua, tanto a lungo che quando si alzava
scopriva che era calato un buio assoluto.

II.
Nella sua prima lettera al padre, Henry Salt, Harriet scrisse:
Mangiamo montone e poi ancora montone: cosce di montone,
stufati e costolette di montone, torte e pasticci di montone.
Temo che odoriamo come pecore.
Poi gli raccont della mucca, che lei e Joseph avevano chiamato
Beauty
perch  cos buona d'animo e ha gli occhi come pozze d'ambra
e sembra quasi che i riccioli sulla sua testa siano stati fatti
con i bigodini di carta.
Beauty non aveva stalla n fienile. Per, con un tappeto vecchio
e qualche gugliata di spago, Lilian le aveva confezionato
una mantella. Era stato l'unico compito che Lilian aveva affrontato
con qualche entusiasmo e adesso era un quadretto
strano e tenero, vedere una mucca aggirarsi con addosso un
indumento umano mentre ruminava il fieno giallo.
Quando splendeva il sole e loro si dimenticavano di togliere
la mantella a Beauty, dalla lana si alzava il vapore. L'odore
di Beauty, pensava Harriet, era piacevole quasi quanto quello
di ogni altro essere che aveva conosciuto, e s'immaginava che
i suoi bambini avrebbero profumato cos, di latte e terra e lana
calda.
Mungere Beauty era la sua occupazione preferita. La mucca
stava perfettamente immobile mentre le mani di Harriet,
che si erano fatte rosse e ruvide per il lavoro nell'orto, le strattonavano
le mammelle calde e gommose. Solo il fianco di
Beauty si contraeva di tanto in tanto, e la sua testa riccia si
voltava e gli occhi dalle ciglia pesanti fissavano il tramonto
oppure la pioggia.
Talvolta la notte, con indosso la sua mantella, Beauty si
sdraiava accanto al muro di Cob House e Harriet la sentiva
respirare. A Henry Salt scrisse: Le mie notti sono colme di
sospiri; il vento e il respiro di Beauty e l'ansia di Joseph. Ma
sapeva che lui, l'insegnante di geografia, avrebbe capito il senso
di quella frase: non era una lamentela, solo parte del suo
modo di evocare il mondo, cos che lui potesse usare la sua
lettera come una mappa, vedere e sentire lei nel suo nuovo
paesaggio. E alla fine della lettera fece per lui alcuni disegni
di oggetti che le piacevano particolarmente: la sua zappa, l'aratro
dell'asino, lo sgabello per mungere, la zangola del burro.
Della zangola disse:
L'attesa del burro  davvero esaltante. Il cambiamento del colore,
straordinario! Credo di esser sempre rimasta incantata
da ogni processo con cui una cosa si trasforma in un'altra.
Riesco a comprendere l'ossessione degli alchimisti nel mondo
antico.
Il suo album, molto lentamente, cominciava a riempirsi. Tra
una e l'altra delle pagine pesanti c'erano fogli di carta fine
come ragnatela, quasi trasparente, e talvolta Harriet guardava
i propri appunti attraverso quelle veline, come se fossero
gi quasi svaniti e parte del passato. Poich quella, lei
lo sapeva, era l'essenza del suo libro: un catalogo dello scorrere
del tempo. Gi la foglia d'acero che era planata fin sul
piroscafo Albert in mezzo al mar di Tasmania era sbiadita e
friabile, l'etichetta del t cinese appena ingiallita, e i francobolli
della regina Vittoria sbaffati di polvere o altrimenti
insudiciati, come se avessero sopportato un lungo viaggio
su una lettera.
Sulla terza pagina del suo album, Harriet inser uno scampolo
di cotonina, etichettato Un pezzo del nostro muro, un germoglio
del suo orto, la fronda verde e puntuta di una palma
ti-ti, una piuma bruna di weka e un ricciolo della testa di
Beauty. Appiccic tutto con gocce minute della colla per porcellana
di Lilian. Si accorse che vicino a lei, sulla credenza, il
servizio da t di porcellana fine stava lentamente riprendendo
forma, coccio dopo coccio.
Si ramment della sua vecchia vita di istitutrice e si chiese
che cosa avrebbe collezionato su un album, in dodici anni:
riccioli, forse, non della testa di una mucca che aveva l'aria
cos tenera e sciocca, drappeggiata in un tappeto nell'inverno
neozelandese, ma delle teste dei suoi allievi inglesi,
ricci che si facevano pi scuri man mano che loro crescevano
e venivano mandati a scuola lontano e la dimenticavano;
disegni e pagine di calligrafia di cui erano fieri; pezzi
di lavoro a maglia o quadratini a punto croce che avevano
fatto.
E magari una banconota solitaria, un foglio da dieci scellini
datole dal signor Melchior Gable, da spendere in guanti
che si sarebbe dovuta mettere quando avesse visitato la sua
banca nell'occasione del giorno di apertura estiva al pubblico.
Quel giorno vennero mostrati ai visitatori una bella collezione
di pesi e misure, un'esposizione di monete romane e
i prototipi della Chiusura Sicura Gable, una serratura brevettata
in ottone che, in teoria, i ladri non sarebbero riusciti
a scassinare. Ma fra i visitatori Harriet non c'era. La banconota
da dieci scellini non si era mai alchimizzata in un
paio di guanti. La pila di lettere d'amore che le aveva scritto
il signor Gable stava nascosta in una brocca da toeletta crepata,
celata al mondo e alla stessa Harriet, che non aveva alcun
desiderio di rileggere le missive e presto le avrebbe date
alle fiamme.
Aveva cercato di restituire la cartamoneta da dieci a Melchior
Gable. Gliel'aveva inviata in banca insieme a una nota
scritta a mano in cui rifiutava la sua proposta di matrimonio.
Ma era tornata indietro. Lei aveva chiesto a suo padre d'imbucargliela
e cos lui aveva fatto, ma ancora una volta era tornata.
Cos lei l'aveva tenuta in una scatola e non l'aveva mai
spesa. Alle volte la guardava: la sua vita alternativa, il paese
dove non era andata. E poi, il giorno in cui spos Joseph
Blackstone, la bruci.
 III.
Quando l'asino aveva bisogno di riposo, Joseph lavorava allo
scavo del laghetto.
Immaginava un laghetto privo di suoni, un posto che il vento
avrebbe a malapena toccato e intorno al quale la boscaglia
lontana avrebbe presto seminato se stessa, se solo i semi non
fossero stati soffiati via. Sebbene avesse immaginato i salici
del Norfolk, si sarebbe accontentato ben volentieri anche di
dracene australi e arbusti di manuka.
Situ il laghetto in un avvallamento nella piega delle colline.
Avrebbe scavato una trincea lunga e curva per far arrivare
l'acqua dal rio Harriet nel piccolo bacino e poi farla uscire
di nuovo, per mezzo di qualcosa che Joseph non riusciva bene
a immaginare. Si scopr a desiderare di essere pi dotato,
come ingegnere.
Lilian usc di casa, avvolta in uno scialle, e si ferm a guardare
Joseph. La terra era dura come legno. Lei fiss il piede
del figlio, lo stivale premuto sul badile, sent il colpo ripetuto
delle bullette contro il bordo della pala. Bench fosse un uomo
alto, nel paesaggio circostante di erba gialla pareva stranamente
incorporeo, quasi fosse una figura evocata dalla sua
immaginazione. Magari, quando l'avesse guardato di nuovo,
lui non ci sarebbe stato pi. Si chiese se l'avesse mai visto davvero,
se avesse capito chi era.
Poich, com'era possibile che il Joseph che lei aveva creduto
di conoscere, da bimbetto in un vestitino cucito a mano
a uomo goffo con i capelli corvini e la voce imperiosa, pensasse
ora che il suo futuro e quello di lei potesse essere racchiuso
l in quel deserto di gramigna? Chi gli aveva messo in
testa quell'idea balzana?
Era una giornata di vento leggero, con il sole che andava e
veniva e scrosci di pioggia che sembravano cadere gi diritti
da un vivido arcobaleno. Per la prima volta dopo molto tempo
Lilian alz lo sguardo verso l'orizzonte. Le piacevano gli
arcobaleni, perch si comportavano come Dio aveva detto loro
di comportarsi: Il mio arco pongo sulle nubi ed esso sar
il segno dell'alleanza tra me e la terra. Quello per Lilian lo
esamin con occhio critico, quasi credesse che un arcobaleno
neozelandese potesse in qualche modo disubbidire alle leggi
divine. Ne cont i colori, verific la precisione dell'arco,
valut la brillantezza. Ascolt appena quando Joseph cominci
a descriverle il laghetto; era concentrata sull'arcobaleno. Era
troppo grande, decise dopo un po': nella sua vastit non c'era
modestia. In sottofondo sent Joseph dire che quando fosse
venuta la primavera e i germogli verdi si fossero spinti fuori
dal fango sul limitare dell'acqua, i germani e le anatre montane
del luogo avrebbero lasciato il torrente e sarebbero venuti
a nuotare nel suo laghetto, in dolci cerchi domestici. Ma
lei si sent obbligata a rimarcare: Il tuo laghetto non si comporter
per forza come i laghetti inglesi.
Joseph le rivolse uno sguardo stanco. Che cosa volete dire?
le chiese.
Voglio dire rispose Lilian che qui nulla  mai come ce
lo si era immaginato.
Mentre si riavviava verso Cob House, Lilian ricord che, per
lo meno, stava lavorando a un possibile piano di fuga. Era
provvisorio e davvero troppo legato a fattori non verificabili;
era un piano per, gi qualcosa. Nella vita era importante, si
disse, avere un piano. Avrebbe dovuto far piani nell'eventualit
della morte di Roderick, ma non li aveva fatti e adesso aveva
perduto la sua vecchia vita e la piccola dose giornaliera di
speranza che conteneva.
Alle volte, quando ci pensava con la magnanimit che la
mente le consentiva, ammetteva e capiva che se si era ancora
giovani come Joseph, se non ci si era mai attaccati a niente con
troppa forza, quel paese grande e nuovo con le sue intemperie
violente e la sua terra a poco prezzo poteva dare l'impressione
di promettere qualcosa. Sapeva che Joseph immaginava se stesso,
di l a sei o sette anni, nelle vesti di agiato proprietario di
una vasta fattoria e di una casa fatta di pietra e legno, con una
veranda come quella della signora Dinsdale e un'amaca in cui
sognare. A onor del vero, lui non aveva mai nascosto che i primi
mesi sarebbero stati duri, e per quelle durezze aveva sposato
la moglie giusta. Da qualche parte dentro di s, Lilian ammirava
la fiducia di suo figlio e la tenacia di Harriet. Insieme,
pens, quei due sono tutti tendini e ossa e ostinazione e se queste
cose hanno qualche valore, allora ce la faranno.
Credeva anche che sarebbe stato molto meglio, per loro,
fare tutto quello strenuo lavoro da soli. L c'era un futuro per
loro, e Lilian sapeva che la maggior parte di ci che l'uomo fa,
momento per momento,  per il suo futuro immaginato, per
il tempo che verr, in cui sar pi felice che nel tempo presente.
Semplicemente, Joseph e Harriet avevano ignorato il
fatto che Lilian, in quel luogo, all'et che aveva, era cos priva
di futuro che tanto valeva fosse gi morta. Giorni e settimane
e anni sarebbero passati senza nessuno che ascoltasse
il suo canto. I venti le avrebbero ululato in testa e scombinato
i pensieri. Le sue porcellane si sarebbero nuovamente rotte
lungo le stesse crepe che aveva rincollato. Lo spirito le sarebbe
venuto a mancare.
Cos cerc di mettere insieme il suo piano.
La prossima volta che Joseph fosse partito con carretto e
somaro alla volta di Christchurch per comperare le provviste,
lei avrebbe mandato una lettera alla signora Dinsdale tramite
lui. Avrebbe spiegato a Lily Dinsdale che possedeva certi oggetti
di valore, ereditati da sua madre, la moglie del vicario.
Fra questi un bel ventaglio d'avorio, un coordinato di pettine
e spazzola in tartaruga con un astuccio per la manicure intonato,
un filo di perle, una spilla di rubini e diversi anelli. Si riproponeva
d'impegnare il tutto (presumeva che ci fosse un
banco dei pegni a Christchurch perch in ogni posto nuovo i
coloni erano alla merc delle magre stagionali) e, con il denaro
ricavato, di riaffittare la sua vecchia stanza dalla signora
Dinsdale per le poche settimane che le ci sarebbero volute
a trovare un impiego qualunque in citt.
Sebbene non avesse mai avuto un lavoro fuori casa in tutta
la vita, non le sembrava un ostacolo insormontabile. Si chiese
se l'avrebbero potuta assumere dal commerciante di stoffe
dove si tenevano gli incontri della corale di Laura McPherson.
Era molto dotata per gli ordinativi e le cernite. E le era perfettamente
chiaro, dopo aver osservato le pile di scatoloni del
negoziante, che quella bottega era fin troppo disordinata. Non
sapeva quanto potesse essere pagata una persona della sua
estrazione per quel genere di lavoro, ma supponeva il giusto
per mantenersi a Christchurch. Ed era l che sarebbe rimasta.
Non avrebbe cercato di attraversare il mare vasto e oscuro verso
l'Inghilterra. La casa di Parton Magna a ogni modo non c'era
pi, venduta per pagare i debiti di gioco di Roderick. L'idea
di affittare una camera in Inghilterra, per qualche motivo, le
faceva venire da piangere. E tuttavia, a Christchurch sarebbe
stata molto vicina alla costa. Avrebbe saputo quali navi andavano
e venivano dal Vecchio Mondo. Mentre si costruiva una
routine sopportabile con Lily Dinsdale e Laura McPherson e
il loro circolo d'amiche, non avrebbe mai perso di vista la possibilit
di un ritorno in Inghilterra.
Lilian and nella sua stanza, che ovviamente non era una
vera stanza, davvero privata, ma solo una specie di tenda dentro
la casa dalla quale poteva sentire tutto, proprio tutto, quello che accadeva.
Tir fuori il ventaglio, la spazzola e il pettine, il coordinato
per la manicure e i suoi gioielli e li guard. Era un triste
fatto della vita, che quando si cercava di comprare una qualsiasi
cosa di valore questa costasse pi di quel che si era immaginato
e quando si cercava di venderla, quel valore fosse
sempre misteriosamente ridotto, goccia a goccia. Dove finiva?
Lilian desider vivere in una societ dove la gente conosceva
le risposte a quel tipo di domande.
Disposti sul letto in quella tenda dentro Cob House, i piccoli
effetti personali di Lilian, dai quali dipendeva il suo piano,
d'improvviso sembrarono anacronistici, come un altare a
una divinit che pretendesse i pi assurdi sacrifici e poi fuggisse
via. Risistem le perle, il ventaglio, la spazzola per i capelli
e il pettine, l'astuccio per la manicure, che per sembravano
lo stesso fuori luogo e stranamente privi di valore. Lilian
li fiss a lungo; poi si sent sopraffatta da una stanchezza cos
profonda che spinse tutto sotto il guanciale e si sdrai sul
duro materasso e s'addorment in un istante. Era met pomeriggio
e Joseph e Harriet erano dov'erano sempre, fuori sotto
il cielo, e Lilian sapeva, mentre chiudeva gli occhi, che probabilmente
lei era del tutto svanita dai loro pensieri.

IV.
Una sera ai primi di luglio cambi il vento. Cominci a ululare
da sudovest e port con s una nebbia strisciante e tumultuosa,
fredda e silente.
Quando Harriet usc per dar da mangiare alle galline, chiamandole
in quelle tenebre biancastre, ebbe la sensazione di
un gran peso nell'aria, come se ora fosse il cielo a strattonare
la terra. Quando rientr a Cob House, disse a Joseph: Sta per
succedere qualcosa.
Joseph rimase sulla porta. Sent la bruma che gli si serrava
contro e rabbrivid. And a prendere Beauty al pascolo e le
mise la mantella. Mentre gliela legava, l'animale mugg alla
stranezza dell'aria. E Joseph riusc a sentire l'asino che ragliava
nel suo recinto. Non per la prima volta, Joseph prov
la solitudine e la preoccupazione del colono ignaro, che non
 capace di leggere i segnali del vento. Si chiese se avrebbe dovuto
attaccare l'asino al carro e partire verso Orchard Run,
dove gli avrebbero detto che cosa stava arrivando con quel
vento di sudovest, ma aveva paura di perdersi e di venire sorpreso
dalla notte.
Consumarono la cena a base di stufato di montone con
carote e qualche biscotto friabile al cacao di Lilian e per tutto
il tempo sentirono la vacca e il somaro che si lamentavano,
l fuori al buio. Mi chiedo spesso disse Lilian mentre
rigovernava le posate perch Dio abbia dato voci cos brutte
agli animali.
Durante la notte cominci a cadere la neve.
Cadde furtiva, e mentre i tre dormivano s'accumul sul
tetto di lamiera di Cob House, si ammass spinta dal vento
contro le finestre, sigill la porta. Bench si fossero svegliati
all'alba, Joseph e Harriet si girarono e chiusero gli occhi
quando videro nella stanza il buio, che scambiarono per la
notte. Anche Lilian, che sempre di pi stava sviluppando una
passione per il sonno, un vero e proprio ardore come se il
sonno fosse stato oppio, torn piano ai suoi sogni, nei quali
si trovava spesso sul palcoscenico di uno dei grandi teatri
d'opera nel mondo.
Quando Harriet infine si svegli di nuovo, con il tetto che
cominciava a piegarsi e a scricchiolare sotto il peso della neve,
le ci volle un momento per capire cosa stava accadendo.
Svegli Joseph e rimasero l in camicia da notte a fissare la
strana luce grigia della stanza. Si vestirono di corsa, sfregarono
inutilmente le mani contro i vetri delle finestre cieche.
Andarono alla porta e lottarono per smuoverla, ma si apr solo
di uno spiraglio. Si misero in ascolto dei rumori dei loro
animali e non sentirono nulla.
Il pensiero di Joseph fu: Sono sfuggito a una bara in Inghilterra.
Adesso, la natura me ne costruisce intorno un'altra.
Ma c'era quello spiraglio di luce fuori dalla porta. Non aveva
attrezzi in casa, ma aveva mani e ingegno.
Adesso Lilian si era alzata e Joseph diede istruzioni a lei e a
Harriet di accendere il fuoco di lignite nella cucina economica
e di mettere a scaldare un po' d'acqua. Avrebbe sciolto la neve
che si era accumulata davanti alla porta. Preg che durante la
notte nel camino fosse rimasto abbastanza calore per evitare
che la neve lo bloccasse. Prese un bastone e con quello inizi a
cercare di smuovere la porta: appena uno spiraglio, che poi divent
un po' pi grande...
La lignite non voleva accendersi. Si mise a bruciare senza
fiamma, come torba umida, e in pochi istanti la stanza bassa
si riemp di fumo. Harriet e Lilian si coprirono la bocca coi
grembiali e corsero alla porta per prendere boccate d'aria gelata.
Sembrava che il buio e il freddo dentro Cob House non
facessero che aumentare. Lilian accese le lampade a olio. Lei
e Harriet continuarono a darsi da fare col fuoco nella cucina;
passarono al setaccio le scorie bruciacchiate, con dei bastoncini
cercarono di convincere la fiamma ad ardere, una fiamma
esile che divamp e subito si spense.
Perseverarono, mentre Joseph raspava e scalciava l'enorme
ammasso contro la porta, finch Lilian venne colta da
una tosse soffocante, cos violenta da farle credere che sarebbe
caduta morta sul pavimento di terra. Fuori, attraverso
lo spiraglio che man mano s'allargava oltre la porta, con
gli occhi gonfi e lacrimanti riusc a vedere che la neve cadeva
ancora: fiocchi pingui e appiccicosi come pappa d'avena,
come non ne aveva mai visti prima. Imprec in silenzio mentre
lottava per riprendere fiato nella tomba fumosa in cui si
era trasformata la stanza.
Harriet, mentre andava a prenderle dell'acqua, cap di colpo
quanto fosse sciocco tutto ci. Tre teste al lavoro e tutti e
tre avevano trascurato la cosa pi ovvia.
Porse il bicchiere d'acqua a Lilian, poi afferr il pesante coperchio
di ferro della cucina economica e lo scaravent sopra
la lignite fumante. And verso una delle finestre. Sul davanzale
si era accumulata una spanna di neve, ma la finestra si
apr a sufficienza perch Harriet potesse allungare fuori una
mano e cominciare a spingerla via. Si sporse e guard un mondo
bianco nel quale non si vedeva nulla, nulla si muoveva salvo
i fiocchi di neve, cos silenziosi e tuttavia con una specie di
clamore frenetico, come un raduno muto di persone ansiose
di raggiungere una destinazione gi affollata e trovare un ultimo
spazio libero.
Il fumo nella stanza cominci a disperdersi, mulinando tra
la finestra e la porta. Stretta nello scialle, Lilian sedette su una
sedia e si asciug la bocca. Dapprima si mise a fissare Harriet,
che si era tirata su la gonna e si arrampicava mani e piedi
sul davanzale della finestra, poi il pavimento gelido, sul quale
era appena riuscita a non morire.
Harriet usc dalla finestra e salt gi nella neve.
La neve le arrivava sopra l'orlo degli stivaletti e si sciolse
contro il calore delle gambe, e il dolore di quella neve sciolta
sui piedi fu atroce.
Cominci a chiamare Beauty.
Joseph si diede da fare per seguirla attraverso la finestrella;
stese e flett i lunghi arti, il cappotto gli si impigli in una
scheggia, imprec quando sent che si strappava. Disseppell
una pala appoggiata al muro e insieme lui e Harriet cominciarono
a scavare un sentiero, con la pala e con le mani, intorno
a Cob House, in direzione della porta. La neve cadeva e
ricominciava a coprire il passaggio non appena loro voltavano
la schiena. E la neve pesava quanto fango o sabbia, quell'aria
di leggerezza era un inganno.
I capelli lunghi di Harriet erano sciolti e aveva la fronte sudata
e il viso acceso, l'espressione determinata. Da lontano
sentirono un raglio e cos seppero che per lo meno il somaro
era vivo, ma dal silenzio non veniva nessun altro suono. Harriet
si ripos un momento e disse a Joseph: Se anche abbiamo
perso Beauty, andremo avanti lo stesso.
Andremo avanti, Harriet disse lui, ma non si prese una
pausa da quel faticoso lavoro, e da ci Harriet cap il tipo d'uomo
che era: una volta che aveva intrapreso un compito, non
si riposava.
Ricominci a spalare anche lei. Mai neve in Inghilterra era
caduta rapida e furtiva come quella. E sospinta dal vento inaspettato
di sudovest, il vento che loro non erano riusciti a interpretare,
si era accumulata fin quasi all'altezza della vita contro
la parete meridionale di Cob House, come se fosse caduta
per una settimana senza interruzione.
Beauty! continuava a chiamare Harriet, perch la mucca
era ubbidiente e cercava sempre di raggiungerli quando gridavano
nel vuoto enorme dell'aria: Beauty! E poi si metteva
ad ascoltare il silenzio bianco in attesa del suo muggito. Ma
non veniva.
Adesso erano arrivati in fondo al muro occidentale. Harriet
aveva sete e si mise un pugno di neve in bocca e lasci che
si sciogliesse contro i denti.
Dentro Cob House sentirono Lilian che tossiva. Poi, mentre
si giravano e cominciavano a farsi strada a palate verso la
porta, Harriet vide la mantella di Beauty... una macchia di stoffa
scozzese su un rialzo accanto alla porta d'ingresso.
Eccola l, Joseph!
Cominciarono ad aprirsi un varco attraverso i cumuli di
neve, immersi fino alle cosce, con Joseph che faceva strada e
cercava di ricavare un passaggio per la moglie, verso il mucchietto
che era Beauty, la quale aveva semplicemente fatto quel
che faceva spesso nelle notti fredde: si era avvicinata al muro
di Cob House e si era sdraiata al suo riparo, in cerca di un po'
di calore.
Harriet pens: di solito la sentivo respirare, ma stanotte
non ho sentito niente. La neve ha soffocato ogni suono.
Scoprirono la testa di Beauty. Con furia le tolsero la neve gelata
dalle narici, le diedero schiaffetti sul collo, avvicinarono le
loro facce alla sua cercando di passarle il loro respiro. Ma la
carne del muso, quella carne che era stata tiepida, cedevole,
umida, si era fatta rigida e inerte. Gli occhi d'ambra erano scivolati
all'indietro sotto le palpebre dalle lunghe ciglia.
Harriet s'inginocchi nella neve con gli occhi pieni di lacrime
e con una mano stratton impotente la ridicola mantella
scozzese. Quel che sentiva, pi forte di qualsiasi altra cosa,
era ammirazione per un animale che era riuscito a morire
cos lentamente, con tanta pazienza, senza un rumore.

 Capitolo 3.
Orchard Run.

I.
Toby Orchard era un uomo massiccio a cui era sempre andato
stretto il suo lavoro nella City di Londra. Era infelice.
Dentro di lui c'era una voce che chiamava giorno e notte:
liberami, liberami, liberami. Man mano che il giro pancia gli
s'allargava e i bottoni saltavano dai suoi bei cappotti di sartoria,
il sogno di diventare il padrone del proprio orizzonte si
faceva pi ardente. I suoi occhi castani esaminavano senza
posa i tetti e i comignoli fuligginosi di Threadneedle Street
e London Wall e li trovavano spaventevoli. Bramava di cavalcare
cavalli forti e invincibili e sparare col fucile e gridare ai
cani sotto un cielo monumentale. Pensava che sarebbe morto
di quel desiderio, se non l'avesse soddisfatto.
Prese il mare nel 1856 verso la Nuova Zelanda, con la moglie
Dorothy, un'ereditiera, e insieme ci misero ben poco ad acquistare
terre e bestiame, tanto quanto potevano comprarne,
e ad assumere i braccianti di cui avevano bisogno. Piantarono
cos tante miglia di pali di cinta che non ricordavano pi
dove la recinzione fosse cominciata n dove terminasse. Da
quella parte della piana dell'Okuku, oltre il sospiro del vento
non si sentiva che il belato delle pecore di Orchard. Toby pensava
alla sua terra come a un continente. Acri e acri di erba
giallastra erano stati arati e seminati a trifoglio per i suoi cavalli,
che sembravano trascorrere i loro giorni a cavalcare in
cerchi selvatici e misteriosi e si fermavano solo per annusare
e brucare il trifoglio succulento, quando si alzava la luna e lo
faceva scintillare e la calma della notte li lasciava riposare.
Toby e Dorothy Orchard costruirono una casa di una bellezza
sorprendente con i materiali che avevano a disposizione:
il pino totara tipico di quei boschi, l'ardesia dei canaloni,
la calcina per l'intonaco sbozzata a mano da una cava. Arbusti
di querce e aceri, salici e pioppi erano stati trasportati per
miglia di pianura e trapiantati nella stagione delle piogge, e
avevano prosperato, e la terra attorno a Orchard House era
diventata fresca e ombrosa e i martin pescatori venivano a farci
il nido.
Dentro, la casa era pi grandiosa e comoda di quanto facesse
pensare l'esterno di legno imbiancato a calce. Sui camini
di pietra, nei quali bruciava legno di melo profumato, era
stato scolpito con grezza approssimazione lo stemma di famiglia
degli Orchard. Tutti i regali di nozze di Toby e Dorothy,
credenze e toelette di mogano, poltrone ampie e candelieri a
muro del Seicento, argenteria di stile Reggenza, pregiate porcellane
francesi e tedesche, avevano sopportato lo stesso viaggio
dello sventurato servizio da t di Lilian Blackstone ma erano
sopravvissuti per abbellire le grandi stanze. Una domestica
di nome Jane, che gli Orchard - forse per renderla speciale
ai loro occhi - chiamavano pertinacemente Janet, teneva
tutto lucido e in ordine. A Natale, Dorothy Orchard decorava
i muri di felci e faceva candele color miele con la cera d'api,
mentre Toby ordinava che si uccidessero e spennassero le oche.
Il nostro mondo sussurrava Dorothy mentre, unaperuna,
accendeva le candele di Natale. Il nostro mondo, il nostro
mondo, il nostro mondo nuovo.
Non lo abitavano soli. Avevano un figlio di nome Edwin,
che avevano quasi perduto in un altro, di mondo.
Nell'estate del 1856, Edwin Orchard era nella sua culla di vimini
sulla veranda di Orchard House. Soffiava un vento caldo
e secco, che piegava gli arboscelli appena piantati, strattonava
le lenzuola sul filo del bucato e faceva vorticare nell'aria improvvisi
mulinelli di polvere. Pare, la bambinaia maori del piccolo
Edwin, stava sorvegliando la culla; ma, a poco a poco, la
sua attenzione si era lasciata sviare e attrarre dalla polvere e dagli
alberi sferzati dal vento. Sembrava a Pare che l'invisibile dio
della foresta fosse vicino, e lei non riusciva a smettere di rabbrividire.
Si sent stordita, confusa, quasi che il vento le fosse
penetrato nel cranio. Batt le palpebre e si sfreg gli occhi. Il
sole fece brillare un chiodo sul bordo della veranda e Pare stava
fissando il chiodo scintillante quando vide, con la coda dell'occhio,
una creatura verde che veniva di corsa verso di lei.
Pare grid. Si alz in piedi e, come se il vento l'avesse scorticata,
rientr volando in casa dimenticando Edwin nella culla.
Si chiuse in cucina e stip di strofinacci la fessura tra la
porta e il pavimento. La sua mente si riemp di visioni dello
ngrara, il gigantesco rettile dalla lingua rovente di cui i
maori raccontavano le storie e che spesso si era insinuato nei suoi
sogni. S'immagin quella creatura che la inseguiva in casa e
la infilzava sotto di s: sapeva che essere violata dallo
ngrara era il destino pi terribile che una donna potesse patire.
Pare si prese la faccia tra le mani. Riusciva ancora a sentire
il furore del vento. Faceva sbattere le persiane della cucina
e ululava fra le travi sulla sua testa. E a quel punto pens: era
quello che il vento aveva annunciato, l'arrivo dello ngrara a
Orchard Run. Non poteva tornare sulla veranda. Avrebbe voluto
chiamare Toby Orchard perch venisse e uccidesse lo
ngrara con uno dei suoi fucili, ma sapeva che lui era fuori
sulla piana, lontano miglia. E nemmeno Dorothy e Janet erano
in casa, bens fuori, sulla carrozza di Dorothy, a portare biscotti
di farina d'avena e mostarda di pomodori al vicario, a
Rangiora. Pare non sapeva cos'altro fare, se non starsene chiusa
a chiave in cucina finch non fosse tornato a casa qualcuno
a salvarla.
Nel frattempo il vento cambi direzione quel poco che bastava
per far dondolare la culla del piccolo. Edwin Orchard
giur sempre che se lo ricordava, l'improvviso e stupendo dondolio
della culla di vimini nel vento del sud. E poi, come lo
ngrara ghermisce le femmine d'uomo, il vento lo prese, insieme
alla culla e alla copertina ricamata, e lo scagli fuori
dalla veranda e lo rovesci sul prato riarso davanti alla casa.
Non riusc mai a ricordare quel suo volo momentaneo, n
l'atterraggio, n i momenti che seguirono. Giacque senza muoversi
per quasi un'ora, finch Dorothy e Janet non lo trovarono,
con la testolina poggiata nella polvere. Dorothy se lo avvolse
nelle sottane e lo port in casa, dove Pare era rinchiusa
in cucina. Dorothy sentiva che il cuore di Edwin batteva ancora,
ma lui non si muoveva n apriva gli occhi.
Lo mise nel suo letto. Janet fu rimandata a Rangiora a
prendere il dottor Pettifer. Questi disse a Dorothy che Edwin non
si era rotto nessun osso ma che lui non era in grado di dire se
il bambino sarebbe sopravvissuto oppure morto.  da un'altra
parte fu il suo unico responso se n' andato dal qui-e-ora
e potrebbe non tornare mai pi.
Quella sera Toby Orchard condusse una caccia al rettile.
Pieno di furia e dolore per quel che era accaduto, spar a tutto
quello che si muoveva o frusciava nel raggio di trenta passi
da casa sua. Mostr a Pare i resti insanguinati di un geco
verde. Poi la mand via. Le lasci mettere acqua e cibo e qualche
soldo nel fagotto delle sue cose, ma non ebbe alcuna piet
per lei. Non gli importava dove sarebbe andata n quel che sarebbe
stato di lei. Gli sarebbe piaciuto prenderla a frustate.
Edwin Orchard si svegli cinque giorni dopo.
Per un anno sembr indebolito da quanto gli era successo;
il faccino pallido, gli occhi insolitamente grandi. Ma poi cominci
a diventare come tutti gli altri bambini, salvo che voleva
sempre essere cullato e non smise neanche crescendo. A
otto anni si arrampicava ancora sulle ginocchia della madre
e diceva: Cullami, mamma. Cullami come il vento.

II.
Quando la neve si sciolse nella calda luce del sole invernale
che la segu, fu a Orchard Run che Harriet Blackstone si rec
in viaggio.
Lei e Joseph avevano considerato quel che era successo -
la perdita di Beauty e di quasi tutte le loro galline, l'asino dimagrito
e tormentato dalla tosse, il tetto di lamiera di Cob
House che si era imbarcato e perdeva - e in quei disastri avevano
visto le proprie responsabilit, la propria ignoranza.
Siamo degli sciocchi disse Joseph. Siamo degli sciagurati,
babbei.
In preda al panico e al pessimismo pens che non sarebbero
sopravvissuti all'inverno. Fu Lilian, nella sua convinzione
che solo i ricchi potevano avere successo nella vita, a suggerire
di andare a Orchard House. Mentre faceva asciugare la
mantella scozzese di Beauty vicino alla stufa, cos che potesse
essere messa sul somaro sofferente, tir su col naso e disse:
Gli unici che vi potranno chiarire la situazione sono gli
Orchard. Dovrete andare da loro col cappello in mano.
Col cappello in mano? Joseph credeva di essersi lasciato alle
spalle quel genere di cose, in Inghilterra. Aveva visto il modo
in cui i signorotti di campagna del Norfolk guardavano suo
padre, il sensale di bestiame, dall'alto in basso, e quanto pochi
di loro si fossero dati la pena di venire al suo funerale e
persino di mandare una lettera di condoglianze. Si gir verso
Lilian e scatt: Non andr mai pi da nessuno col cappello
in mano, mai pi!.
Ebbene lo rimbecc Lilian. Allora sei anche pi sciocco
di quanto credevo. Vualla.
Quella sera, nella loro stanza di cotonina, Harriet prese
Joseph tra le braccia. Disse che aveva sempre voluto far visita
agli Orchard per vedere cosa cresceva nel loro orto e imparare
come lo irrigavano d'estate. Ramment a Joseph che
magari a Dorothy Orchard, una donna praticamente sola in
un mondo di uomini, avrebbe potuto far piacere discutere
con lei di come preparare la torta di carote o cuocere in bianco
un'anguilla.
Pass molto tempo prima che Joseph dicesse qualcosa. Sul
ciglio del sonno, borbott: Voi non farete tutte quelle miglia
da sola.
S che lo far, caro replic Harriet ben sveglia. L'asino
e io andremo al trotto lentissimo, e prenderemo il carretto,
cos potremo tornare con un po' di latte. Ci riposeremo laggi
per un giorno e una notte, o un poco di pi. Guarder cos'hanno
piantato gli Orchard sulla riva del loro laghetto.
Viaggi quasi sempre verso sud. Quando raggiunse il fiume
Ashley si ferm a osservare l'acqua frenetica, verde giada. Una
zattera fatta di tronchi di manuka, azionata da funi e carrucole,
portava carretti e passeggeri sull'altra riva, e quell'aggeggio
era l in attesa, affidato a un traghettatore che masticava
tabacco e sputava nell'acqua.
L'uomo vide che Harriet esitava. Fatelo salire, signorina!
Fatelo salire! url. Cos Harriet tent di condurre il somaro
terrorizzato verso la riva, dove la zattera all'ormeggio
increspava l'acqua. Ma l'asino non voleva muoversi. Tent d'impennarsi
fra le stanghe del carretto. Ragli al cielo.
Copritegli la testa! grid il traghettatore. Cos Harriet si
tolse il mantello e lo avvolse intorno al muso dell'animale e
pens che in quel modo sarebbe andato avanti; per, pur cieco
com'era, l'animale sentiva il freddo del fiume e il beccheggio
della zattera e di nuovo cerc d'impennarsi e il carretto
sobbalz e quasi cadde. Il traghettatore imprec e una delle
stanghe si abbatt sul gomito di Harriet.
Sforzandosi di non urlare per il dolore, Harriet fece voltare
l'asino e lo ricondusse sull'argine asciutto, mentre gli carezzava
il collo e tentava di calmarlo con le sue parole. L'animale
cominci a tossire, Harriet lo sent tremare e un po' della
sua paura pass dentro di lei, che cominci ad avere freddo,
ma doveva riportarlo al fiume e questa volta il traghettatore
salt gi dalla zattera e l'aiut a far salire l'animale, tenendogli
la testa bassa per non farlo impennare e cercando allostesso tempo di mantenere fermo il carretto.
E cos il somaro trov infine un punto d'appoggio e Harriet
si tenne stretta al collo dell'animale mentre l'uomo, sempre
masticando, con le mandibole che si muovevano a scatti,
dava uno strattone alle pulegge e finalmente spingeva la zattera
sulla corrente del fiume gonfio.
Harriet vide uccelli dalle zampe lunghe che atterravano sulla
riva opposta e fissavano quell'apparizione che si avvicinava.
E pens a come, se tutto si fosse ribaltato e tutti loro fossero
annegati, l'incidente non sarebbe stato notato da nessuno
salvo che da uccelli di cui lei non sapeva neanche il nome,
e preg di non morire l, perch sapeva che la sua vita futura
le avrebbe portato meraviglie e lei voleva vivere per vederle.
Il traghettatore imprec di nuovo mentre la fune si stringeva
sull'ormeggio opposto e gli bruciava le mani coperte di vesciche.
Harriet vide che l'acqua si faceva bassa, e alz il capo
quando gli uccelli sbatacchiarono goffi le ali per andarsene.
Adesso la zattera premeva appena contro l'argine. Era legata
e Harriet a forza di blandizie spinse l'asino sui ciottoli e
gli scopr la testa, poi si riprese il mantello e se lo strinse addosso.
Ripos per qualche momento, mangi un po' della frutta
secca che si era portata per il viaggio e lasci pascolare il
ciuco su una chiazza d'erba rada. Attese che il suo cuore si
fosse calmato, prima di proseguire.
Arriv a Orchard House al calar della sera. Edwin, che aveva
otto anni e si era fatto una casetta su un albero di titoki, fu il
primo a vederla, quella forestiera che portava un calesse con
un asino e la testa dell'animale che cascava per la stanchezza,
e scese gi e corse a farla entrare.
Mamma disse mentre la scortava nel salotto dove Dorothy
stava facendo i conti di casa questa  la signora Blackstone
e ha le mani freddissime.
Dorothy Orchard alz lo sguardo verso Harriet, che lottava
per riportare i capelli bruni nella crocchia ordinata dalla
quale erano sfuggiti, e disse: Ah. Oh s, i capelli lunghi sono
una vera disdetta in questo paese! Vi consiglio di tagliarli. Io
mi ruppi un braccio cadendo da cavallo e non potevo, davvero
non potevo acconciarmi i capelli, cos diedi a Toby le forbici
e... ma davvero, bont divina, voi avete le mani gelate. Venite
accanto al fuoco. E poi, Edwin, porta il cavallo della signora
Blackstone nella stalla, caro, e dagli un po' d'avena.
 un asino, mamma.
Oh, un asino. Be', allora, portaci l'asino, tesoro mio. Avete
fatto molta strada a dorso d'asino, signora Blackstone?
No. Ho un calessino...
Avete attraversato l'Ashley?
S.
E non siete stata portata via dalla corrente? Fingono che
sia sicura, quella zattera, ma ovviamente ci sono stati degli annegamenti.
Ora venite qui vicino al fuoco; io chiamer la domestica,
Janet, e vi far portare un po' di brandy.
Harriet guard Dorothy Orchard, la quale davvero aveva i
capelli tagliati corti e ritti in ciuffi ribelli sopra la nuca. Aveva
il viso largo e quadrato e leggermente piatto, come se lo zigomo
fosse una vela, tesa contro il vento, ma i suoi occhi erano
grandi e belli. Quando Harriet cominci a scusarsi per essersi
presentata senza preavviso, Dorothy disse: Un preavviso
c' stato. Vale a dire che il garzone del nostro allevamento,
dal quale compraste il montone, ci rifer che avevate costruito
una casa vicino all'Okuku e che stavate in alto sulla collina
e io ho detto a Toby, quando  venuta la neve: credo che vedremo
i Blackstone al primo disgelo. E infatti non mi sbagliavo,
se non che siete venuta sola.
And alla porta, a quel punto, e cominci a chiamare la domestica:
Janet! Janet! poi si gir verso Harriet e sussurr:
Il suo nome  Jane, ma non la chiamiamo mai cos.  un nostro
vezzo.
Harriet sorrise a Dorothy. Poi si concesse di percorrere con
lo sguardo la grande stanza. Per quanto fosse spaziosa e confortevole,
le ricordava i posti in cui aveva lavorato come istitutrice,
posti che si era aspettata di non vedere mai pi una volta
preso il mare per la Nuova Zelanda. Si chiese quanto ci fosse
voluto agli Orchard per creare una stanza come quella, con
tende pesanti alle finestre e una bella specchiera dorata sul
caminetto e giornali ripiegati su una rastrelliera.
Ora disse Dorothy a Janet che era entrata in silenzio
porta un po' di brandy e tre bicchieri, e un po' di latte per
Edwin, poi prepara il letto alla signora Blackstone e... cosa
ce per cena?
Pasticcio di piccione disse Janet.
Molto bene. Accertati che ce ne sia abbastanza per tutti.
Poi si volt verso Harriet mentre Janet sgusciava via. Difficile
da cacciare col fucile, il piccione disse. Vola come una
trottola. Ma Toby centrerebbe anche una pulce. Sedete, signora
Blackstone. Mettete i piedi su questo sgabellino e scaldateveli.
Il pasticcio era grosso e poco maneggevole. Sembrava farcito
da uno stormo intero di piccioni, stretti l'uno all'altro nell'intingolo
rosso.
Harriet, che sbadigliava per la fame, not che le mani enormi
di Toby Orchard tagliavano la pasta sfoglia con una delicatezza
sorprendente, come se sapesse di essere venuto al mondo
per amministrare ogni cosa corporea sulla terra, si trattasse
di cose che volavano o crescevano sull'argine di un torrente,
o morte in un pasticcio. Lo guard mentre tagliava il primo
triangolo di pasta e lo appoggiava in cima al pasticcio e raccoglieva
la carne saporita con un cucchiaio pesante, e poi trasferiva
la sfoglia nel piatto che le porse, pieno fino all'orlo. In
confronto a Joseph, Toby Orchard era un gigante. I capelli e la
barba erano gialli e selvaggi e la faccia di un colore acceso, come
se avesse appena fatto una corsa o lottato con una tigre. I
suoi abiti facevano rumore quando ci si muoveva dentro.
Dopo che ebbe servito tutte le porzioni di piccione e borbottato
una preghiera, si gett trionfante sul piatto. Spezz il
pane con le mani e lo intrise di sugo e inghiott tutto, carne di
piccione, sfoglia, patate, salsa e pane, cos in fretta come se il
motivo di rose sul suo piatto fosse stato a malapena coperto
prima di apparire di nuovo, lucido e pulito. E Harriet cap che
quando Toby si trovava in quella prima euforia del pasto, non
si aspettava che qualcuno gli rivolgesse la parola. Dorothy gli
sorrideva con benevolenza fra un boccone frugale e l'altro.
Edwin recit sottovoce a sua madre una poesia che si era inventato
quel giorno: parlava di un ippopotamo. Harriet si godeva
il cibo e il fuoco nella stanza e aspettava di raccontare la
storia della morte di Beauty sotto la neve.
Quando cominci il suo racconto, i tre visi la guardarono
come avrebbero fissato una cascata, chiedendosi perch l'acqua
cadeva. Lei suppose che stessero cercando di immaginare
che razza di gente ignorante fosse quella, che aveva potuto
mettere un tappeto su una mucca. Edwin aveva lo sguardo triste
quando chiese: Perch non avete messo Beauty nella sua
stalla?.
Perch non abbiamo una stalla disse Harriet.
Quello  il problema disse Dorothy con gentilezza. Come
con le pecore, quando il vento soffia da sud in quel modo.
Nessun riparo  mai sufficiente.
Toby Orchard cominci a scuotersi le briciole dal davanti
della giacca. Lo fece con impazienza, riordinandosi prima di
cominciare a parlare.
Quando mettemmo in piedi l'allevamento, qui disse infine
perdevamo bestie a ogni fortunale da sud. Le pecore possono
volare dritte gi da una collina, oppure tossire finch gli
scoppia il cuore o raccogliersi sotto l'argine del fiume, cos annegano.
Ma quel che dicevo a Dorothy allora, come lo dico
adesso a voi, : non arrendetevi. Continuate a costruire. Fatevi
un fienile di mattoni crudi. Copritelo con le foglie di ti-ti.
Qualunque cosa. Voi state molto in alto, vicino all'Okuku, e
quest'inverno il vento da sud vi porter molta pi neve di quanta
ne abbiate mai vista nel Norfolk. Considerate la latitudine
dell'isola del Sud, in Nuova Zelanda! Quasi cinquanta gradi a
meridione. Se spendete soldi per un'altra mucca da latte perderete
anche quella, a meno che non la portiate sotto il vostro
tetto.
Mentre Dorothy annuiva e Edwin guardava suo padre con
aria grave, Harriet cercava d'immaginarsi cos'avrebbe detto
Lilian all'idea di dividere la casa con un animale. (Non lo far
e basta, Joseph. Perch non metti la mucca nel mio letto, gi
che ci sei, e io vado fuori e dormo nella neve!)
Un sorriso incresp le labbra di Harriet mentre Toby proseguiva.
Noi possiamo vendervi del latte disse. Con questo freddo,
si conserver per diversi giorni. Quando avrete costruito
la stalla, falciate la gramigna dell'anno scorso anzich bruciarla
e fatela asciugare al vento secco. Ovviamente non c'
fieno sulla piana, ma la mazzolina baster e le vacche devono
averne tanta per stare calde.
Harriet fece di s con la testa.
Edwin disse: Povera Beauty.
Le mucche non hanno vello continu Toby. E hanno le
narici troppo larghe. Il fiato si gela e blocca il passaggio dell'aria,
e allora provano a respirare con la bocca e il freddo gli
brucia la gola. Dovete aspettare la primavera, in ottobre.
Harriet disse: Joseph pensava di conoscere il bestiame....
Non serve disse Toby. Non serve a niente, se non si conosce
anche il tempo.
La cameriera Janet port via i resti del pasticcio di piccione
e serv in tavola il biancomangiare, che mise senza indugio
di fronte a Dorothy, gi sapendo che quel budino pallido
e tremolante non era un'entit abbastanza reale e spigolosa
da attirare l'attenzione di Toby. Quando gli fu servita la sua
porzione di dessert, Toby afferr una posata con la sua manona,
se ne port qualche cucchiaiata alla bocca e poi lo abbandon,
allontanando da s il piatto e pulendosi non solo la
bocca, ma anche il naso e gli occhi con il tovagliolo. Dorothy
lo guardava, attenta.
Toby sta fuori, all'allevamento, dall'alba al tramonto disse
piano a Harriet e quand' ora di cena  molto stanco.
Col vostro permesso, signora Blackstone disse Toby Orchard
mentre si alzava in piedi e si stirava. Ora andr a letto
e ascolter gli uccelli notturni.
Poi disse a Dorothy: Forse porterete la nostra ospite a vedere
Mollie?.
Certo che lo far, caro disse Dorothy.
Buonanotte, pap disse Edwin.
Toby and verso il posto a cui sedeva il figlio, che stava ancora
mangiando la sua porzione di dolce, e gli pos la grande
mano con tenerezza sul capo. Ho sentito il tuo ippopotamo
disse. E l'ho trovato eccellente.
Dorothy e Harriet si sedettero davanti al fuoco, che entrambe
si misero a fissare.
Scoprirete presto disse Dorothy quanto  piccolo il mondo
in cui siete giunta. Vasto all'esterno, cos vasto da mozzare
il fiato. Ma le nostre preoccupazioni sono davvero piccine:
la salute di una pecora, un carico di castagne seccato, legna
da ardere che non faccia faville, una ragazza in cucina che
sappia fare il pur di patate senza grumi...
Oh disse Harriet ma quando sto sulla riva del mio torrente
e guardo le montagne...
Precisamente disse Dorothy sono grandiose. La natura
 grandiosa, qui. Troppo, per. Per sopravvivere in Nuova
Zelanda noi tutti dobbiamo ricreare, se non esattamente
il passato, qualcosa che gli somigli molto, qualcosa di familiare.
Harriet vide il ramo di melo che stava osservando spezzarsi
e cadere e una fiamma che si lev alta e prese a consumarlo.
Disse: La nostra Cob House non assomiglia a nessuna casa
in cui io sia stata.
Non ancora disse Dorothy. Ma se la vostra fattoria prosperer,
allora vostro marito costruir una casa pi grande,
una casa come questa, e dentro voi servirete il t, t della Cina,
ma il resto del mondo sar svanito dalla vostra testa.
Ebbene disse Harriet allora spero che possiamo restare
sempre a Cob House, continuare ad ascoltare il fiume, continuare
a uscire la notte per vedere le stelle...
No disse Dorothy. Credetemi sulla parola. Non siamo
forti abbastanza per fiumi e stelle. Dapprincipio pensiamo di
s, ma non lo siamo.
Cosa volete dire, signora Orchard? chiese Harriet.
Credo che possiate chiamarmi Dorothy e io vi chiamer
Harriet, se permettete. Cosa voglio dire? Voglio dire che inevitabilmente
ci facciamo un mondo piccolo nel mezzo di uno
grande. Perch un mondo piccolo  tutto ci che sappiamo
fare.
Harriet era silenziosa. L, in quella stanza, c'era davvero
un piccolo pezzo confortevole di Inghilterra rimesso insieme.
Era grazioso e accogliente e fuori cerano alberi inglesi che si
muovevano nel buio.
Ma cos disse non ci mettiamo alla prova.
Ora  il mio turno di chiedervi cosa intendete dire.
Ebbene, non sono certa di sapere cosa intendo. Ma quando
sono al lavoro nel mio orto, da sola, e alzo lo sguardo verso
le montagne,  l che voglio andare.
Dorothy Orchard si fece scorrere le dita fra i capelli scorciati.
Guard Harriet, le sue gonne infangate e i piedi snelli
negli stivaletti marroni, e cerc d'indovinarne l'et. Le montagne,
come le chiamate, le Alpi Meridionali sono paurose, a
modo loro, pi di ogni altra cosa al mondo. Le ho sentite chiamare
la scalinata dell'inferno. Se non volete che i vostri figli
perdano la madre, allora tenetevi lontana dalle Alpi.
Io non ho figli.
Ah.
Dorothy si ferm per uno o due istanti ansiosi, ma poi si
affrett a proseguire: Per avete un marito e non vorreste che
rimanesse solo.
No rispose Harriet. Ma proprio in quel momento le sovvenne
che c'era una parte di Joseph che, anche quando erano
nel loro letto, restava risolutamente sola. Non era una cosa di
cui avrebbero mai parlato, ma era ci nonostante vera.
Dorothy si alz. Si  fatto tardi disse e ora andremo a
letto, ma Toby mi ha fatto promettere che vi avrei mostrato
Mollie che, al momento, vive nello stenditoio.
Le due donne salirono lentamente le scale di Orchard
House, Dorothy faceva strada con una candela accesa in un
candelabro d'argento. Arrivarono su un ballatoio dal quale
sentirono Toby che russava.
Dorothy apr una porticina e un odore acre e tiepido fece
fremere le narici di Harriet. Toby  molto fiero del nostro
stenditoio sussurr Dorothy. Il calore della stufa sale e riscalda
le pietre, cos noi facciamo asciugare qui gli abiti e
arieggiamo le lenzuola e ora, se punto la luce un po' verso il
basso, vedrete Mollie.
Harriet vide due occhi gialli che la fissavano oltre il bordo
di una cesta di vimini.
Mollie il collie disse Dorothy. Il nome gliel'ha dato Edwin
e ovviamente Toby l'ha trovato molto spassoso. Per Mollie il
collie niente coccole molli! Ma adesso guardate l, accanto a
lei. Due cuccioli. Nati otto giorni fa, cos la lasciamo vivere
qui finch non li avr svezzati.
Harriet si chin e con delicatezza tese la mano verso il cane.
I cuccioli si raccolsero sul bordo della cesta.
Brave bimbe disse Dorothy bimbe coraggiose. Poi a
Harriet disse: Mollie  il cane pi intelligente che abbiamo
mai avuto. Conosce ogni angolo dell'allevamento. Sa quali sono
le pecore che si smarriscono e le pi ottuse. Toby terr una
delle cucciole, quella che Edwin ha battezzato Baby, e la addestrer.
Ma non teniamo mai pi di due cani. Dovremo trovare
una casa per l'altra.
L avvolta dal calore pungente dei cani, Harriet li carezz
delicatamente. Ripens con affetto al vecchio levriero irlandese
di suo padre, una creatura grigia e barcollante a cui
non era mai piaciuto camminare n correre, e che preferiva
stare tutto il giorno ai piedi del padrone sdraiata sulle
scarpe lucide e pesanti, con un occhio chiuso e l'altro sul
proprio riflesso nel parafuoco del camino. Senza pensarci
oltre, disse: Posso chiedere a Joseph di comprare noi l'altra
cucciola?.
Il russare nella camera di Toby Orchard si ferm di colpo
e Harriet s'immagin che lui potesse apparire da un momento
all'altro, per opporsi alla sua richiesta, perch non voleva
che un cane dei suoi vivesse in un luogo misero come
Cob House, un posto dove gli animali morivano perch le
persone sapevano troppo poco del paesaggio e non capivano
il cielo. Ma il russare riprese pi quieto e Dorothy disse
soltanto: S, certo che s, chiedeteglielo e io lo chieder a
Toby. Ma i collie devono lavorare, sapete. Devono lavorare,
altrimenti sono infelici.
Possiamo metterla al lavoro disse Harriet. E credo che
le cose per noi andrebbero meglio, se avessimo un cane.
Lei e Dorothy si diedero la buonanotte e Harriet and verso
la sua stanza, una stanza con muri solidi e un letto olandese
e uno specchio argentato.
Mentre apriva la porta sent Dorothy che diceva:  Edwin
che d i nomi a tutti i cani. Quella che volete si chiama Lady.
 III.
Harriet dorm molto a lungo.
Quando si svegli alla finestra c'era il sole e dentro casa
nessun rumore. Harriet rimase sdraiata in silenzio e guard
la stanza, che era stata dipinta in color crema con saggi di ricamo
sbiaditi appesi alle pareti:
Mary Jane Orchard: fatto da lei all'et di sei anni."
Augusta Eliza Orchard, 1811: profittate del Tempo.
Le doleva tutto il corpo. Sapeva che sarebbe dovuta tornare a
Cob House, portare con s il latte e le istruzioni di Toby Orchard
per costruire ripari per gli animali, ma la prospettiva
del ritorno, le lunghe, lente miglia sulla piana con l'asino e il
carretto, l'attraversamento rischioso dell'Ashley d'improvviso
la riempirono di desolazione.
Con un brivido Harriet vers dell'acqua fredda in un catino
e si lav, poi si rimise l'abito infangato. Mentre si allacciava
gli stivali pens con sgomento: la desolazione non  per il
viaggio, n per l'attraversamento del fiume, ma per il ritorno
da Joseph. E allora le dita e i lacci sporchi ricaddero in un groviglio
e non si mossero.
Cap per la prima volta che Joseph Blackstone era un egoista.
Vide come si muoveva nel mondo, come decideva chi dovesse
andare dove e quando, con una comprensione cos scarsa
di quel che le persone volevano. Vide il modo in cui si rifiutava
di condividere se stesso persino con lei, come evitava
l'argomento dei figli, quasi non sopportasse l'idea di essere
responsabile di qualcosa oltre i suoi desideri. Ma quali erano
i suoi desideri? Perch, quando faceva l'amore con lei, le copriva
il viso? Harriet aveva pensato, all'inizio, che forse la sua
stessa passione lo imbarazzava, che non voleva mostrarsi a
lei in quei momenti. Ma ora si chiese se magari non le nascondesse
i lineamenti proprio per non vederli; se persino nel
loro letto lui fuggisse altrove, nel luogo privato del suo desiderio,
e non gli importasse nulla di lei che restava indietro,
abbandonata.
Harriet torn all'incombenza di allacciarsi gli stivaletti. Si
accorse che le tremavano le mani. Cosa le sarebbe accaduto
se non fosse riuscita ad amare Joseph Blackstone? Qual era
lo scopo di tutto quel lavoro strenuo? Si era detta che l, in
Nuova Zelanda, l'amore sarebbe arrivato come un cambio tranquillo
delle stagioni, che non avrebbe dovuto sforzarsi per trovarlo;
per lei sarebbe diventato facile come respirare. Ma si
rendeva conto, adesso, che facile non era, che non era fiorito
come lei si aspettava.
Un colpetto alla porta della camera di Harriet arrest per
un momento il terrore nel quale stava precipitando. Si raddrizz.
Non aveva sentito passi nel corridoio, ma fu Janet a
entrare, con una brocca d'acqua calda in mano.
Per i vostri lavacri del mattino, signora disse con una buffa
pomposit.
Harriet la ringrazi e lei usc. Jane o Janet? Jane, il nome
vero; Janet, il nome a cui la ragazza doveva rispondere l. Ma
quanto contava un nome? Harriet Salt. Harriet Blackstone.
Che cosa le sarebbe accaduto, ora che il suo nome era cambiato
in modo irrevocabile?
Harriet fiss l'acqua calda come istupidita. Lentamente, si
tolse il corsetto e cominci a lavarsi di nuovo.
Dorothy le diede caff, pane e miele per colazione e le disse
che non avrebbe potuto lasciare Orchard Run quel giorno perch
il vostro povero asinello  sdraiato su un pagliericcio e
si rifiuta di mettersi in piedi. Se cercate di portarlo a casa, entrambi
morirete certo risucchiati in un gorgo dell'Ashley.
Edwin condusse Harriet nella stalla. Sedette accanto al ciuco,
gli diede zucchero da mangiare e gli lav il muso e gli occhi
con uno straccio.
Come funziona un mulino a vento? le chiese poi.
Un mulino a vento. Harriet si appoggi contro la porta aperta
della stalla. Pens: la vita ha svoltato e mi ha portato qui.
Potrei diventare l'istitutrice di Edwin Orchard e non tornare
mai pi da Joseph e Lilian.
Harriet disse a Edwin: Un mulino a vento  costruito su
una piattaforma che gira, di modo che le pale siano sempre
rivolte al vento. Le pale girano e una ruota dentata gira con
loro.
Ma dov' la mola?
Harriet allacci le dita delle mani per mostrare l'azione delle
ruote collegate, una che girava da destra a sinistra come le
lancette dell'orologio e l'altra che si muoveva su un asse verticale
come una trottola. La mola  qui disse, indicando un
punto appena sotto il suo gomito; Edwin annu e poi, compiaciuto
delle informazioni e del fatto che le aveva capite, premette
insieme i palmi delle mani per macinare del grano immaginario.
Fra quattro anni disse andr a scuola a Christchurch.
Pap dice che per allora devo sapere come hanno fatto
le cose a diventare come sono.
Potrebbe essere impossibile, sapere come ha fatto tutto a
diventare ci che .
Perch?
Perch per sapere una cosa bisogna capirne il principio e
la radice, e talvolta queste cose ci sono ignote.
Perch ci sono ignote?
Perch sono troppo lontane, come le stelle, o perch la nostra
mente non sa immaginarle.
Io so immaginare tutto disse Edwin. So anche delle cose
maori, che la mamma e il pap non sanno.
Cose maori?
S. Sapete cosa significa la parola maori?
Indigeno?
No. Significa normale. I maori erano in Nuova Zelanda
prima di noi. Loro la chiamano Aotearoa. Quando noi siamo
arrivati, loro ci trovavano buffi. Pensavano che loro erano normali,
e che noi eravamo strani.
Harriet annu. Come hai imparato tutto questo, Edwin?
Me l'ha detto Pare.
Pare?
La mia bambinaia, quando ero piccolo e il vento soffi via
la mia culla.
Tua madre mi ha detto che era stata mandata via...
L'hanno mandata via, s. Ma a volte lei torna. Si nasconde
fra le canne di toetoe e io le parlo. Lei sa intrecciare le canne
per ammorbidirle e ci sediamo l.
La tua mamma e il tuo pap lo sanno che parli con Pare?
No disse Edwin. E voi non dovete dirglielo. Potrebbero
mandarla via di nuovo.
Poich la giornata era bellissima, dopo la neve e la nebbia pungente,
e poich l'asino non riusciva ad alzare la testa da terra,
Dorothy annunci che lei, Harriet e Edwin sarebbero andati
a cavallo fino a un luogo riparato dell'allevamento dove scorreva
un torrente chiamato Pukeko, dal nome delle faraone sultane
che vi facevano il nido. Si sarebbero portati il pranzo in
un cestino e della birra per Toby, il quale sarebbe venuto loro
incontro laggi, vicino all'acqua. Sul Pukeko c'era il capanno
di un pastore e l avrebbero acceso il fuoco e fatto una colazione
sull'erba. Toby poteva sparare a qualche faraona. Edwin
poteva provare a prendere l'ika che nuotava nel fango delle
secche verdi.
Cos si misero in marcia sotto il cielo ampio, con i cavalli
vispi e desiderosi di galoppare. Sfrecciavano sulla piana,
rasenti ai campi di trifoglio, e facevano correre e belare le
pecore in tutte le direzioni. Alcune ciocche dei capelli di Harriet
si sfilarono dalla crocchia in cui le aveva raccolte, le
schiaffeggiarono le guance e le avvolsero il collo come frustate.
Non aveva mai cavalcato a quella velocit. La terra si stendeva
alla sua vista in ogni direzione. Ombre di nuvole bianche
carezzavano le valli e seguitavano a navigare. Davanti a
lei la giumenta saura di Dorothy e il pony grigio di Edwin correvano
attraverso l'aria luminosa sempre pi veloci, finch
Harriet non riusc pi a udire il rumore degli zoccoli e loro si
fecero sempre pi piccoli, una minuscola macchia di colore
lucente sulla tavolozza fulva delle colline.
E pi loro si allontanavano da lei, pi Harriet si sentiva
euforica. Essere l sola, sola con un cavallo robusto in quella
vastit magnificente! Sola, sola e ancora sola, senza nessuno
a guidarla o a condurla. Sola in un deserto di colline, tra le
montagne e il mare...
Cominci a rimettere il cavallo al passo, facendolo rallentare
al piccolo galoppo e poi al trotto. Lo port infine all'arresto
e lui rimase fermo, a starnutire e soffiare e scuotere la
criniera nel vento. Negli occhi di Harriet colava il sudore. Il
suo cuore pulsava di un ritmo per lei irriconoscibile. Si asciug
gli occhi con la manica, diede una pacca sul collo dell'animale,
sent il proprio respiro lacerarle i polmoni.
Non smont, rimase invece in sella a guardare di orizzonte
in orizzonte e non trov niente e nessuno salvo se stessa e
il cavallo e le loro ombre e le ombre delle nuvole. Su di lei un
uccello fece una giravolta, contro l'azzurro freddo del cielo.
Harriet lo vide come il maestoso testimone di un'improvvisa
felicit e seppe che nel tempo a venire lo avrebbe ricordato.
Sapeva anche che, nel giro di poco tempo, Dorothy e Edwin
sarebbero tornati, preoccupati che lei fosse caduta. Per correttezza
nei loro confronti, avrebbe dovuto raccogliere le redini
e affrettarsi a proseguire. Non voleva muoversi per, non
voleva unirsi al pranzo sull'erba n alla pesca. Voleva restare
dov'era. Voleva che venisse il crepuscolo e poi l'oscurit. Voleva
cavalcare da sola attraverso le ore della notte con una
scorta silenziosa di stelle.
 
Capitolo 4.
La scatola di t della Cina.

I.
Mentre Harriet era via, Joseph and a piedi lungo il corso del
torrente fino al punto in cui avrebbe dovuto essere costruita
Cob House; il luogo dove lui la ricostruiva con la mente.
L non cerano alberi, n arbusti o felci, proprio nessun tratto
distintivo, solo un pianoro uniforme di gramigna e pietre.
Ma il pianoro era protetto da uno sperone rivolto verso sud.
Arrivando l, si sentiva l'aria farsi pi dolce. Il sospiro e il battito
tremendo del vento nelle orecchie cessavano di colpo. Gli
uomini che avevano chiamato Joseph cacatua avevano ragione
e lui aveva avuto torto; era l che la casa sarebbe dovuta
sorgere.
Joseph percorse il pianoro a grandi passi, ne misur la distanza
dal torrente, cerc di strappar fuori un grosso sasso
dalla terra a mani nude. All'arrivo dell'estate, si disse, se fosse
avanzato denaro per comprare legname, avrebbe gettato le
fondamenta di un nuovo edificio. Potevano volerci anni, perch
sarebbe stato solo in quell'impresa; non poteva pi permettersi
di pagare degli aiutanti. Ma almeno avrebbe cominciato,
avrebbe ammesso il suo errore. Nel nuovo inizio di quella
seconda casa avrebbe riposto le sue speranze per il futuro.
Tutta la vita, pens mentre faticava attorno al masso,  una
fuga da un errore all'altro.
Joseph sedette sulla terra dura e guard a monte del ruscello
verso il punto in cui sorgeva Cob House. Mentre ci lavorava,
in quella prima euforia costruttiva, aveva pensato a
vari nomi da darle: Fattoria della Speranza, Podere della Nuvola Bianca, Fattoria del Nuovo Paradiso, ma fino a quel momento
non gliene aveva imposto nessuno. Cos era rimasta
Cob House, la casa di mattoni crudi, e in quell'anonimato
stava l'ammissione che era contingente, che per il bene di Lilian,
se pure di nessun altro, lui avrebbe dovuto costruire un
giorno qualcosa di meglio.
Joseph Blackstone bramava di fare qualcosa che riscuotesse
l'approvazione di sua madre. Qualcosa di definitivo. Qualcosa
che annullasse tutto ci che di sbagliato o inadeguato
aveva fatto in passato. Pensava che se avesse raggiunto quell'obiettivo,
poi avrebbe riposato. Non sapeva esattamente cosa
intendesse, per riposo.
Ora, seduto sulla terra dura del pianoro riparato, si ramment
dell'abitudine di urlare che aveva da bambino. Urlava
contro le cose che si muovevano verso di lui: una palla tirata
o un cerchio lanciato, il volo improvviso di un uccello fuori
da un albero, in giardino. Url alla trottola rossa e gialla che
gli fu regalata per il suo settimo compleanno. Il modo in cui
il rosso e il giallo si mescolavano, mentre la trottola girava, fino
a diventare un solo colore indescrivibile, il modo in cui la
trottola stessa cambiava direzione senza preavviso, quelle cose
lo facevano urlare.
Lilian non sopportava quelle urla. Gli metteva una mano
sulla bocca. Talvolta la sua mano odorava di bucce di patata
e talvolta di cioccolato o d'acqua di colonia. Lo minacciava
d'incollargli le labbra. Gli diceva che i suoi urli erano volgari.
Gli diceva che i poveri urlavano, ma non il figlio di un sensale
di bestiame, non il nipote di un vicario.
Una sera, Lilian e Roderick Blackstone portarono Joseph al
circo e lui vide gli acrobati che volteggiavano in aria. Sent la
mano di Lilian che gli serrava la bocca. Cerc di stare tranquillo.
I costumi degli acrobati erano tutti luccicanti, come fossero
fatti di vetro e potessero andare in frantumi. Poi sulla pista
entr un uomo con una frusta e intorno all'uomo cerano
tre tigri ringhianti e a Joseph sembr che non ci fosse nient'altro
da fare, davanti a quelle tigri, se non urlare loro contro.
Lilian lo prese per il colletto e lo condusse a passo di marcia
fuori nell'oscurit, a passo di marcia lo port a casa lungo
i vicoli illuminati dalla luna e lo leg al letto e lo imbavagli
con una vecchia sciarpa che sapeva di canfora. Gli disse
che se avesse urlato ancora non sarebbe pi stato suo figlio.
Dopo la serata al circo, lui cerc di non urlare pi davanti
a nulla, di tenere tutte le emozioni forti chiuse dentro di s.
Quando sentiva arrivare l'urlo, scappava e si mordeva un braccio
o un ginocchio. Alle volte si nascondeva nello sgabuzzino
del sottoscala, dove si tenevano scope e spazzole, fissava quegli
oggetti e desiderava essere loro oppure come loro, qualcosa
che non aveva sentimenti.
Quando mor suo padre, Joseph sent tornare l'antico desiderio
di prorompere in un grido. Riusc a dominarlo solo rifiutandosi
di pensare agli struzzi e al corpo straziato in mezzo
al campo. Cos, gradualmente, scivol nell'abitudine di occultare,
a se stesso e agli altri, le circostanze effettive della
morte di Roderick Blackstone, facendo riferimento solo alle
sue ultime sofferenze, come se suo padre fosse morto dopo
una lunga malattia. E solo in quel modo era in grado di restare
muto e controllato.
Joseph si alz. Quel giorno, il cielo sopra Cob House era di
un azzurro profondo e sorprendente, un azzurro rarefatto e
poco inglese che gli fece desiderare ardentemente il ritorno
dell'estate. Si avvicin al bordo del ruscello, si accovacci e
mise le mani nell'acqua ghiacciata. Gonfio per il disgelo, il rio
Harriet era adesso un torrente tumultuoso. Una volta scavato
il canale, il laghetto si sarebbe riempito molto in fretta. Joseph
aveva sentito dire che in qualche punto lungo le rive dell'Ashley
si potevano comprare trote della Tasmania, e aveva
deciso che ci avrebbe riempito il suo laghetto.
Joseph si ripul le mani sull'erba mazzolina e si riavvi
verso Cob House, seguendo il corso del torrente. Dove le radici
degli arbusti erano attaccate proprio a filo dell'argine
opposto, l'acqua, nella sua nuova frenesia, aveva preso una
direzione diversa e rivelava un pezzetto di riva fangosa che
alcune anatre montane stavano passando a guado. Joseph si
ferm a guardare gli uccelli. Col procedere dell'inverno, sapeva
che avrebbe dovuto tirar fuori il fucile e cominciare a
sparare a quanta selvaggina fosse riuscito a trovare, per sfamare
loro tre.
Ma ora, nell'udire il verso delle anatre, sent che la sua mente
tornava a un mattino d'autunno nel Norfolk; lui appostato
con il fucile che attendeva germani reali e fischioni, e guardava
la bruma che cominciava a levarsi dal fiume, e frugava
in borsa in cerca delle cartucce, con la sensazione del freddo
e della sua solitudine e poi, attraverso la foschia, vedeva avanzare
Rebecca avvolta nella sua mantella marrone, il viso bianco
e ovale nella luce di malva dell'alba.
Lei lo chiam: Vi ho portato t e focaccine, Joseph
Blackstone. Sono sfuggita alle grinfie di mia madre. E lo raggiunse
e si ferm accanto a lui col suo cestino di cibo in mano, e
la mano di lui sulla canna del fucile cominci a tremare. Cerc
di distogliere lo sguardo da Rebecca, ma lei gli tocc il braccio
e lui mosse il capo e la vide che rideva, con la bocca aperta
e umida e quei denti affascinanti e storti come una sfida,
una provocazione...
Le anatre montane si lanciarono nel ruscello ribollente e
ballonzolando si allontanarono dalla sua vista. Joseph si
sfreg gli occhi. C'era un riverbero sull'acqua, ma oltre il riverbero
qualcos'altro, un bagliore colorato nel fango grigio
dove prima c'erano i pennuti. Mentre il suo ricordo di Rebecca
cominciava ad arretrare, a tornare nell'oscurit dove
voleva che restasse, Joseph si concentr su quel colore. Per
qualche istante il sole scomparve dietro una nuvola, e nell'ombra
non si vide pi nulla, solo il fango ghiaioso e le impronte
a spina di pesce delle zampe d'anatra. Ma Joseph sapeva
di aver scorto qualcosa. Rimase l immobile, in attesa
che ricomparisse il sole. Che torn e scintill sull'acqua, abbagliandolo.
Dovette chiudere gli occhi per un attimo e quando
li riapr aveva scordato il punto preciso in cui il colore si
era rivelato. Poi lo vide un'altra volta, una chiazza minuta di
polvere gialla e luccicante.
Joseph si tolse gli stivali pesanti e le calze di lana e cominci
a guadare il torrente gelato. La corrente gli fece quasi perdere
l'equilibrio, si chin, si aggrapp alle pietre e si fece strada
verso l'argine fangoso, a quattro zampe come un animale.
Era contento di essere solo, anzi si sent euforico all'idea di
essere l solo con la sua scoperta. E quando arriv sull'altra riva
cadde in ginocchio, senza badare a quanto si sarebbe sporcato
i pantaloni. Con le dita tremanti, raccolse nei palmi una
manciata di fango grigio spolverata d'oro.
Lavor tutto il giorno, pass al vaglio terra e sassi. Non ebbe
un solo pensiero per Harriet, lontana in viaggio a Orchard
Run, n per Lilian, addormentata nella sua stanza, dimentica
del sole e del cielo azzurro. A un certo punto rientr a Cob
House e trov una casseruola bassa che pi o meno aveva la
forma di una padella per l'oro. Poi torn al ruscello, portando
con s quel tegame e una brocca di latta. Raccoglieva fango
nella padella, gli versava sopra l'acqua del torrente con la
brocca, lo agitava con movimenti circolari in modo che le
particelle di sabbia fine e argilla venissero dilavate lasciando
dietro di s i grani pi pesanti d'oro e in quel modo riusciva
a convincersi che nulla sfuggisse alla sua vista. Dispieg
un fazzoletto sul terreno secco sotto gli arbusti, e a mezzogiorno
l giaceva un monticello di polvere dorata, un mucchietto
delle dimensioni di un'unghia di pollice. Joseph vi
s'inginocchi sopra, c'infil un dito e vide il pulviscolo minuto
aderirgli alla pelle. Con tenerezza si port il dito vicino
alla faccia, carezz l'oro con gli occhi. Sent un urlo che gli
saliva nel cuore.
Aveva la testa piena di progetti frenetici. Sapeva che avrebbe
tenuto segreta la propria scoperta. Pi avanti, se l ad attenderlo
lungo il letto del torrente ci fosse stata un'immensa
fortuna, allora ne avrebbe parlato, l'avrebbe condivisa, ma non
ora. Il ruscello, laggi in basso sulla piana ondulata, non era
visibile da Cob House. Dunque ci sarebbe venuto solo e inosservato
mentre Harriet lavorava nell'orto oppure rimestava il
bucato nel calderone e quando Lilian dormiva oppure riparava
la porcellana. Con i suoi attrezzi rudimentali avrebbe fatto
passare con pazienza ogni centimetro di fango. Poi, verso
l'estate, man mano che il livello del torrente fosse calato dopo
le piene primaverili, si sarebbe vista una parte sempre maggiore
della riva bassa e solo lui avrebbe saputo quel che l si
poteva trovare.
Si disse inoltre che la segretezza era una misura prudente.
Se avesse raccontato a Harriet che c'era dell'oro nel suo rivo,
in qualche modo lei (perch era una donna, e alle donne piaceva
rivelare ci che avevano nel cuore) si sarebbe lasciata
scappare quell'informazione con gli Orchard e da Orchard Run
si sarebbe sparsa in ogni dove, trasportata in lungo e in largo
dai pastori, sussurrata persino dai maori nella loro parlata
cantilenante, e presto o tardi ci sarebbe stata una corsa all'oro;
sarebbero giunte le orde, gli uomini che avevano trovato
l'oro in Australia quindici anni prima e poi nell'Otago all'inizio
del nuovo decennio e stavano solo aspettando (chiss
dove?) la prossima scoperta. Sarebbero arrivati con le padelle
e i crivelli di legno, le canalette e i picconi. Lungo tutto il
corso del torrente sarebbero apparse le baracche, le bettole,
le latrine e il sudiciume. Quella che era stata la terra di Joseph
sarebbe stata espropriata dal governo di Canterbury e le licenze
minerarie vendute a centinaia. La fattoria sarebbe stata
distrutta, l'oro dragato e spedito lontano e a lui - che aveva
cominciato, che era stato il primo uomo a vedere il colore
nella striscia di fango, il suo fango, il suo fiume - non sarebbe
rimasto nulla.
Joseph ripieg il fazzoletto, lo leg con un nodo cos stretto
che nemmeno una pagliuzza d'oro sarebbe potuta sfuggire
e lo ficc nella tasca dei pantaloni infangati. Fu solo allora che
se ne rese conto: tutt'intorno a lui la luce declinava e stava calando
il crepuscolo invernale.

II.
Il giorno seguente torn Harriet.
L'attraversamento del fiume Ashley fu meno terrificante nel
viaggio di rientro, l'asino pi tranquillo e ubbidiente, come se
sapesse di tornare a casa. Il calesse era carico di latte e montone
e di alcuni vasetti di marmellata di pesche fatta da Dorothy
Orchard. E Harriet si sentiva rinfrancata dalla sua spedizione,
dalla cavalcata veloce sugli acri di terra vuota, dall'idea
di tagliarsi i lunghi capelli, dalla promessa del cane, Lady.
Il sole era basso nel cielo mentre lei risaliva verso Cob
House. Scendendo dal carretto ud il vento sospirare tra i faggi
e sent la propria esuberanza che diminuiva e scivolava via.
Sollev il bidone del latte dal carretto, sganci il somaro e lo
condusse al pascolo, dove bruc per un momento e poi si sdrai
accanto a un palo della recinzione e chiuse gli occhi. Harriet
torn lentamente a piedi verso la casa ed entr.
All'interno regnava il silenzio. Non era ancora stata accesa
nessuna lampada. La cotonina bianca nelle stanze si mosse
in maniera quasi impercettibile all'apertura della porta.
Harriet non chiam nessuno. Immagin che Lilian fosse
addormentata e che Joseph stesse lavorando al laghetto. Pass
in cucina e mise gi il pesante bidone del latte pensando a
quanto sarebbe stato diverso un rientro a casa con un cane a
salutarla, meno cupo.
Per tirarsi su Harriet accese un lume, rincalz il fuoco sotto
i fornelli, bevve una tazza del latte fresco e munto da poco.
La schiena le doleva per il viaggio e cos decise di sdraiarsi sul
letto per una mezz'ora, sbottonandosi il mantello mentre andava
in camera.
Rimase attonita nel trovare Joseph addormentato nella
stanza di cotonina. Il corpo era sepolto sotto la trapunta, la
testa si vedeva appena. Una mano pallida stringeva il bordo.
L'ingresso di Harriet in camera da letto con la lampada non
lo svegli, e sebbene fosse sul punto di chiamarlo, Harriet rimase
pressoch immobile e decise di non dire nulla, rimase
esattamente dove si trovava a fissare Joseph e rammentarsi di
quel momento a Orchard House... quell'istante in cui, allacciandosi
gli stivaletti, le sue mani avevano lasciato cadere le
stringhe...
Non sapeva perch Joseph fosse sdraiato l di pomeriggio.
Pens che una moglie amorevole avrebbe provato un poco
d'ansia, lo avrebbe svegliato per chiedergli se fosse ammalato,
si sarebbe affrettata a fargli il t, gli avrebbe baciato il capo.
Ma Harriet si limit a star l con la lampada, senza muoversi.
Sapeva che, in quel momento, non sentiva alcuna piet
per lui, n piet n amore.
Il terrore di quelle sensazioni le caus un dolore atroce in
seno, come se vi si fosse incastrato un peso; si chiese come e
dove avrebbe potuto liberarsene. Si strinse nel petto. La vista
delle dita pallide di Joseph le ripugn e lei usc in fretta dalla
stanza.
Sedette sola accanto alla cucina economica, sperando che
n Joseph n Lilian si svegliassero per un bel po'. Decise che
la cosa importante era trovare un modo, un modo qualunque,
per riuscire ad andare avanti; cos'altro c'era da fare? Chiuse
gli occhi. Doveva nascondere i propri sentimenti, pens disperata,
nasconderli, bandirli, consegnarli in un luogo dove
non sarebbero mai venuti alla luce. Ma come si poteva consegnare
o bandire ci che era dentro e non aveva via d'uscita?
Dopo che fu rimasta seduta completamente immobile per
un po', Harriet and verso uno degli scaffali alti della cucina
e tir gi la scatola di t cinese comprata da Read's
Commodities a Christchurch. L'etichetta decorata che raffigurava i
due aironi con i colli intrecciati era incollata sull'album, ma
la scatola era ancora l, profumava ancora di t, e l'aveva conservata
perch era il tipo di oggetto per il quale lei avrebbe potuto
un giorno trovare un uso, una scatolina ben fatta di legno
dozzinale, il coperchio fissato con dei chiodini.
Harriet fece leva sul coperchio con un coltello e i chiodini
si sollevarono facilmente, di netto. Fiss la scatola vuota, che
doveva aver attraversato il Pacifico in qualche interminabile
viaggio di mare da Canton. T e seta. Oppio ed ebano. Coloni
cinesi con la speranza di oro e denari... tutti costoro, come lei
coi suoi sogni di terra e bambini, si erano fatti strada fino ad
Aotearoa, fino alla terra della lunga nuvola bianca, fino al mondo
nuovo.
E adesso c'era solo questo, questo mondo nuovo. Doveva
trarne il meglio che poteva. Cos, in quel preciso istante, mentre
il buio del pomeriggio si raccoglieva dietro le finestre, Harriet
immagin di affidare alla scatola tutto il peso della sua
avversione per Joseph e che quella scatola, quell'oggetto di
nessun valore, le avrebbe permesso di continuare a fare la sua
vita. Si raffigur il peso come un pezzo di metallo sconosciuto
che si adattava alla scatola in modo tanto preciso che questa
avrebbe potuto essere stata fatta non per il t, ma solo e
da sempre per quello. Sapeva che stava facendo una cosa infantile,
ma non se ne cur.
Se l'aiutava ad andare avanti, che importava?
Harriet inchiod di nuovo il coperchio della scatola e la rimise
esattamente dove l'aveva trovata, sullo scaffale alto. E
poi and da Joseph e lo svegli, piano. Lui le prese la mano
nella sua, che scottava. Le disse che aveva una specie di febbre
che si era preso stupidamente, raccont, perch era stato
al fiume troppo a lungo, aveva preso freddo mentre tentava di
capire dove sarebbe dovuto scorrere il canale per portare l'acqua
al suo laghetto.
Quella notte, mentre Joseph sospirava e sudava nel letto, Harriet
dorm accanto a lui sul pavimento di terra. Si svegli due
volte a un grido di lui, che cercava di orinare in un pitale e
sentiva l'urina uscire dal suo corpo come fuoco.
Gli port dell'acqua, gli rigir i guanciali, gli asciug l'umidore
dal viso e torn al suo posto sul pavimento.
La durezza della terra non le dava fastidio. Sogn di essere
miglia lontana da l, fra le montagne, sola con il suono dell'acqua
che correva e il bagliore silenzioso delle stelle. Non
lontano da dov'era lei c'era un cavallo alto, immobile, come a
farle la guardia.

III.
La febbre di Joseph era salita molto in fretta.
Quando era tornato con l'oro legato nel fazzoletto e la preoccupazione
di dove nasconderlo, in quella casa che non era davvero
una casa e nella quale non aveva un angolo che potesse
chiamare suo, aveva cominciato a tremare. Aveva aggiunto lignite
nella cucina economica e ci si era seduto davanti ma, sebbene
gli bruciassero le guance, non era riuscito a scaldarsi. Le
gambe gli dolevano e si contraevano a scatti. Sentiva male alla
vescica.
Lilian gli aveva preparato un pasto a base di sardine e cipolle,
ma Joseph non riusc a mangiarle. Si sentiva come sul
punto di cadere a terra da un'altezza vertiginosa. Si ramment
i lustrini di vetro sui costumi degli acrobati, al circo, e vide
gente che precipitava e ogni cosa fracassarsi nella polvere. Si
trascin fino al letto, il fagottino d'oro ancora in tasca. Non
aveva la forza di togliersi i vestiti. Lilian gli port un catino e
una pezza e per un po' rimase seduta accanto a lui. Il problema
di questa vita da pionieri osserv  che non tiene conto
della fragilit umana.
Joseph fece sogni folli. Vide struzzi che danzavano come
ballerine di variet, mostrando sottovesti di piume. Vide suo
padre, con la tuba rigida in capo, che percuoteva le
ragazze-struzzo con un bastone intagliato e loro che cadevano una dopo l'altra.
Nel sogno sapeva che suo padre gli aveva rubato la
polvere d'oro e l'aveva nascosta nella tasca dell'orologio, dove
questa aveva sporcato il meccanismo ben oliato del cipollone
e lo aveva fatto fermare.
Quando Harriet torn e lo svegli, Joseph aveva ancora indosso
camicia, pantaloni e il suo cappotto, intriso d'acqua e
di fango del fiume. Il letto era fradicio di quell'umidore freddo
e del sudore di Joseph. Con la massima tenerezza di cui era
capace, Harriet lo aiut a svestirsi e mise lenzuola pulite sul
letto.
Poi pieg il cappotto, dov'era occultato l'oro, e lo appoggi
su una sedia; Joseph era troppo debole per chiedere dove fosse,
di averlo vicino a s, per potercisi aggrappare finch non
gli fosse venuto in mente un buon nascondiglio. Si limit a
giacere l, a lottare contro il sonno, a guardare la sedia, finch
i sogni non lo trascinarono via.
Durante la notte, mentre orinava nel pitale, torturato dal
dolore, Joseph vide il cappotto ancora l sulla sedia ma l accanto,
cos vicino che lei avrebbe potuto agevolmente allungare
la mano e infilarla in una delle tasche, il giaciglio di fortuna
di Harriet sul pavimento.
Datemi il cappotto, Harriet disse quando lei torn dopo
aver svuotato il pitale.
Il cappotto non vi serve, mio caro disse lei con delicatezza.
Lo voglio, per coprirmi.
Posso prendere un'altra copertina...
Passatemi il cappotto!
Lei non obiett, gli port il cappotto e lo stese sulla trapunta
e subito lui fiut l'aria aperta, il muschio e la terra, come
se fosse stato fatto di quelle cose, e se lo port vicino alla
faccia e lo strinse.
Nel freddo del mattino, prima che Harriet si svegliasse, lui
si stir e cap che la febbre era un po' calata. Cerc di muoversi,
ma riusc solo a restare l sdraiato e tremante, spaventato
per s dal dolore alla vescica e spaventato per l'oro, che
era suo di diritto ma doveva essere nascosto. Allung una mano,
trov la tasca con dentro il fazzoletto, lo afferr e se lo
port al caldo sotto le coperte. Se lo premette contro il viso,
poi lo strinse appallottolandolo nel pugno.
Voleva gridare per la frustrazione e la paura. Se solo avesse
trovato la forza di uscire dal letto, di attraversare la camera
in punta di piedi senza svegliare Harriet, allora il nascondiglio
perfetto per l'oro gli si sarebbe rivelato. Persino in una
casa come quella ci doveva essere un posto, un qualche posto
ingegnoso, un posto dove nessuno guardava mai...
Fu nuovamente catturato dal sonno e quando si svegli
trov Lilian seduta accanto al letto.
Che cos'hai fatto ieri chiese lei per ammalarti cos?
Lui ci pens. Le cose succedono, voleva dirle; voi lo sapete
bene, pi di chiunque altro. Non dipende tutto dalla nostra
volont.
Mi sono attardato al laghetto disse. Non mi ero accorto
di quanto fosse diventata fredda l'aria.
Lilian lo guard, il suo unico figlio. La barba aveva una
nuova striatura di grigio. La pelle sul collo cominciava a raggrinzire.
Mentre lui era fuori a prendersi quella febbre, lei aveva
scritto la famosa lettera alla signora Dinsdale e l'aveva nascosta
sotto il materasso. Era impaziente di spedirla, per sapeva
che in quel momento, con Joseph ammalato, inviarla sarebbe
stato come tradire suo figlio.
 tutto eccessivo, per te dichiar, percorrendo con gli occhi
la piccola stanza nuda. Sospir. In Inghilterra era tutto
a portata di mano. Noi non siamo fatti per queste distanze tremende.
Joseph riusc a sorridere. Lo sapevamo disse che il primo
inverno sarebbe stato duro. In primavera e in estate cominceremo
a vedere dei progressi.
Lilian si soffi il naso. Riconobbe che, da quando era arrivata
a Cob House, la sua fede in qualunque cosa, chiunque la
dicesse, vacillava. Credeva di essere una persona fiduciosa, fino
a quel momento... o forse non proprio fino a quel momento.
Era stata una persona fiduciosa fino a quando Roderick era
morto; dopo di che si era dovuta fare molto pi vigile, molto
pi scettica.
Era un peccato, davvero, perch Lilian non amava particolarmente
dover mettere in discussione di continuo le cose;
preferiva il tempo in cui non sentiva la necessit di mettere in
discussione alcunch. I suoi giorni, allora, erano trascorsi in
modo ben pi agevole.
Con le ossa di pollo fece un po' di brodo per Joseph e poi
tent d'imboccarlo, seduta accanto a lui sul letto con la ciotola
della minestra in mano. Lui sorb il brodo come un bimbo,
con le labbra rigide davanti al cucchiaio come per un bacio
spaventoso che fosse stato costretto a concedere. Poi, dopo
qualche cucchiaiata, ebbe un conato e il suo viso assunse
un'espressione terrorizzata. Lilian gli tenne una pezza sotto il
mento, pensando che stesse per vomitare il brodo, ma lui non
vomit, solo distolse il capo e Lilian vide che stava per cadere
in preda al panico.
Cosa c'? gli chiese. Cosa?
Lui scosse la testa, poi cominci a cercare qualcosa sotto
le coperte. Cosa c', Joseph? disse ancora Lilian.
Andatevene disse lui. Lasciatemi solo. Vi prego, lasciatemi.
Devi mangiare... cominci Lilian.
Portate via tutto disse lui, indicando il brodo. Lasciatemi
solo.
Cos lei non ebbe altra scelta che fare come voleva lui, portar
via la zuppa e la pezza e andarsene, dopo avergli pulito le
labbra. Mentre tornava verso la cucina economica e si versava
un po' di brodo chiaro in una ciotola, pens a come i malati
riescano a esercitare un potere sorprendente su coloro che
stanno bene e che la malattia, dopotutto, poteva giocare un
ruolo nel suo piano di fuga da quel deserto e di ritorno a una
vita ordinata.
Mia cara signora Dinsdale. Mia cara Lily. Vi scrivo per dirvi
che quasi non passa giorno in cui io non pensi al mio piacevolissimo
soggiorno a Christchurch e mi trovi a desiderare di
trovarmi ancora una volta l con voi...
Joseph sent lacrime sgorgare dai suoi occhi esausti e scorrergli
lungo il viso.
Il fazzoletto con dentro l'oro era sparito.
Con mani frenetiche rovist sotto i guanciali, nella piega
del lenzuolo, sotto il proprio corpo e nella manica della camicia
da notte. Con i piedi, protesi come quelli di un ballerino,
perlustr l'oscurit sgualcita in fondo al suo letto di malato.
Poi, facendosi forza per quell'impresa, s'inginocchi e ripieg
indietro le coperte; fece scorrere le mani su ogni superficie,
poi si sdrai di traverso e sporse la faccia oltre il bordo
del materasso e le sue lacrime gocciolarono gi, lasciando
macchioline scure sul pavimento di terra.
Mentre cercava, Joseph si disse che se aveva trovato tutto
quell'oro al torrente, era dunque ovvio che ce ne fosse dell'altro
e quindi quel fazzoletto di polvere gialla non era importante;
non appena fosse stato di nuovo bene, avrebbe ricominciato
a setacciare il fango e, infine, la cosa preziosa che
tutti chiamavano il colore sarebbe arrivata...
Ma non riusciva lo stesso a trattenere il pianto. Piangeva
per il suo segreto perduto. Sapeva che n Harriet n Lilian
avrebbero messo nel bucato un fazzoletto annodato in quel
modo. L'avrebbero sciolto e avrebbero visto quel che conteneva
e cos l'esistenza dell'oro sarebbe venuta allo scoperto,
in quel mondo vasto e cupido. E di l in poi sarebbe appartenuta
a tutti: condivisa, nota, discussa, spartita. Ed era questo
a spezzare il cuore di Joseph. Si rese conto di vivere, adesso,
in un mondo dove nulla, nemmeno una cosa che aveva visto
lui e nessun altro, apparteneva a lui solo.
Stremato, si lasci cadere nuovamente sui cuscini, si tir la
trapunta sulla testa e si asciug gli occhi. Sprofond in un sonno
tormentoso. Correva per stradine e vicoli di qualche cittadina
inglese, male illuminata, e spingeva Rebecca davanti a s, la
incalzava con malagrazia, senza curarsi delle sue proteste, deciso
solamente a raggiungere la destinazione prefissata.
Si svegli quasi subito, aveva di nuovo bisogno del pitale. Il
pene gli doleva e gli bruciava. Si guard attorno in cerca del vaso
repellente e lo vide accanto a s, sulla sedia. Allung una mano
per prenderlo e con l'altra, mentre sollevava la camicia da notte,
scopr qualcosa di duro nelle pieghe intricate dell'indumento,
tra le gambe. Lo tir fuori. Era il suo fazzoletto perduto.
Di l in poi, non lo lasci pi. L'aveva sempre in pugno o tra le
lunghe dita, sotto il guanciale.
Solo quando si sent di nuovo bene, due settimane dopo all'incirca,
nascose il fazzoletto in un luogo che considerava sicuro:
una scatola di legno vuota sullo scaffale pi alto della
cucina, che una volta aveva contenuto del t, dalla quale tuttavia
era stata strappata l'etichetta e che, credeva, era ormai
stata dimenticata.
Joseph port la scatola, il coperchietto inchiodato con cura
intorno al prezioso contenuto, nel piccolo spazio tra la cotonina
tesa e il muro esterno di mattoni crudi della sua stanza,
la infil nella terra e la ricopr. Era certo, certissimo, che
n Lilian n Harriet avrebbero mai scoperto la scatola, l, per
il semplice motivo che la cotonina rappresentava un muro solido
e dunque la loro immaginazione non si spingeva mai fino
allo spazio che c'era dietro. Era, di fatto, uno spazio che
non esisteva veramente, uno spazio che tutti fingevano non ci
fosse.

 Capitolo 5.
Fra le pietre bianche.

I.
Quando venne cacciata da Orchard House, Pare, la bambinaia
maori di Edwin, torn a piedi dalla sua trib a Kaiapoi.
In direzione sudest, giunse dopo diverse ore a un affluente
settentrionale del grande fiume Waimakariri e l sedette
mentre si alzava il sole.
Sedette su una pietra bianca, con i piedi nel fiume, masticando
dell'uva passa che aveva portato con s nel fagotto di
oggetti personali che Toby Orchard le aveva concesso di mettere
insieme.
Nella luce liquida del mattino, con gli uccelli che davano
inizio al loro canto, Pare non aveva pi paura dello ngarara.
Sapeva che sulla veranda di Orchard House, probabilmente,
non aveva visto che un geco curioso e a causa di quello, e del
vento terrificante e del potere di un racconto antico, aveva perso
Edwin: un bambino che, nella sua vita senza figli, aveva
preso ad amare come fosse stato suo.
L'uva passa era troppo dolce, dura e indigesta.
Pare raccolse sorsate d'acqua fresca del fiume e bevve e poi
bevve ancora.
Le avevano impedito di vedere Edwin dopo che Dorothy l'aveva
trovato e portato nel proprio letto; era stata cacciata nel
cuore della notte con quasi niente: i suoi vestiti, il suo adorato
ciondolo di pietra verde, il suo canestro di fibre di lino. Ma sapeva
che probabilmente Edwin sarebbe morto. La culla si era
sollevata dalla veranda e aveva rovesciato fuori il neonato nella
polvere. Pare immagin il collo di Edwin, il punto tenero che
baciava spesso, colpito dalla mazzata terribile di un randello di
matipo, e la sua povera testa afflosciata e muta. Cominci a
piangere lacrime amare e salate, e seppe che avrebbe rimpianto
tutta la vita di avere offeso gli spiriti fino a quel punto.
Man mano che il sole si alzava nel cielo gli uccelli si fecero
pi quieti. Galleggiando sulla corrente del fiume, in direzione
di Pare, comparve un tronco di faggio scuro. Lei lo fiss.
Una sensazione inquietante cominci a impadronirsi del
suo stomaco e lei mise da parte l'uva passa e cerc di alleviare
quella sensazione tastandosi l'addome con gran delicatezza,
proprio come aveva fatto talvolta con Edwin quando urlava
per le coliche. Il ciocco nero fluttuava sempre pi vicino
a lei. Sempre pi atroci si facevano i dolori.
Au! gemette Pare. Che cosa sei?
Il tronco arriv quasi ai suoi piedi, incagliato in un piccolosperone di sassi bianchi. Scintillava nero e blu sotto il sole.
Che cosa sei? chiese di nuovo Pare.
Poi sent dentro s una voce. La voce sgrid Pare. Le disse
che era come Oumea, la donna-cormorano che inghiott i propri
figli, come il marangone striato inghiotte i pesci. L'avvert
che il bambino pkeha sarebbe morto, e anche lei... a meno
che non fosse tornata a vegliare su di lui. Mentre la voce parlava,
Pare sent qualcosa che le strisciava sulle labbra: sollev
una mano, spazz via una mosca che cadde sul suo ginocchio
e vide che era una mosca camaria.
Pare vomit nell'acqua. La voce disse: Ora vedi da te la tua
malattia. Questo  l'inizio della tua morte.
Si sdrai sotto una dracena e dorm e quando si svegli, nell'ombra
verde, si chiese se la voce che aveva sentito era quella
di uno spirito, un taniwha. I taniwha potevano assumere
molte sembianze e questo poteva aver preso la forma del ciocco
di faggio scuro.
Si alz e si avvi barcollando verso l'acqua. Il tronco era
ancora l, ma la corrente del Waimakariri l'aveva spinto sul
bordo dello sperone di roccia e ora lo vide girare su se stesso
e rientrare nel flusso del fiume rapido.
Mentre fluttuava via, la voce sembr sussurrarle: Torna indietro
e veglia su di lui.
Pare era debole e affamata. La sua trib viveva solo a poche
miglia da l, mentre per tornare a Orchard Run le ci sarebbero
volute ore; aveva i piedi gonfi di vesciche e lo stomaco
vuoto, cosicch decise che per il momento doveva ignorare
l'esortazione della voce e tornare alla sua vecchia casa.
Cos si trascin avanti, verso Kaiapoi. Cammin facendo diceva
a se stessa che, se si era immaginata lo ngarara, allora forse
a causa della sua tristezza per Edwin si era immaginata anche
la voce nella testa. E a ogni modo, la voce le aveva chiesto
di fare una cosa impossibile. Se si fosse ripresentata a Orchard
House, Toby e Dorothy l'avrebbero semplicemente mandata via.
Pare fu ammalata per molto tempo. Si fece sempre pi magra
col passare delle stagioni.
Fu sua madre a capire infine che stava morendo e le chiese
di provare a ricordare qualcosa che, nel corso della sua vita,
poteva averle causato quella malattia fatale. Quando Pare
le raccont del tronco di faggio scuro e della voce che aveva
sentito (molto tempo prima, ormai), la madre giunse le mani
con gravit. Poi pos intorno alle spalle di Pare un mantello
soffice, ornato con piume di coda di kiwi, che era un cimelio
della trib. Le diede una zucca vuota con dentro dell'acqua e
le disse di tornare a Orchard Run.
Quando Pare arriv in vista della casa, attese nascosta fra le
canne ispide di toetoe. Il vento sospirava tutt'intorno a lei. Sentiva
il belato delle pecore e l'abbaiare di un collie.
Da dove si era accovacciata poteva scorgere la veranda e fu
in grado di riconoscere il punto esatto in cui era appoggiata
la culla di Edwin quando il vento aveva preso a minacciarla.
Ma ora la veranda era deserta e lei immagin Dorothy e Toby
dentro casa, a fissare il muro e a portare avanti compiti per i
quali non provavano alcun entusiasmo, imprigionati in una
vita di lutto per il loro figlio morto.
Pare sedeva con le braccia magre intorno agli stinchi ossuti.
Adesso pesava meno di un bambino, senza pi carne spessa
e morbida sul corpo, da nessuna parte. Sembrava pi vecchia
dei suoi quarant'anni. Solo i suoi capelli, intrecciati e cosparsi
d'olio, erano ancora folti e lucenti.
Trem fra i fusti di toetoe. Si strinse nel prezioso mantello.
Fu il pianto di Pare a condurre Edwin, che aveva allora quattro
anni, fino al luogo dove lei sedeva. Se ne stava in panciolle
sul suo albero di titoki e faceva passeggiare il suo bruco marrone
su e gi per i rami, quando ud un suono insolito. Il pianto
di Pare era come una cantilena, e Edwin si chiese se quel
rumore poteva essere un uccello moa gigante che piangeva per
aver perso la capacit di volare.
E cos Edwin pens che forse avrebbe potuto aiutare il moa,
sollevargli le ali o fare per lui qualche altra cosa utile (sua madre
e suo padre lo incoraggiavano sempre a fare cose utili),
quindi afferr il bruco e si precipit di corsa in direzione del
rumore, con indosso un vestitino alla marinara che ormai gli
stava troppo piccolo. E quando vide Pare non prov alcuna
paura. Fu deluso, per un istante, di non trovare il moa, ma gli
avevano raccontato spesso la storia della sua bambinaia maori
che si era resa colpevole dell'incidente, e quindi decise immediatamente
che quella era lei.
Lei lo guard, un ragazzino pakeha con grandi occhi grigi,
e gli spalanc le braccia e disse il suo nome: E'win!, e senza
esitare lui corse da lei. Pare lo tenne stretto a lungo e lui
carezz le piume del kiwi sul mantello e respir il profumo
della sua chioma oleosa.
Lei gli disse che sarebbe tornata l di tanto in tanto, per vegliare
su di lui, ma che lui non doveva dirlo ai suoi genitori,
mai e poi mai. Edwin le chiese di dove fosse venuta e se viveva
in una casa fatta di fibre di lino. Lei rispose che abitava nel
p con la sua trib e che era stata malata, ma che adesso che
aveva visto lui con quel bel vestitino blu, avrebbe cominciato
a star meglio. Lui le mostr con orgoglio il suo bruco e il modo
in cui camminava tutto intorno alla sua mano. Pare poggi
la fronte contro la sua e col naso tocc il suo naso e a lui
parve di ricordare quel gesto, quella vicinanza della faccia di
Pare alla sua e la consistenza lucente della sua pelle.
Poi sentirono Dorothy che lo chiamava e Edwin si stacc
da Pare. Lei disse: Cercami sempre qui, fra le canne di
toetoe. Talvolta ci sar e talvolta sar lontana, ben oltre il fiume,
con la mia trib.
Devo guardare tutti i giorni? sussurr Edwin.
No disse Pare. Non posso fare un viaggio cos tutti i giorni.
Per puoi chiamare, senza far chiasso, che nessun altro
senta. Di' Pare, ci sei?, e se sono qui io ti risponder.
La malattia lasci Pare, che cominci a mangiare anguille e
kumara e uccelli, e ora la carne morbida era tornata a coprirle
le ossa. Cos passarono gli anni. Ma adesso Pare era certa
che la sua veglia su Edwin Orchard sarebbe dovuta durare per
tutto il resto della sua vita. Dunque ogni mese, all'insaputa di
Dorothy e Toby, lei tornava e sedeva fra le canne con il suo
mantello di kiwi, e aspettava.
Certe volte doveva aspettare molto a lungo, dormire nel
canneto e condurre l la sua esistenza, sempre timorosa di essere
scoperta. Ma non venne mai scoperta. Il mantello sembrava
proteggerla dai cani curiosi e nasconderla a ogni sguardo.
E poi, infine, arrivava la voce di Edwin: Pare, ci sei? e
lei mormorava dolcemente: E'win, sono qui. Sono qui. E poi
lei e Edwin si sedevano sulle canne che lei aveva intrecciato
per renderle pi soffici e si raccontavano storie, e Edwin sapeva
che le storie narrate da Pare erano diverse da tutte le altre
che conosceva.

II.
Adesso si era a met dell'inverno. In agosto.
Lilian Blackstone guard incredula il calendario mentre i
chicchi di grandine sferzavano le finestre di Cob House. Rievoc
la luce di agosto che cadeva sui prati e sui ruscelli di
Parton Magna e nella testa ud il garrito palpitante delle rondini.
Il suo piano non aveva fatto progressi; la lettera a Lily
Dinsdale non era mai stata spedita. Poich, dopo la malattia di Joseph,
Lilian aveva deciso che non poteva abbandonarlo. Non
ora. Per il momento doveva mettercela tutta" e fare meglio
che poteva. Vualla. C'erano momenti in cui proprio non si poteva
evitare di mettercela tutta.
Lilian si era inoltre resa conto che l'inverno stava cominciando
a fiaccare la forza non solo di Joseph, che gironzolava
per la terra vuota ingobbito nelle spalle, aprendo e chiudendo
le mani come un pianista sul punto di cimentarsi in un brano
musicale difficile, ma anche di Harriet. La famosa determinazione
di Harriet Blackstone, sulla quale tante speranze
erano state riposte, era venuta meno, notava Lilian; non c'era
alcun dubbio. Talvolta, la giovane donna sedeva a tavola, quieta
in modo preoccupante, con il coltello o un altro utensile in
mano ma il compito abbandonato davanti a s, e i grandi occhi
fissi non su un oggetto nella stanza ma, a quanto pareva,
su qualche vivido paesaggio interiore che sembrava non avere
nulla di confortante.
Harriet? chiedeva Lilian. Siete da un'altra parte?
Oh no... replicava Harriet, e poi si rimetteva subito a pelare
carote o lavorare l'impasto con la sugna o qualsiasi altra
cosa stesse facendo. Tuttavia confess a Lilian: La morte di
Beauty mi tormenta ogni giorno. Non riusciva a capire, disse,
come si poteva lasciare che accadessero certe cose.
Spesso veniva sorpresa a cercare qualcosa che si rifiutava
di nominare. Lilian la sentiva discutere con Joseph a proposito
del collie degli Orchard, Lady, che Harriet voleva e che
secondo Joseph non potevano permettersi. Trascorreva lunghe
ore silenziose scrivendo lettere al padre, in attesa del
giorno in cui avrebbe potuto portarle a Christchurch e
impostarle. Le lettere non spedite s'impilavano, busta su busta.
Egregio signor Henry Salt, The Red House, Swaithey, Norfolk,
Inghilterra.
Di notte, adesso, Lilian non sentiva pi suo figlio che faceva
l'amore con Harriet. Nella loro stanza di cotonina, pareva
che a malapena parlassero, mormorassero o si muovessero
addirittura; si limitavano a giacere immobili senza fare rumore
per tutte le ore lunghe e scure, e la mattina andavano
ciascuno per la sua strada. Erano sposati da meno di un anno.
Con una certa sorpresa, Lilian percep la tristezza di quell'estraniamento.
La parte vendicativa della sua natura aveva
voluto che la fattoria fallisse, come punizione contro Joseph
per averla costretta a una vita che non era fatta per lei; ma ora
che stava fallendo davvero, pensava fosse un peccato.
Bench si stancasse per la monotonia dei giorni, Lilian fece
davvero del suo meglio per ritirarsi meno sovente nella sua camera
e per resistere al sonno quando cominciava a sopraffarla,
nella sua poltrona. Poich aveva deciso che la situazione
necessitava della sua vigilanza e di un aiuto pi volenteroso,
disse a Joseph che avrebbe persino "fatto la sua parte con il
maiale, una scrofa grassa e incinta, comprata da un contadino
nei pressi di Rangiora e adesso cos appesantita dai maialini
che portava in grembo che le cedevano le zampe e le mammelle
le strisciavano per terra.
La scrofa doveva essere nutrita con bucce di carota, pane
raffermo, kumara troppo mature e fondi del mastello della
zuppa. Il porcile, per quel che era, di tanto in tanto doveva
essere pulito e decisamente quel compito non incontrava il
favore di Lilian. Quel che il corpo non riusciva ad assorbire,
delle magre razioni che le toccavano, la scrofa lo schizzava
fuori dall'ano con una specie di risolutezza malevola, come
se avesse preso di mira un bersaglio nascosto dietro di s. Lilian
trovava sconvolgente quella villania. In modo subliminale,
le ricordava il comportamento terribile degli struzzi.
Avrebbe preferito non aver nulla a che fare con la scrofa, ma
sapeva che non dovevano lasciarla morire, dunque faceva a
turno nel posare le padelle di cibo da una parte e spalare via
lo sterco dall'altra.
E fu Lilian a scoprire la scrofa, un umido mattino di buonora,
che partoriva la sua prole. Tre maialini erano gi nati e
l'animale giaceva ansante col grugno posato a terra, la vagina
striata di sangue filamentoso e il fiato che formava nuvolette
azzurre nell'aria grigia e acquosa. Lilian rimase a fissarla. Nell'altra
sua vita di moglie di un sensale di bestiame, si era abituata
a pensare alle nascite degli animali in termini aritmetici,
ma l, sola con la scrofa mentre la luce del giorno s'addensava
piano, ne sent la sofferenza e la sensazione di stranezza
che forse la bestia provava, di qualcosa che stava accadendo
e mai era accaduto prima.
Anzich tornare a Cob House per andare a chiamare Joseph,
Lilian si sedette accanto alla scrofa su un po' di mazzolina
asciutta e si tolse il grembiale. Con quello sollev i maialini
appena nati uno per uno e sfreg via il sangue e il muco
biancastro dai piccoli grugni, poi li appoggi vicino al muso
della scrofa, cos che la madre potesse leccarli e ripulirli. Lilian
aveva usato la parola vigile per definire se stessa. E ora,
pens mentre guardava il corpo vischioso del quarto maialino
che scivolava fuori sulla paglia, rester qui a vigilare finch
non saranno tutti nati.
Il cielo sbianc pian piano. Lilian sent la pioggerella lieve
che cominciava a impregnarle i capelli e rimpianse di non essersi
messa la cuffia, prima di uscire.

III.
Non appena Joseph si riprese dalla febbre, torn al ruscello
dove aveva trovato l'oro.
L'acqua era alta dopo il disgelo. Joseph cap che adesso lui
e il fiume erano avvinti in una battaglia, proprio come lui era
stato una volta avvinto in battaglia alla giovane Rebecca. La
corrente poteva rivelargli il posto che lui bramava di trovare,
oppure poteva celarlo e negarlo. Poteva dargli soddisfazione,
oppure trascinarlo via.
Cominci a scavare un canale fra il torrente e il laghetto
per met compiuto. In quel modo aveva la sensazione di mostrare
il suo potere sul corso d'acqua, e allo stesso tempo di
coprire le proprie tracce. Le pile di terra che presto giacquero
intorno al nuovo canale verso il laghetto rendevano meno
visibili i mucchietti di ciottoli che cominciarono ad accumularsi
sulla riva del torrente. Perch non c'era altro modo di arrivare
all'oro, se non scavare e setacciare il terriccio, separando
il metallo prezioso dalle scorie. Frugare in cerca del colore
era un lavoro sporco; per ogni minuscola oncia d'oro c'era
un cumulo di ganga, un enorme, imbarazzante mucchio di
detriti.
Le settimane passavano. C'era una bella differenza fra non
trovare niente, niente di niente, e il "quasi niente che era un
pizzico minuto di colore polveroso, risciacquato con gran pena
dalla terra e raccolto in un cencio. E per lo pi, Joseph
non trovava niente. Allora cadeva in preda a una furia che, lo
sapeva, era del tutto sproporzionata alle circostanze, e ricordava
con amarezza le parole del padre: Joseph, nel corso d'ogni
vita i desideri possono venir frustrati. Cerca di essere pi
accomodante col mondo, quando ti contraria. Per lui era
molto duro far buon viso all'assenza esasperante di ci che,
sapeva, doveva essere l... se solo fosse riuscito a vederlo. Fissava
i cumuli di terra e i suoi utensili inadeguati, la vanga e
il piccone, la padella ammaccata, la brocca di latta, e sentiva
il dolore di una vita che l'aveva sempre stuzzicato e poi si era
rifiutata di dargli quel che voleva. E quel che voleva adesso
era l'oro: nient'altro. Le speranze di Joseph per la fattoria erano
scomparse sotto il peso di quella nuova bramosia. Nella
sua testa, l'oro trasformava la fattoria da quel che era, pochi
acri di terra inariditi dai venti meridionali, battuti dalla grandine
e coperti di neve, in una masseria fiorente, con alberi
maestosi a proteggerla e denaro a fiumi ricavato dalla vendita
di vello, montoni e legname. Una subitanea ricchezza avrebbe
cancellato gli anni di sforzi. Joseph Blackstone si era rassegnato,
o almeno cos credeva, a quegli anni e adesso scopriva
che avrebbe dato quasi tutto per non essere costretto a
subirli.
Talvolta, mentre Lilian dava da mangiare ai maiali e Harriet
lavorava al suo orticello, lui apriva la scatola del t e scioglieva
il fazzoletto, aggiungeva qualche granello e poi rimirava
tutto quanto. Trovava ogni singola pagliuzza d'oro straordinaria
e bellissima; quell'oro era uscito dal fango ed era suo,
perch lui solo l'aveva visto e riconosciuto per quel che era.
Non sapeva quanto valesse l'oro che aveva trovato, ma non era
uno stupido: sapeva di non averne in quantit sufficiente a fare
alcuna differenza nella sua vita. Immaginava la scatoletta
ricolma, piena fino all'orlo, e solo allora sarebbe andato a
Christchurch e avrebbe chiesto di vedere il direttore della Banca
di Nuova Zelanda.
Nella testa vedeva gi la scena. Avrebbe posato la scatola
sul bancone di legno e l'avrebbe aperta con estrema cura. Il
direttore sarebbe rimasto in silenzio, a fissare una cosa che
non si era aspettato di vedere, dopo di che Joseph sarebbe stato
accompagnato in una saletta privata sul retro della banca,
una stanza dove c'era il fuoco acceso e gli avrebbero offerto
un whisky; poi qualcuno avrebbe tirato fuori un bilancino e
contato le ghinee e lui sarebbe uscito fuori, nel sole, con tutti
i suoi anni di fatiche cancellati in un colpo solo.
Aveva difficolt a portare avanti altri lavori. Lo scavo e il
lavaggio del terriccio utile lo occupavano a scapito di tutte le
altre cose. Joseph sapeva che presto, quando si fossero visti i
primi segni di verde primaverile fra la gramigna sbiadita,
avrebbe dovuto cominciare la semina nei campi dalla forma
bizzarra che aveva arato con tanta pazienza insieme all'asino,
ma ogni mattina si sentiva nuovamente attratto dal ruscello.
Una sera Harriet gli chiese: Cosa state facendo al mio fiume?.
E prima di rispondere, Joseph si maledisse per aver dato
al torrente il nome di lei. Il ruscello, con tutto quel che conteneva,
era suo, e col suo nome avrebbe dovuto battezzarlo.
Ma si era preparato la risposta: Se vogliamo mettere trote nel
laghetto disse dev'esserci un fondale di ciottoli perch possano
mangiare, altrimenti non cresceranno bene. Quindi sto
estraendo ghiaia che poi, quando avr scavato abbastanza, poser
sul fondo del laghetto.
Quando avr scavato abbastanza.
Joseph non aveva la minima idea di quanto a fondo e per
quanto tempo avrebbe dovuto scavare per trovare quel che stava
cercando.
Quando lavorava con padella e cucchiaia doveva stare all'erta
tutto il tempo; sorvegliare la valle nel caso arrivassero Harriet
o Lilian e quindi, se necessario, nascondere gli attrezzi
sotto terra e sassi. Il che lo logorava e lo distraeva. Cominci
a pensare che fosse la paura costante di essere scoperto a rendergli
la vista meno acuta e i sensi meno pronti. Sapeva che
nei giacimenti americani e australiani si diceva che certi minatori
"avevano il senso del colore; non era una cosa che si
potesse spiegare e nemmeno descrivere, ma era forse legata
alla concentrazione sulle particolari sfumature di nero, marrone,
rosso e giallo in una zolla di terra e al modo in cui questa
cadeva dal badile, e magari a qualcos'altro: ai messaggi inviati
dalla volont di un uomo verso il suo oggetto del desiderio.
E Joseph capiva che la sua volont era ostacolata dalla vicinanza
della moglie e della madre. Aveva il terrore di vederle
venire l verso di lui, le sottane gonfiate dal vento. Arriv a
sentire un disagio tale che la sola idea di una forma femminile
sul pendio di un colle gli appariva brutta e oppressiva.
Concep un piano per allontanare le donne dalla tenuta.
And da Harriet e le disse che avrebbe ceduto a proposito del
cane, Lady. Le avrebbe dato i soldi necessari e lei e Lilian sarebbero
andate insieme in visita dagli Orchard, e magari si sarebbero
potute fermare qualche giorno e andare a cavallo,
come l'altra volta, e poi tornare indietro con la cagnolina.
Harriet lo guard attentamente. Lui vide le domande che
prendevano forma nella sua testa e preg che non gliele
facesse. Aggiunse rapido che era stato troppo severo riguardo
al cane solo a causa della mia convinzione che un cane non
 una necessit e che le nostre vite, qui, devono basarsi sulle
necessit e nient'altro.
Lei annu. Apr la bocca per dire qualcosa, poi la richiuse.
S disse infine. Grazie, Joseph.
Quella notte, sdraiata accanto a lui, disse: Ero molto affezionata
al cane di mio padre. Potrei quasi dire che lo amavo. L'amore
per un cane non  per forza una cosa sentimentale.

IV.
Durante l'inverno Harriet aveva aggiunto solo tre oggetti al
suo album: una piuma bruna di weka, una scheggia di pietra
verde che aveva trovato nell'orto, e il coperchietto di carta di
un vaso di marmellata di Orchard House, su cui Edwin aveva
disegnato un mulino a vento.
Ogni volta che Harriet apriva l'album alla prima pagina,
fissava i colli intrecciati degli aironi sull'etichetta e pensava
alla scatola di t.
La scatola era svanita.
Harriet l'aveva cercata su tutti gli scaffali e in ogni altro
luogo a Cob House e non l'aveva trovata. Sogn che Joseph
aveva capito cosa conteneva esattamente e l'aveva bruciata.
Non osava farne parola. Si convinse quasi che fosse ancora l,
da qualche parte nel guazzabuglio di pentole e barattoli della
cucina, ma che lei per qualche motivo era incapace di vederla.
Nella sua testa era diventata pesante, pesantissima. Pens
che se un giorno, all'improvviso, fosse riapparsa, lei non sarebbe
stata in grado di sollevarla.
Il suo morale era sempre pi basso. Cominci a credere,
per la prima volta da che aveva deciso di sposare Joseph, che
sarebbe dovuta restare in Inghilterra, seduta nella sua poltrona
di istitutrice, con libri e matite, con bambini ai quali riusciva
ad affezionarsi e un padre che l'amava. Solo la vista delle
montagne lontane, con la loro imponenza e bellezza e il loro
mistero, tratteneva Harriet dal cadere in preda a una profonda
melanconia. Quando fosse arrivata la primavera, promise
a se stessa, sarebbe andata sulle montagne: con un bel cavallo
se a quel punto l'avesse posseduto, o con l'asino, o persino
a piedi. Sarebbe andata fra le montagne da sola e avrebbe riscoperto
la propria disponibilit a continuare quell'avventura
neozelandese.
Nel frattempo si mise in viaggio con Lilian verso Orchard
Run. Mentre saliva sul calesse attaccato al somaro, Harriet vide
che Lilian aveva indossato il cappellino pi bello e un'elegante
cappa nera bordata di pelliccia di coniglio. Sorrise alla
suocera con tenerezza. Pens che non era difficile immaginare
quegli oggetti che scivolavano via sulla corrente vorticosa
del fiume Ashley, e gli uccelli con le zampe lunghe che rizzavano
il collo incuriositi mentre passavano.

V.
Ancora una volta, fu Edwin che corse a salutare il carretto. All'inizio
Lilian non lo vide neanche, cos intensa era la sua meraviglia
davanti agli alberi imponenti che crescevano intorno
a Orchard House, e la sensazione di entrare nuovamente in
un mondo che era in grado di riconoscere: un mondo dove i
pavimenti erano lucidi, dove la decorazione sulla zuppiera era
coordinata con il mestolo.
Poi Dorothy usc dalla veranda e scese volando i gradini, i
capelli corti e scarmigliati nel solito modo capriccioso e familiare,
e Harriet vide Lilian che si toccava ansiosa il cappellino
come chi si sia presentato a una cena in abiti troppo eleganti
per l'occasione.
Harriet! grid Dorothy con gioia evidente. Allora il somaro
 ancora vivo!
Dorothy allung un braccio per prendere le redini ma Edwin,
che era cresciuto un poco in statura dall'ultima visita di Harriet,
le aveva gi afferrate e stava carezzando il muso dell'asino. Harriet
si affrett a chiedere notizie del suo bruco.
Non c' pi disse lui non  vero, mamma? Si  trasformato
in una cosa che si chiama larva.
S disse Dorothy abbiamo affrontato la grande questione
della metamorfosi. Per, Harriet cara, dovete essere stanchissima
dopo l'Ashley e tutto il resto. Entrate in casa. Edwin,
aiuta le signore a scendere.
Lilian discese dal calesse, con le ginocchia rigide. Conscia
di essere stata trascurata nel trambusto di quell'arrivo, strinse
la mano tesa di Dorothy Orchard giusto in punta di dita e
trattenne il sorriso che solo pochi istanti prima le era salito
alle labbra. La sensazione familiare di essere snobbata, sensazione
che credeva di aver lasciato in Inghilterra, dove il disprezzo
tipico delle classi alte contaminava qualsiasi incontro,
le fece venire voglia di piangere o, peggio ancra, di dare
a Dorothy Orchard un sonoro manrovescio su quella testa spettinata.
In particolare, Lilian era tormentata dalla consapevolezza
di non avere mai capito, esattamente, come facesse la
gente come Dorothy Orchard ad assicurarsi quel dominio
istantaneo su quanti appartenevano a un ceto inferiore. Tutto
accadeva prima di rendersene conto, come un trucco con
le carte eseguito alla perfezione; era questione di un attimo, e
la prima cosa che si percepiva era la sensazione che quell'atteggiamento
produceva ed era studiato per produrre: essere
rimessi al proprio posto, venire informati, senza alcun bisogno
di parole, che si contava poco.
Bench non potesse fare a meno di ammirare Orchard
House, i suoi giardini riparati e la sua veranda solida, e di
augurarsi che un giorno Joseph potesse costruire qualcosa
di simile in sostituzione della miserabile Cob House, Lilian
vi entr con un peso sul cuore. Era chiaro che Dorothy e
Edwin avevano fatto entrare Harriet nella loro magica cerchia,
e adesso i tre parlavano eccitati della cucciola di collie,
Lady. Mentre lei, Lilian, la vedova sessantaquattrenne
di un sensale di bestiame, andava a rimorchio, con le gambe
che tremavano per il viaggio, la cappa di lapin che le
dondolava con aria sciocca sulle spalle e il naso che bolliva
per il calore dentro la casa dopo il freddo pungente del
viaggio.
Desider, all'improvviso, di essere morta. Sent che quella
vita di offese era durata troppo. Stava cominciando a fare scuro;
Lilian decise che si sarebbe chiusa nella stanzetta scelta
per lei da Dorothy e si sarebbe coricata e addormentata, sperando
di non svegliarsi mai pi.
Si assop per un poco con gli occhi aperti e fissi sul cappellino
appoggiato. Il letto era soffice e per questo si sent grata.
La stanza era dipinta d'azzurro e conteneva un vecchio guardaroba
di mogano che scricchiolava man mano che si faceva
buio.
Ud Toby che rientrava dall'allevamento con il suo cane, la
madre dei cuccioli, e chiamava la moglie: Dorothy! Doro!.
Il cane uggiol.
Un orologio a pendolo batt le sei. Tutto questo, pens Lilian,
potrebbe accadere nel Norfolk, in una grande propriet,
alla quale il povero Roderick avrebbe fatto visita innumerevoli
volte per controllare giovenche e cavalli e dove mai una
volta sarebbe stato invitato a bere un bicchiere di porto o
brandy col padrone di casa.
Sentiva il vento del sud, ormai familiare, ma che qui soffiava
con meno impeto, facendo appena stormire i rami nudi
dei pioppi maestosi. Lilian rimase l sdraiata, col naso puntato
al soffitto, pregando che il vento la cullasse in qualche
modo verso un riposo eterno.
Toby Orchard torn a casa di buon umore. All'allevamento era
appena cominciata la stagione dei parti e tutti gli agnellini che
aveva visitato quel giorno erano vivi e avevano voglia di succhiare.
Toby si vantava spesso della bassa mortalit a Orchard
Run e quando scopriva un fatto qualsiasi che contraddicesse
quella vanteria provava un'ansia fortissima, come se fosse tornato
scolaretto alla merc di qualche bullo. Quel giorno per
tutto andava bene e Toby si sentiva esattamente come gli piaceva
sentirsi: il signore di ogni cosa davanti ai suoi occhi. Era
rimasto per conto suo vicino al fiume a fumare la pipa. Poteva
sentire il belato acquoso degli agnelli neonati che sgocciolava
di valle in valle.
Quando rientr e gli fu comunicato l'arrivo di Harriet e
Lilian, decise di aprire due bottiglie di buon vino di Bordeaux
e disse a Janet di scaldarle vicino alla stufa. S'infil un panciotto
nuovo che aveva comprato a Londra molto tempo prima
e mai indossato perch Dorothy lo trovava troppo lucido,
orribile, ma che ora, pens, avrebbe messo eccome: perch
i suoi agnelli crescevano gagliardi, perch ci sarebbero
state tre donne anzich una alla sua tavola, perch la primavera
era quasi arrivata.
Dorothy riconobbe quello stato d'animo del marito, quello
strabordare della sua personalit esagerata e soddisfatta. La
divertiva e la irritava in parti uguali. Pensava fosse infantile e
sciocco e sper che non durasse troppo a lungo per, allo stesso
tempo, sapeva che la felicit umana  effimera e che Toby
Orchard era un brav'uomo e aveva diritto alla sua parte.
A cena lo osserv attenta ma discreta, con occhiate fuggevoli
mentre lui si riempiva il bicchiere pi volte e si lisciava
il davanti di quel ridicolo panciotto giallo. E vide come
gradualmente esercitava il proprio fascino su Lilian
Blackstone, cos che il viso austero di lei prese un aspetto pi
rilassato e le sue mani, che all'inizio non avevano fatto che
risistemare le posate e spostare il bicchiere di qua e di l, si
acquietarono.
Stavano parlando dell'agricoltura in Inghilterra, quando
avvenne quella trasformazione. Lilian aveva cominciato a descrivere
la vita strenua del suo defunto marito, il sensale di
bestiame, quando Toby disse: Ah. Un sensale. Ecco una categoria
di persone per le quali provo una fortissima ammirazione.
Lo sguardo incredulo di Lilian vol verso Toby come un
proiettile, ma lui se ne cur appena e seguit in tono alto e
gioviale. Quand'ero ragazzo disse passavo tutte le vacanze
nella fattoria di mio nonno ed ero sempre incantato dalle spedizioni
alle aste di bestiame. Perch l udivo una lingua nuova,
che non riuscivo assolutamente a comprendere: per sapevo
che quanti la capivano erano molto intelligenti.
Ebbene disse Lilian mentre allineava con attenzione il
suo cucchiaio da dessert al bordo della tovaglietta  una lingua
fatta di abbreviazioni, nient altro.
No disse Toby  la lingua della matematica, un linguaggio
scientifico.
Forse "scientifico  una parola troppo importante.
Non credo proprio disse Toby. Non  troppo importante.
Perch il sensale deve, al tempo stesso e a gran velocit, comunicare
le offerte richieste e fatte, e valutare ogni fibra dell'animale
che ha di fronte, e come arriva a quella valutazione?
Attraverso la conoscenza scientifica.
Roderick sarebbe stato lusingato di sentirsi definire uomo
di scienza disse Lilian.
E tuttavia, dopo averci pensato con attenzione, forse ne
avrebbe convenuto. Noi tutti sottovalutiamo le conoscenze che
possediamo; per quanto possa essere duro farle nostre, una
volta che lo sono pensiamo siano intrinseche, come se le avessimo
ereditate alla nascita. Non ho ragione, Doro?
Dorothy, che stava dando un pezzettino di coniglio a Mollie
sotto il tavolo, alz lo sguardo e rivolse un sorriso generoso
a Toby. Mi pare di s, caro disse. Sebbene certe cose normali
possano continuare a sembrare difficili anche quando
non dovrebbero.
L'abilit di un sensale di bestiame non  "normale, a ogni
modo disse Toby e distolse dalla moglie il viso largo, che si
andava facendo roseo per il bordeaux, per rivolgersi alla sola
Lilian.  piuttosto eccezionale, a mio avviso. Viviamo in un
mondo lento e goffo e ogni volta che m'imbatto in chi  rapido
e destro, gli riservo la mia meraviglia.
La parola "meraviglia sembr operare un effetto magico
su Lilian. Bench la sua mano fosse strisciata di nuovo verso
il cucchiaio da dessert, per allontanarlo appena dalla tovaglietta,
quella stessa mano si un ora alla compagna in una
piccola stretta impulsiva, come di preghiera. Penso che siate
troppo generoso, signor Orchard disse ma d'altro canto
so che Roderick, qualche volta, si sentiva... sottovalutato...
Questo  un vero peccato. Una volta gli inglesi mostravano
rispetto per l'abilit, di qualunque genere fosse, ma ora
temo che si siano perduti nello spirito degradante dei commerci.
Era certamente quel che pensava Roderick disse Lilian
con un profondo sospiro, e nello sguardo che rivolse a Toby,
Dorothy scorse le tracce di una civetteria che lei forse aveva
data per morta, ma che non era cos morta da non poter essere
risvegliata.
Abbiamo finito con lo stufato? chiese Dorothy. Posso
dire a Janet di portare il dolce?
Toby annu e continu: Nella mia vita precedente, signora
Blackstone, vivevo e lavoravo proprio nel cuore del mondo
dei commerci. La City di Londra. Ma posso dirvi che non passava
giorno senza che desiderassi vivere in un altro modo. E
l'ho trovato. Domani, vi mostrer gli agnelli appena nati all'allevamento
e forse anche voi sentirete un po' della gioia che
provo io....
Oh disse Lilian. Sono certa di s.
D'un tratto Dorothy sent di averne abbastanza
dell'incantesimo che Toby stava gettando sulla signora Blackstone e, nel
chiamare forte Janet, sper di romperlo. Quel che non poteva
sapere era che, proprio quella sera, non lo si poteva spezzare.
Perch Lilian, che al suo arrivo si era sentita snobbata e
vicina alla morte per un cumulo eccessivo di pena, ora sentiva
il cuore battere all'impazzata per la gioia. Il suo defunto
marito era stato riabilitato con tutti gli onori, e in pubblico.
Era stato descritto come uno scienziato e Lilian Blackstone
sapeva molto bene quale peso, quale meravigliosa rispettabilit
albergassero in quella parola.
Sollev il mento con aria di sfida e sorrise. Poi prese il bicchiere
e sorseggi il vino delizioso, ricordando di tendere il dito
mignolo mentre beveva, come aveva sempre fatto sua madre
quando sorbiva il t. Che Toby Orchard, quando aveva fatto
le sue affermazioni feroci riguardo al degrado dei commerci,
non sapesse nulla dei debiti catastrofici di Roderick con i suoi
allibratori, sembrava non contare affatto per Lilian in quel
momento dolcissimo.

VI.
La giornata seguente sorse tanto luminosa che a Edwin Orchard,
mentre si lavava la faccia, torn in mente un ricordo
vivido dell'estate e pens a Pare con la sua carnagione dorata.
Sper che potesse venire quel giorno e chiamarlo: Sono
qui, E'win. Sono qui.
Edwin decise che avrebbe portato Harriet con s al luogo tra
le canne di toetoe in cui Pare aspettava sempre. Sarebbero usciti
con Lady e lui avrebbe finto di insegnare a Harriet come farsi
obbedire dalla cagnolina. Avrebbe detto ai suoi genitori che
nessun altro poteva andare con loro, altrimenti Lady sarebbe
stata troppo confusa e non avrebbe obbedito per niente.
Pens che Pare avrebbe potuto avvolgere Lady nel suo bel
mantello e carezzarle il muso con le piume preziose del kiwi e
ridere con la sua risata che era musicale come il suo pianto.
Edwin attese finch il padre e la madre non si furono allontanati
con la signora Lilian Blackstone per farle vedere gli
agnelli neonati, poi prese Harriet per mano e s'incamminarono
lenti e silenziosi, la cucciola bianca e nera saltellante
dietro di loro, alla volta della macchia di toetoe. Il sole splendeva
ancora, ma da nord cominciava a muoversi nel cielo una
nube grigia e scura.
Quando saremo vicini la istru Edwin non dovete fare
rumore. Dovete impedire a Lady di uggiolare, abbaiare o altro.
E io chiamer: Pare, ci sei?. E poi ci metteremo ad aspettare
e vedremo se arriva una risposta.
La chiam diverse volte e poi rimasero l in attesa, mentre
l'enorme nube scura avanzava contro il sole.
Pare, ci sei? Ci sei?
Ma non ci fu risposta, solo il vento che si muoveva tra le
canne. Harriet guard Edwin e vide la sua espressione intensa.
Certe volte lo capisco sussurr lui. So gi che lei c' prima
che risponda, anche se non riesco a vederla.
Per oggi non c'?
No, non credo che ci sia. Per potremmo andare nel punto
dove si siede e aspettare, e lei potrebbe venire.
Avanzarono e le canne scricchiolanti arrivavano loro alle
braccia e punsero il musetto curioso della cagnolina facendola
uggiolare. Edwin cammin diritto per un pezzo, poi gir
a destra e a sinistra come se stesse seguendo un sentiero invisibile.
Un uccello bruno si alz in volo e si allontan in un
frullo d'ali. Harriet vide che Edwin era fermo adesso, cos immobile
che sembrava non gettare nemmeno l'ombra. Poi le fece
un cenno, piano, e mentre lei gli si avvicinava lui si accucci,
nascosto dalle canne di toetoe.
Incurvando con attenzione gli steli ruvidi e ripiegandoli
uno sopra l'altro, proprio come faceva Pare, Edwin cre uno
spazio soffice e comodo dove poterono sedersi, e la cucciola
si sdrai vicino a loro.
Harriet non parl. Vide Edwin che ancora guardava e ascoltava
con attenzione, immobile, come se Pare potesse essere l
o si stesse avvicinando a lui, invisibile nel mantello piumato
e in attesa solo del momento in cui lui l'avrebbe chiamata.
Il sole scomparve e d'un tratto il luogo in cui sedevano sembr
buio.
Edwin alz lo sguardo verso Harriet e disse: Volete sapere
un segreto?.
Lei attese un momento prima di dire: Non dovresti dirmi
nulla che ti sia stato proibito di riferire.
No disse lui. Non  proibito. Solo mamma e pap...
 uno dei segreti di Pare?
S. Pare sa delle cose prima che le sappia la gente pkeh
perch i maori ascoltano la terra, gli uccelli e i fiumi. E nei
fiumi ci sono spiriti maori chiamati taniwha che talvolta parlano
con loro e i taniwha conoscono ogni cosa al mondo.
Ogni cosa al mondo?
S. E una cosa che conoscono  la pietra verde.
La pietra verde?
S. Non dovete farne parola con mamma, ma Pare mi ha
detto che nel torrente Greenstone, il fiume della pietra verde,
c' l'oro. Doveva essere l'oro dei maori, ma loro vendettero le
terre ai pakeh Tanto tempo fa.
E dunque di chi sar l'oro?
Pare dice che verranno migliaia di uomini. Dice che l'oro
pu far fare a tutti cose che normalmente non farebbero
mai. Dice che la gente morir, cercando di attraversare le
montagne.
In quel preciso istante, l'oscurit che si era posata sul paesaggio
dopo la scomparsa del sole si fece ancora pi cupa e
dal cielo nero prese a cadere la grandine. Edwin e Harriet tacquero
mentre i chicchi gelati picchiettavano loro in testa e rimbalzavano
dappertutto sulle canne appiattite. Il cane si alz e
si mise a girare in tondo, cercando all'inizio di scuotersi i chicchi
di dosso e poi di afferrarli al volo come fossero stati uno
sciame d'api bianche.
Edwin tese le mani a coppa per prendere la grandine e poi
mostr a Harriet le perle bianche, rotonde e perfette nei palmi.
Mi piace come cambia il tempo disse. A voi no?
Harriet annu e sorrise. La cagnolina guard uno e poi l'altro
con aria speranzosa, ma nessuno dei due si mosse.

 Capitolo 6.
La conserva.

I.
In novembre, dopo aver seminato a grano i suoi campi piccoli
e irregolari e aver costruito rifugi sbilenchi di mattoni per
gli animali, Joseph scese a Christchurch per comprare una
nuova mucca da latte. Port con s Lilian sul calesse attaccato
all'asino.
Durante il viaggio, lei parl degli alberi inglesi. Dovresti
mettere arboscelli di salice attorno al laghetto, e pioppi per
far ombra alla casa, Joseph disse.
Joseph non disse nulla, ma Lilian prosegu: E credo proprio
che una siepe d'alloro tra la finestra ovest di Cob House
e l'orticello di Harriet sarebbe una gioia per gli occhi, non 
vero?.
S disse lui sarebbe una gioia per gli occhi.
Voglio dire seguit Lilian adesso che la primavera  arrivata,
non  forse ora di rendere tutto pi gradevole?
Joseph non disse altro, bofonchi solamente qualcosa al
somaro per spronarlo. Voleva dire a Lilian che sarebbe arrivato
il giorno in cui lui avrebbe potuto dedicare la sua attenzione
alla gradevolezza. Voleva dire a sua madre che, una
volta che il ruscello avesse ceduto tutto l'oro che lui era certo
contenesse, allora avrebbe ricostruito la casa pi in basso sulla
piana e che la seconda casa sarebbe stata fatta di pietra e
legno e ardesia, con un gran portico riparato dal vento. Era
smanioso di rassicurare Lilian che non avrebbe terminato i
suoi giorni in una stanza fatta di cotonina e fu sul punto di
dirle semplicemente di aver fiducia in lui, perch lui sapeva
che il futuro sarebbe stato prospero. Ma nulla pot dire di tutto
ci perch nella sua testa quella prosperit non era ancora
certa. Perch l'oro  ingannevole; quello, stava cominciando
a capirlo.  volubile come una ragazza: si mostra, invitante.
Nel suo primo bagliore risiede la promessa di altro, molto altro,
e cos gli uomini si fanno avanti e blandiscono la terra,
spezzandosi schiena e cuore, ma molto spesso sono ricompensati
con nulla, o quasi nulla: solo quel minimo che serve a
tener vivi il desiderio e la speranza.
Bosso riflett Lilian. Una piccola siepe di bosso accanto
alla porta, Joseph, sarebbe stupenda.
S rispose lui incitando il somaro a un trotto pi veloce
il profumo ti ricorderebbe Parton.
A Christchurch Lilian aveva sperato di alloggiare dalla signora
Dinsdale ma, con suo gran dispiacere, alla finestra della casa
era stato appeso un grosso cartello che diceva SIAMO AL
COMPLETO.
Non pu essere disse Lilian tirando su col naso. Lily fa
cos per selezionare la gente perbene dalla marmaglia, nient'altro.
Io entro e ci parlo e lei mi ridar la mia vecchia stanza.
Lilian scese dal calesse. Le piante dei piedi le fecero male
quando le pos a terra. Suon il campanello e attese. Not che
Joseph era rimasto a cassetta con le redini in mano, come se
fosse pronto a ripartire.
Lilian ricordava la casa di Lily Dinsdale come un luogo
di quiete e pulizia ma ora, in piedi davanti alla porta, sent
risate rumorose, risate maschili che provenivano da una stanza
al primo piano e si accorse che sul gradino dove si trovava
c'erano impronte fangose che potevano essere state lasciate
solo da stivali pesanti. Cerc di sbirciare da una finestra
al pianterreno, oltre le tendine di pizzo. Si sent il cuore
in gola al pensiero tremendo che forse Lily Dinsdale non
c'era pi, magari morta di qualche infezione tropicale giunta
dalle Figi o dalle Samoa, che nessuno poteva curare. Come
sembra orribile la vita, pens, quando una persona alla
quale, nella nostra testa, ci siamo affidati, d'un tratto scompare.
La porta si apr e dinanzi a lei apparve una ragazza giovane,
con indosso un grembiale gualcito e macchiato. Non c'
posto, signora disse e stava per chiudere la porta in faccia
a Lilian, ma questa allung una mano e la trattenne.
Sono una vecchia amica della signora Dinsdale disse Lilian,
mantenendosi ritta e composta quanto le permettevano
i piedi doloranti. Potete chiamarla, per favore?
La ragazza guard Lilian, anzi la esamin con malgarbo.
Le risa maschili che Lilian aveva sentito dalla strada ora ruzzolavano
a cascata dalle scale, e lei batt le palpebre con un
senso di ripulsa. Poi sent la voce della signora Dinsdale che
chiamava la ragazza: Digli che siamo pieni, Hetty!.
Siamo pieni, signora disse la ragazza e prov ancora una
volta a chiudere, ma Lilian si fece largo nel vestibolo e grid:
Lily! Sono Lilian Blackstone!.
Ci fu un momento di pausa, durante il quale le risate dall'alto
esplosero con intensit rinnovata. Risa che sembrano spari,
pens Lilian. E poi la signora Dinsdale apparve sulla porta
del salotto e le due donne si guardarono in un silenzio sgomento,
come se riconoscessero entrambe che si stava verificando
qualcosa di tremendo. Perch la signora Dinsdale che
stava di fronte a Lilian non era, affatto, la cara Lily Dinsdale
che era stata cos gentile e amichevole con lei al suo arrivo
a Christchurch; era decisamente un'altra Lily Dinsdale, per nulla
"cara, una Lily Dinsdale inguainata in un abito nero di satin
molto scollato sul seno bianco; e che sui capelli, anzich la
solita cuffietta di pizzo, portava un'acconciatura di fiocchi leziosi
che le ricadevano in un groviglio serico fin sulle spalle.
A ogni modo fu lei, con tutti quei fronzoli vistosi, a riprendersi
per prima. Anzi, Lilian decise che stava vedendo
qualcosa da cui non si sarebbe forse mai ripresa, dunque pot
solo restare l con la bocca spalancata mentre la sua ex amica
cominciava a farle le sue scuse.
 per via della corsa disse la signora Dinsdale. Sono cos
spiacente, signora Blackstone. L'oro ha cambiato tutto. Capite?
Di certo avrete visto quanto sta accadendo sulla strada
verso il porto di Lyttelton...
Lilian tent di dire che non aveva visto niente, che lei e Joseph
si erano diretti subito l, a quella porta, dove pensavano
di essere i benvenuti e avevano sperato di posare il capo per
la notte, ma si scopr incapace di parlare.
Proprio allora una voce maschile chiam dalle scale: Lily!
Lily, bocconcino! Noi qui abbiamo sete!.
Birra disse Lily Dinsdale con un sorrisetto debole.  per
quello che schiamazzano tutti. Gliel'ho detto che questa non
 una birreria. Li ho avvisati che dovrebbero abituarsi a stenti
e privazioni, ma non mi danno ascolto.
Sembr sperare che a quel punto Lilian avrebbe detto qualcosa,
che avrebbe visto in quale posizione si trovava in quel
mondo di uomini e avrebbe preso le sue parti, o almeno l'avrebbe
assolta dalla vergogna. Ma Lilian Blackstone era incapace
di profferire una sillaba; rimase l con la faccia impietrita
a ricordare la lettera che aveva quasi spedito a quell'indirizzo,
a ricordare come, fino a quellultimo giorno, la casa
di Lily Dinsdale aveva sempre fatto parte dei suoi progetti di
salvezza. E a rendersi conto adesso che non c'era salvezza alcuna.
C'era solo quella casa chiassosa piena di uomini e i ridicoli
abiti di Lily e le macchie di... come si chiamava? rouge
sulle sue guance.
La signora Dinsdale si ricompose per un ultimo sforzo volto
ad appianare ci che non poteva essere appianato. Mi spiace
molto se avevate sperato... disse, poi si ferm, e poi ricominci.
Davvero sono spiacente se vi aspettavate... ma una
corsa, vedete... trasformer tutto. Ci volter tutti sottosopra.
Alla parola voltare, Lilian colse una specie di antifona disperata,
gir le spalle alla signora Dinsdale con una piroetta
e copr con una falcata decisa la breve distanza che la separava
dalla porta, ancora presidiata da Hetty nel suo grembiale
sudicio. Diede alla ragazza uno spintone velenoso che quasi
la fece cadere e usc dalla casa, sbattendosi la porta alle spalle.
Salt sul calesse con un'agilit figlia dello sgomento e della
furia e intim a Joseph di proseguire.
Joseph trov una sala da t e, dopo aver legato il somaro a un
palo, sistem la madre l dentro mettendole davanti un piatto
con una ciambella intatta, finch non vide un po' di colore
tornarle sulle guance.
Mangiate la ciambella le disse con gentilezza.
Lilian ne prese un piccolo boccone zuccherato, ma trovava
difficile masticare. Oro disse dopo aver inghiottito. Parlava
di quello? Una corsa all'oro?
Joseph disse che quando erano entrati a Christchurch aveva
notato gruppi di uomini, soli e in abiti da lavoro, che si
muovevano indaffarati per le strade. Aveva notato spacci di alcolici
che prima non c'erano. Sulla fiancata di un carro stracarico
di teloni aveva letto la scritta Comprate qui la vostra tenda.
Prezzi stracciati. Non disse che alla vista di quelle cose, e
sapendo ci che potevano significare, aveva provato un'ansia
terribile. Non disse che, fino a quel pomeriggio, aveva immaginato
di essere l'unico possessore di oro nuovo in tutta la Nuova
Zelanda e che ora aveva scoperto di essersi illuso. Non disse
che aveva cominciato a pregare, a pregare incessantemente
un Dio al quale in realt non parlava mai, perch tutto l'oro
che era stato trovato fosse ben lontano dal suo ruscello e
perch il suo segreto (perch tale era ormai) rimanesse al sicuro.
Disse solamente: Qui  successo qualcosa.
Forse era meglio, sugger, che Lilian restasse l nella sala
da t, calda e abbastanza confortevole, mentre lui raccoglieva
qualche informazione e trovava un posto dove passare la
notte.
Non ci sar posto da nessuna parte disse Lilian, tetra.
Allora disse Joseph compreremo una tenda e sper di
vedere un sorriso affiorare sulle labbra della madre. Ma era
come se lei avesse deciso di non sorridere mai pi, di mettere
a riposo quel particolare muscolo della faccia e non chiedergli
mai pi di muoversi, per tutto il tempo che le restava
da vivere.
Se solo... cominci Lilian. Esit.
Se solo cosa?
Se solo non avesse finto di essermi amica. Lasciar intendere
che avevamo cos tanto in comune... ebbe persino la faccia
tosta di far notare la somiglianza fra i nostri nomi di battesimo...
Joseph fece un cenno d'assenso. Poi disse: La gente cambia
secondo i tempi in cui vive, tutto qui.
Potrebbe anche essere tutto qui disse Lilian per 
molto.
Joseph si alz. Il pomeriggio si stava gi rabbuiando e lui
sapeva di aver molto da fare. Non solo doveva trovare a sua
madre un posto per dormire; doveva anche scoprire dove stavano
andando tutti e cosa presagisse quella corsa alloro. E sapeva
che non poteva iniziare la ricerca di una stanza in quella
citt, d'un tratto affollata, se prima non avesse capito cosa
stava succedendo. Innanzitutto, quindi, sarebbe andato al
mercato. Aveva gi cominciato a sperare che gli uomini che aveva
visto fossero l per imbarcarsi da Lyttelton verso Nelson o
pi a sud, fino a Dunedin, lontano dalla valle dell'Okuku.
Che vadano pure.
Non aveva alcun desiderio di seguire o prendere parte a
una corsa di massa. C'era oro nella sua fattoria.
S'incammin nel crepuscolo. Quando giunse in vista del
mercato, sent un violinista che suonava e grida sconsiderate
di gente che ballava. Quando svolt su Diamond Street, di colpo
si trov a far parte di una folla immensa, di uomini e donne,
ma in prevalenza uomini, con indosso cappelli di cuoio e
abiti di fustagno, che spingevano carretti oppure portavano
sulle spalle i primitivi strumenti dei minatori: picconi, badili,
padelle, gavette, stivali e tela di sacco. Il denaro passava veloce
di mano in mano nell'acquisto di t, farina, riso, candele,
coltelli, pezze di tela, brandy e centinaia di altri generi che gli
uomini volevano portare con s quale che fosse il deserto verso
cui s'avviavano. E c'era una fretta e un'intensit in quei commerci,
mani tese ad afferrare e monete contate con rapidit
vertiginosa, come se la notte incipiente stesse per porre un coprifuoco
a tutto e la merce dovesse essere presa in quel momento
o mai pi.
Joseph si ferm davanti a una bancarella che si faceva
pubblicit col nome di Banco della Sopravvivenza. Altri gli
si fecero dappresso mentre lui guardava un uomo con un
grembiale di iuta che prendeva un'anguilla viva da un secchio,
la posava su un ceppo e le mozzava la testa. La testa si
ferm, ma il corpo seguit a muoversi fin quasi a scivolare
gi dal ceppo. Non ci provare, bella! disse il proprietario
del banco e sput per terra. Afferr l'anguilla e, con una destrezza
che lasci attonita la piccola folla, la tagli in due e
le tolse spine e viscere, che poi gett via. Dispose sul ceppo
le due met dell'anguilla, rosate e un po' sanguinolente, con
la cura affettuosa di un gioielliere che mostri un collier di
rubini a un ricco cliente.
Ora disse. Guardate bene. Perch questa  la conserva.
 cos che la carne si manterr buona. E senza potreste
morire.
Il pubblico si avvicin. Joseph sentiva l'odore della carne
d'anguilla e vide, nella tasca rigonfia del grembiale dell'uomo,
un bel pugno di denaro.
L'uomo pos sul ceppo un barattolo di sale, vi infil la mano
macchiata di sangue e cosparse di sale una met dell'anguilla.
Fatelo penetrare disse. Copriteci l'anguilla. Fingete che
sia neve o ghiaccio. Perch anche neve e ghiaccio fanno conserva,
ma neve e ghiaccio potreste non averli, perch si sciolgono.
Il sale invece potete tenerlo.
L'anguilla, soffocata nel sale, venne ora tagliata a pezzi che
l'imbonitore prese a riporre con attenzione in un vaso di vetro.
Joseph aveva visto sua madre conservare le aringhe proprio in
quel modo e stava per dire ad alta voce che non c'era proprio
niente di nuovo in tutto ci, quando l'uomo rivolse la sua attenzione
all'altra met dell'anguilla. Infil le mani sotto il banco
ed estrasse un secondo, grosso secchio e un secondo vaso
di vetro. Il secchio era pieno di alghe marine gialle e marroni;
lui ne prese una manciata e la tenne bene in vista.
E cos pensavate che senza sale non avreste avuto la conserva,
vero? disse. Gi vi figuravate di trasportare blocchi
di sale sulle spalle attraverso le paludi del Grey, vero? Ebbene,
il sale  la miglior cosa per la conserva, ma anche le alghe
vanno bene. E le alghe si trovano su ogni spiaggia.
Il secondo filetto venne affettato e sistemato nel vasetto con
le alghe marine ben pigiate tutto intorno. Incidete le vesciche
delle alghe sulla polpa del vostro pesce illustr l'uomo.
Premete forte. Chiudete bene. Otterrete una salamoia.
Il coperchio del barattolo fu avvitato strettissimo e poi legato
con strisce di tela bagnata, tagliata e tirata alle estremit
come un bendaggio.
Voil! Come dicono i nostri amichetti francesi concluse
trionfante il signore delle anguille. Ecco la vostra conserva.
Uno scellino per l'anguilla. Un penny per la lezione.
L'anguilla fu acquistata e tutti quanti, nella calca intorno
al Banco della Sopravvivenza, incluso Joseph, consegnarono
debitamente la monetina da un penny. Non sarebbe stato difficile,
pens Joseph, sgusciar via senza pagare ma in casi del
genere, come il signore delle anguille sapeva anche troppo bene,
un certo scrupolo superstizioso imponeva di compiere un
atto d'onest.
Mentre si allontanava e si rendeva conto che ora si stava
proprio facendo notte, Joseph si rivolse alle facce tutto intorno
a lui e chiese: Dov' la corsa? Dove vanno tutti?.
Alcuni risero, come si fa davanti all'unico scemo della compagnia
che manca delle informazioni essenziali. Ma la persona
pi vicina a Joseph, un uomo corpulento con il viso segnato
dalle intemperie di un cercatore esperto, punt il dito in direzione
di Port Hills. La Wallabi aspetta a Lyttelton disse.
 diretta a nord verso Nelson e poi, santi e venti permettendo,
far rotta su Hokitika.
La parola Hokitika fece a Joseph un effetto magico, come
un unguento medicamentoso. Il suo ruscello era salvo, allora.
Quegli uomini sarebbero partiti con i loro vasetti di anguilla
e le loro canalette dirigendosi verso la costa occidentale,
dalla parte opposta dell'isola del Sud. Non si sarebbero
nemmeno avvicinati alla sua terra.
Joseph torn sui propri passi verso la sala da t dove aveva
lasciato Lilian. Non si sarebbe dato la pena di cercare un
alloggio. Avrebbe semplicemente pagato la proprietaria del locale
perch lasciasse dormire l sua madre, e senza dubbio lei
avrebbe accettato se la mancia fosse stata adeguata. Quanto
a lui, non gli importava dove dormiva. Pens che si sarebbe
potuto sdraiare in un posto qualsiasi e riposare, proprio come
aveva fatto quando stava costruendo Cob House, ascoltando
le storie sui cacatua alla luce del fuoco, con il capo appoggiato
nell'incavo del braccio.

II.
Era il periodo dell'anno in cui si bruciava la gramigna
mazzolina. Anche se per un po' i terreni sarebbero stati nerastri e
davvero brutti a vedersi, il fuoco avrebbe chiamato alla vita
germogli nuovi e succulenti e per una breve stagione la piana
grigiastra sarebbe stata punteggiata di verde.
Dorothy Orchard aveva detto a Harriet che adorava appiccare
i fuochi e vedere le fiamme che si alzano cos docilmente.
Le confid che accendeva sempre i fal al crepuscolo,
e li guardo finch non diventano braci nell'oscurit. E poi,
purtroppo, col vento arriva un odore di carne arrosto e sono
tutte le cavallette e le lucertole abbrustolite dalle fiamme. Ma
persino questo, lo trovo emozionante.
Rimasta sola con il cane, Lady, dopo che Joseph e Lilian
erano partiti per Christchurch, Harriet delimit una zona da
bruciare sotto i nuovi ripari di mattoni crudi per gli animali
e il laghetto finito per met. Persino ai maiali aveva detto
Dorothy piace molto mangiucchiare i germogli verdi e gli fa
bene, quindi anche voi potreste bruciare la vostra mazzolina
bench non abbiate pecore. Per non scegliete una giornata
di vento forte.
Quel giorno di novembre era mite, quasi tiepido. Harriet
attese finch il pomeriggio cominci a scivolare verso la sera
e poi inizi ad accendere i moccoli. Da qualche giorno non
pioveva e la mazzolina era secca e friabile. I fuochi presero
vita alla prima fiammata, nove o dieci piccoli fal che divoravano
l'erbaccia sbiadita man mano che avanzavano e si
aprivano a ventaglio e si univano e si dividevano e tornavano
a unirsi, correndo a valle veloci come al piccolo galoppo.
Harriet pens che non aveva mai visto fuochi dall'aria cos
soddisfatta. La fecero sorridere: fuocherelli, per impegnati
e scrupolosi.
Lady abbai alle piccole fiamme e, credendole vive, le avrebbe
inseguite come gi sapeva inseguire le pecore, ma Harriet
la tenne al guinzaglio vicina a s e insieme seguirono le fiamme
da lontano mentre l'aria iniziava a riempirsi di fumo. Come
Dorothy, Harriet si stava godendo quel compito, e tanto
pi perch era sola con il cane e Joseph e Lilian erano lontani
e lei poteva fare quel che le pareva. Sebbene l'area dell'incendio
fosse ben delimitata dal ruscello e dal terreno arato,
lei aveva deciso di sottoporre alle fiamme un indovinello: sul
loro percorso c'era una dracena, pi alta di un uomo, con foglie
a coda di drago di uno straordinario verde lucido contro
la tinta opaca della piana.
Cos'avrebbero fatto i fuochi? Avrebbero girato intorno all'albero
per proseguire con il loro compito di bruciare la gramigna,
oppure l'albero si sarebbe dimostrato irresistibile? Il
fuoco ci si sarebbe arrampicato sopra, poco alla volta, e l'avrebbe
divorato?
Harriet attese, vigile. Lanci un'occhiata a Lady e vide che
gli occhi ambrati del cane avevano assunto uno strano bagliore
mentre la luce del giorno si esauriva nel cielo. E sembr
a Harriet che la cagnolina riuscisse gi a percepire il suo
stato d'animo e ad accordare il proprio modo di essere con
quello di lei.
Il fumo restava basso sulla valle, di modo che la cima della
dracena si vedeva appena sopra la cortina quando le prime
fiamme giunsero ai suoi piedi. Harriet sapeva che quegli alberi
trattenevano un'acquerugiola densa nei tronchi e pensava
che ci avrebbe allontanato il fuoco. Lo vide che provava a
scalare il fusto, slanciandosi in alto verso le foglie gigantesche
e poi ricadendo, mentre sul terreno i fuocherelli operosi tutt'intorno
all'albero s'affrettavano nella corsa. Poi, per qualche
istante, la direzione del vento vir appena verso occidente e il
fumo oscur l'albero. Sarebbe bruciato o avrebbe resistito?
Harriet pens al fatto che uomini e donne, bench lottino giorno
e notte per domare il mondo e farlo proprio, ugualmente
bramano di vedere manifestazioni fortuite e selvagge e di meravigliarsene
e di portarne con s il ricordo.
L'albero cominci a bruciare. Un'unica fiamma sembr attraversarlo
tutto, lo spezz come una lancia e quando quella
lancia di fiamma arriv alle foglie, esplose come una fontana
di fuoco giallo. Contro il cielo che si oscurava quella fontana
era un fulgore colossale, un fulgore biblico, e sia Harriet che
Lady tremarono davanti a quella meraviglia.
Pi tardi, nel buio, vennero due nestori a banchettare con i topolini
e le lucertole arrostiti. Harriet, che era uscita con il lume
per accertarsi che l'incendio fosse estinto, li sent battibeccare
e poi li guard scegliere il proprio pasto fra le ceneri
della valle.
Li osserv per molto tempo, concentrata sulla loro estraneit.
Poi entr in casa e cominci a tagliarsi i capelli.
Le chiome che si tagli via sapevano di fumo e lei pens a
come, nelle ore appena trascorse, sola con il cane, si fosse sentita
completamente felice e che tutto nel mondo intorno a lei
le era sembrato bellissimo. Ed era questo che desiderava tanto
conservare, la sensazione di un mondo bellissimo. Tagliandosi
i capelli, credeva, si stava preparando a ci che sarebbe
venuto con la stagione nuova, di modo che avrebbe visto
tutto con chiarezza, proprio come aveva visto la dracena
che bruciava.
Ma quel tutto" non aveva a che fare solo con ci che Harriet
chiamava il mondo bellissimo; comprendeva anche qualsiasi
cosa Joseph stesse facendo in segreto.
Era scesa al ruscello. Aveva trovato la sua padella, sepolta
sotto la ghiaia. Era l e aveva fissato i cumuli di terra sul bordo
del torrente. Era sconvolta all'idea che Joseph la credesse
cos stupida da non dedurre cosa lui stesse facendo. Si era infuriata:
non perch lui stesse frugando il suo ruscello in cerca
d'oro, ma perch lo stava facendo in quel modo, fingendo
di scavare il canale verso il laghetto e di posare un fondo di
ciottoli per le trote.
Cosa gli aveva fatto decidere di mentire in proposito? Aveva
forse trovato dell'oro? C'era cos tanto lavoro da fare alla
fattoria che di certo Joseph non se ne sarebbe lasciato distogliere,
se non da una scoperta che l'aveva colto di sorpresa
e alla quale non aveva saputo resistere. E poi, per ragioni
che Harriet non era in grado di comprendere ma che potevano
aver a che fare con l'egoismo che vedeva in lui, o con
una vera e propria abitudine alla menzogna che lui magari
neanche riconosceva in se stesso, aveva deciso di tenere tutto
segreto.
Gli scavi al ruscello erano orribili a vedersi. Avevano qualcosa
di osceno. Ma mentre Harriet li contemplava, pens che
forse non erano pi osceni dei rovelli che lei nascondeva nella
mente e nel cuore riguardo a Joseph. Perch giorno dopo
giorno, lei gli teneva segreto il suo disamore. Si accumulava
dentro di lei. Alle volte, quel che sentiva non era neanche mancanza
d'amore: era un odio dei pi neri. E sebbene lottasse
per celarglielo, forse non otteneva risultati migliori di quanto
facesse lui con quegli evidenti mucchi di terra. Durante la notte,
spesso lei si svegliava alla prima luce e lo trovava che la
guardava fisso, con gli occhi vicini ai suoi e le lenzuola strette
in pugno. Sapeva che lei non lo amava? Capiva anche troppo
bene che lei amava quel deserto in cui l'aveva portata, ma
non lui?
Harriet si scrut il viso allo specchio. Pens che sembrava
pi largo, ora che si era tagliata i capelli; che ogni espressione
era esagerata, pi trasparente. Certo di l in poi sarebbe stato
pi facile per Joseph leggerle in volto.
Dopo aver spazzato i capelli dal pavimento e averli gettati nella
cucina economica, Harriet si mise alla ricerca della scatola
da t scomparsa. Stava anche cercando l'oro di Joseph.
A uno a uno spost tutti gli oggetti di cucina, ogni padella,
barattolo e sacco, ogni vaso di vetro e brocca di ceramica, ogni
sacchetto e ogni pezza di mussolina piegata. Erano tutti puliti,
asciutti e vuoti e lei li rimise esattamente dove li aveva trovati.
Si ferm in mezzo alla cucina con lo sguardo fisso. La
sua candela ardeva con una fiamma regolare. Lady dormiva
davanti al fuoco.
Prese la candela e si spost nella camera da letto di cotonina.
Si sdrai sul pavimento di terra e scrut lo spazio nero
sotto il letto. Tir fuori un paio di stivali di Joseph e li vide ancora
sporchi di fango del ruscello, che asciugandosi era diventato
bluastro. Infil una mano in ciascuno stivale e rabbrivid
all'idea di sentire una traccia del calore dei piedi di Joseph,
ma gli stivali erano vuoti. Harriet li rigir, esamin il
fango avvicinando la fiamma della candela alle suole e tent
di vedere se per caso vi avesse aderito qualche scaglia di polvere
gialla. Ma non c'era nulla e li rimise nel riquadro oscuro
sotto il letto. Poi si avvicin al vecchio baule dove Joseph teneva
i suoi pochi effetti personali e apr piano il coperchio.
Non aveva mai guardato in quel baule. Sapeva che Joseph
non aveva portato molto con s in Nuova Zelanda; solo abiti
e libri, e forse qualche oggetto che era appartenuto a suo padre.
E poich lui possedeva poco, lei riteneva che avesse il diritto
di tenere quel poco chiuso a chiave. Persino ora, Harriet
esitva all'idea di rovistare nel baule. S'inginocchi con una
mano sul coperchio, cercando in fretta una traccia della scatola
da t senza per trovarla. Ma sapeva anche che stava memorizzando
il contenuto della cassapanca e la disposizione
esatta delle cose, cos da poter tirare fuori tutto e poi rimetterlo
dentro esattamente come l'aveva trovato.
Cerano gli abiti di Joseph con le loro tasche logore e i colletti
consunti. Cerano una Bibbia, un innario e un volume di
poesie di Andrew Marvell, un altro di William Wordsworth e
una carta geografica del mondo. C'era un libro sulla pesca rilegato
in cuoio, che era coperto dalla calligrafia di Joseph e
riportava pi che altro annotazioni deludenti: "Stagione magra.
Fiume basso. Freddo cane. Niente efemere. Pesci
molto schizzinosi. In una scatola di legno c'era una piccola
pistola intagliata e Harriet si prese molto tempo per esaminarla;
guard persino dentro la canna per vedere se non vi fosse
nascosto qualcosa.
Sul fondo del baule erano posate le canne da pesca di Joseph
e in un astuccio di vetro le esche fatte a mano, ciascuna
etichettata nel suo piccolo compartimento: Ninfa azzurra, Ninfa
segatrice, Esca Lunn. Harriet alz il coperchio dell'astuccio
e guard le esche, che rappresentavano insetti di un fiume inglese
e non avrebbero ingannato nessun pesce ad Aotearoa,
per pens che era ingegnoso il modo in cui imitavano gli animaletti,
e le trov stranamente belle. Harriet stava per rimettere
a posto la scatolina quando si accorse che uno dei minuscoli
compartimenti conteneva non un'esca per pescare, ma
un ricciolo di capelli. Prese in mano il riccio bruno e lo guard:
un ricordo cos prezioso per Joseph che lo aveva nascosto nell'astuccio
delle esche per portarselo in Nuova Zelanda.
Harriet si sent mancare il fiato. Valut l'idea di bruciare il
ricciolo proprio come aveva appena bruciato i suoi capelli, di
bruciarlo per punire Joseph, per fargli sapere che conosceva
il suo segreto. Ma in verit, non lo conosceva e non voleva conoscerlo.
Cap che non c'era niente da fare con il ricciolo, salvo
riporlo dove l'aveva trovato.

III.
Le proprietarie della sala da t acconsentirono a ospitare Lilian
per la notte, ma spiegarono che le tre camere erano gi
occupate e che lei avrebbe dovuto dormire nel salottino sul retro
della sala da t vera e propria.
Il salottino era scuro e stretto e non conteneva molto se non
una credenza e un divanetto cos imbottito che pareva dovesse
scoppiare sotto la minima pressione di un peso umano. Lilian
si figur come quella cosa ridicolmente imbottita le avrebbe
fatto rimbalzare le ossa da una posizione all'altra, per tutte
le ore dell'oscurit, senza farla mai riposare. Si lasci sfuggire
dal petto un profondo sospiro di raccapriccio. La giornata
era stata tremenda: il lungo viaggio sul calessino, poi l'incontro
terribile con la signora Dinsdale... e adesso la notte prometteva
di essere anche pi feroce.
Ma non aveva scelta. Le era stato detto che ogni stanza di
Christchurch era occupata da gente che attendeva il passaggio
verso Nelson e la costa occidentale a bordo della Wallabi.
Erano occupate anche le stanze che non erano neppure
stanze. La gente alloggiava in stalle e magazzini, in soffitte
e sgabuzzini, cantine, bagni pubblici e spacci di bibite. Alle
parole bagni pubblici e spacci Lilian si fece vento coi guanti
e inform le sue ospiti che sarebbe stata lieta di approfittare
del tragico divanetto. Per fortuna disse non sono molto
alta. Mio marito era alto aggiunse senza alcun motivo
plausibile (e Roderick Blackstone non era particolarmente
alto) ma io no.
Joseph compr un sacco di fieno per il somaro, poi cen
con Lilian e le proprietarie della sala da t e queste gli mostrarono
la trapunta di seta che avrebbe coperto sua madre
mentre dormiva, come se si trattasse di un pezzo pregiato che
stavano pensando di donare al museo cittadino.
La cena fu un magro pasto di costolette di montone e sottaceti,
e con quella roba nello stomaco Joseph le lasci e se ne
and incontro alla notte. L'asino era fuori in strada, fra le stanghe
del carretto, e masticava triste il suo fieno.
Joseph si diresse a piedi verso la parte a nordovest della citt,
di dove erano venuti, sulla strada verso Okuku. Non voleva
stare in mezzo alla folla degli aspiranti cercatori d'oro diretti
verso Lyttelton. Non voleva sapere da nessuno che nel fiume
Hokitika cerano quantit strabilianti di colore che li attendevano,
n sentire in che modo le vite sarebbero cambiate e le
fortune si sarebbero accumulate; voleva stare solo e quieto e
sognare i suoi sogni.
Poi, lungo la strada, una stanchezza terrificante s'impossess
di lui. Si sentiva le gambe come se avesse fatto il giro del
mondo, dalle Alpi all'Oriente. Avrebbe voluto trovarsi sdraiato
accanto al fuoco, con il sospiro dei faggi sulla collina vuota
e la sua visione di Cob House ancora incontaminata dalla
realt.
Da lontano vide un fienile e pens che sarebbe entrato l e
si sarebbe coricato. Non gli importava se non c'erano paglia
n fieno. Aveva il mantello. Si sarebbe coperto con quello e si
sarebbe addormentato subito. Mentre si avvicinava al fienile,
per, sent abbaiare e uggiolare in modo concitato e cap che
l dentro c'erano cani; non i collie che usavano gli allevatori,
ma segugi piuttosto affamati a giudicare dai versi, del tipo che
i contadini cacatua tenevano per uccidere i weka e i pukeko e
per il riporto dei piccioni. Cos Joseph rasent il capannone,
bevve da un barile d'acqua ma non entr; si sistem contro il
muro del fienile, all'ombra del tetto, e guard la luna che scivolava
dentro e fuori le nuvole.
Sent i cani per tutta la notte; talvolta vicino a lui che raspavano
le pareti del loro ricovero, talvolta in sogno. Sapeva
che l'avevano fiutato, quell'invasore umano. Ululavano perch
si era ostinato a rimanere l, schiacciato contro il muro, e lui
pens che gi da qualche tempo sentiva quella stessa furia canina
nella testa: furia contro se stesso, furia per il passato che
si era guastato e per la propria sfacciata convinzione che si
poteva ricominciare tutto da capo.
Si svegli alle prime luci dell'alba, quando finalmente i cani
si erano chetati e il pallore grigio del cielo era steso come
un lenzuolo che non ondeggia al vento. Cammin avanti e indietro
sull'erba bagnata per sgranchirsi le membra e poi si mise
a cercare qualcosa per colazione prima di fare il suo giro
di acquisti per la fattoria.
Bench fosse fiero di essere un uomo che di rado pativa il
freddo, si ritrov a tremare lungo il percorso a ritroso verso
Christchurch. Altri uomini si unirono a lui lungo la strada, ciascuno
camminando in disparte e solo, come fantasmi senz'ombra
nell'alba nuvolosa. E sebbene Joseph tenesse il capo chino
e non attaccasse discorso con nessuno, not che le facce di
quella gente erano esangui, come se fossero stati persuasi a
prendere la via dell'esilio da parenti inglesi o scozzesi stanchi
di loro e a cui non importava nulla di quel che gli sarebbe successo,
purch non tornassero mai pi. E loro adesso tentavano
di mettersi in mare verso la costa occidentale, dove non
esisteva un porto sicuro, dove una nave dopo l'altra si era incagliata
nelle secche sabbiose e a centinaia erano annegati tra
i flutti violenti. Nella loro solitudine e determinazione questi
erano uomini che non avevano niente da perdere, ma Joseph
non si permetteva di compatirli perch vedeva se stesso come
uno di loro.
Si strinse il mantello contro il petto e si mosse con loro verso
l'attimo seguente, verso la prossima ora del giorno che arrivava
a grandi passi.
Da Hudsons Utilities, un grande emporio cavernoso che odorava
di pula, Joseph vide che le consuete scorte di sementi e
utensili agricoli erano state spinte in fondo al negozio da una
grossa consegna di attrezzi per i cercatori d'oro.
Pass lentamente lungo una schiera di tegamini, picconi,
badili, coltelli, stivali, cappelli, borracce, secchi e tende. Si
ferm e si mise a fissarli. Poi un cartello scritto a mano attir
la sua attenzione: Cambiate la sorte con questo crivello! Sotto
il cartello stava un aggeggio fatto di legno e ferro, a prima vista
non dissimile da uno slittino, che si proclamava La sola e
unica Canaletta dell'Otago. Joseph vide subito che si trattava
di un oggetto davvero ingegnoso.
Era costituito da una sezione superiore, un vassoio fatto di
stecche metalliche, che si poteva spostare manualmente avanti
e indietro (un po' come si faceva dondolare una culla con la
mano) mentre l'acqua ci scorreva sopra. I sassi e la ghiaia pi
grossa restavano intrappolati fra le stecche e una gran quantit
di sabbia fine veniva dilavata dal flusso dell'acqua. Ma sotto
le stecche c'era una scatolina bassa, foderata di tela di sacco
ripiegata, e qualunque grano piccolo ma pesante sarebbe
caduto l sopra. Con una canaletta del genere si potevano lavare
gran quantit di terriccio, e poi spigolare accuratamente
la tela. E tutto il precipitato sarebbe rimasto nel sacco, trattenuto
dalle pieghe. Se nelle scorie dilavate c'era oro, lo si sarebbe
trovato l.
Joseph osserv la canaletta dell'Otago per un bel po' di tempo.
Avrebbe voluto comprarla e caricarla sul calesse, nascosta
sotto i sacchi delle provviste che doveva ancora acquistare. Ma
sent che il mattino fuori si rischiarava. Sapeva che quell'affare
era troppo ingombrante per essere nascosto all'aperto.

 Capitolo 7.
La lenza.

I.
Era quasi scesa un'altra notte quando Joseph torn a Cob
House. Lungo il percorso per lo pi dovette camminare, con
le briglie del somaro in mano e la nuova mucca da latte dietro,
alla cavezza, che dondolava a passo lento. Lilian dormiva
sul calesse, con la testa su un sacco di chicchi di caff, e non
si accorse del sole che calava e del sentiero che man mano spariva
nell'abbraccio del crepuscolo. Quando arrivarono alla fattoria,
si svegli e chiese: Che ore sono, Roderick?.
Da sudovest spirava un vento secco. Harriet aveva lavorato
tutto il giorno a un bucato di lenzuola e strofinacci, camicie,
mutandoni e sottovesti cos da poterli stendere all'aperto
prima che il vento cambiasse idea. Le sanguinavano le nocche
e not un principio di eritema che si affacciava tra le dita
delle mani. Passare i panni al mangano era l'unica parte che
le piaceva, nella fatica del bucato; il resto era un purgatorio.
Mentre insaponava, batteva e pestava gli indumenti sudici si
era chiesta ad alta voce quanta parte della vita era fatta di ripetizioni.
Nei suoi lunghi anni da istitutrice, era la ricapitolazione
anno dopo anno delle medesime nozioni storiche o
matematiche che a volte le aveva messo voglia di urlare.
La notte, quando Joseph si sdrai accanto a lei, gli prese la
mano.
Lui gir la testa, la guard e disse: Non vi sareste dovuta
tagliare i capelli.
Harriet rimase immobile e replic: L'ho fatto per vederci
chiaro, nient altro. E ora vedo perch state scavando, gi al
torrente.
Sent il corpo esausto di lui irrigidirsi, per Joseph non disse
nulla, si limit a distogliere lo sguardo.
Lei disse: Mi rendo conto che ciascuno di noi serba qualche
segreto, Joseph, ma credo che l'oro sia una cosa troppo
pesante da nascondere.
Attese. Immagin i panni stesi che ondeggiavano alla luce
della luna, come fantasmi.
Dopo molto tempo, Joseph disse: L'oro non c'.
Lei non gli credette. Disse: Tuttavia voi continuate a cercarlo.
Cosa vi spinge a proseguire?.
Ho visto... una cosa che pensavo fosse il colore. Del pulviscolo.
Se avessi fatto una scoperta vera e propria, ve l'avrei
detto.
Dov' questo pulviscolo?
Sent che lui s'irrigidiva di nuovo. Poi tolse la mano dalla
sua. Portato via dalla corrente.
Dunque da tutto il vostro lavoro non avete ricavato nulla?
No. Niente. E ora so che cercare qui  stato uno sbaglio.
L'oro  sulla costa occidentale.
E anche a sud, sull'Arrow. Cos mi ha detto Dorothy.
L'Arrow  finito. Tutta la regione dell'Otago  finita. Dicono
che solo i cinesi sono rimasti l, a spigolare gli scarti.
E tuttavia, se c'era oro nell'Otago e adesso ce n' sulla costa
occidentale, magari ce ne anche nel nostro ruscello. Magari
si trova oro dappertutto, in Nuova Zelanda.
Joseph giacque immobile e silenzioso. Era stanco morto.
Non voleva subire un interrogatorio. Chiuse gli occhi e preg
che il sonno lo cogliesse prima che Harriet dicesse un'altra
parola.
Aveva appena iniziato ad altalenare dolcemente fra la coscienza
e il buio che un rumore lieve arriv fino a lui da dietro
il muro di cotonina e cap che Lilian aveva gridato. Cosa
succede? disse Joseph senza muoversi. Ma non gli rispose
nessuno.

II.
Adesso stava davvero arrivando l'estate.
La mazzolina era tenera e lucente. La mucca, che non aveva
nome, vagava per la piana e brucava senza posa, e dava latte
abbondante, denso di panna.
Quando Harriet trov le lumache che strisciavano sulle sue
prime lattughe, le raccolse in un secchio e le diede da mangiare
ai maiali, che le sgranocchiarono deliziati facendola sorridere.
D'un tratto, si accorse che non solo i maiali ma anche
tutto il resto stava cominciando a rifiorire. Stava uscendo persino
il grano che Joseph aveva seminato nei suoi campi irregolari;
un po' esile e rado ma ben presente, creste verde pallido
sulle quali il sole andava e veniva secondo il capriccio delle
nubi.
Harriet piantava e zappava. Dorothy Orchard le aveva regalato
piantine di fragola e arbusti di ribes e uva spina. Tagli
dei rami dall'albero di ti-ti della boscaglia e ne fece un'impalcatura
per i fagioli. Gli steli delle cipolle sembravano fontane
verdi e diritte contro il nero della terra. Nell'appezzamento
delle patate cominciarono a fiorire boccioli bianchi. Colse le
prime carote ed erano cos dolci da potersi mangiare crude.
D'improvviso dall'orto veniva un profumo che certe sere a Harriet
ricordava l'Inghilterra. Era il profumo di qualcosa che aveva
cominciato a diventare permanente.
Per la prima volta non avevano pi freddo a Cob House, e
spesso pranzavano con la porta aperta, di modo che il sole
asciugasse il pavimento di terra battuta. Sentivano il cicaleccio
dei grilli sulla piana, e canti di uccelli che ancora non riuscivano
a identificare. Su un cespuglio di lino sotto una delle
finestre cominciarono ad aprirsi boccioli color arancio. Quando
cadeva la pioggia, era abbondante e tiepida.
Lilian tir fuori la macchina da cucire e cominci a fare delle
tende con una pezza di tela azzurra che aveva comprato a
un prezzo davvero vantaggioso dalle proprietarie della sala da
t di Christchurch dove aveva passato quella notte sul sof. Chinava
il capo cos vicino alla macchina che col naso appuntito
quasi toccava la N della scritta SINGER, mentre le sue mani candide
guidavano la stoffa in quelle cuciture perfette di cui era
stata tanto fiera nei giorni di Parton Magna, quando aveva confezionato
fodere di broccato verde per le sedie.
Il fatto che non ci fosse nulla a cui attaccare le tende preoccupava
Lilian solo marginalmente. Era decisa ad assillare Joseph
finch lui non avesse trovato un rimedio all'assenza di
aste e anelli. Gli ricord che tutta questa impresa si affida all'ingegno
e gli disse che non gli avrebbe dato pace finch non
avesse fissato le aste al muro. Sei tu che hai fatto le finestre
aveva aggiunto irosa, come se quel supplemento fosse stato in
qualche maniera avventato e superfluo.
Nel mezzo di un'ondata di caldo venne Natale. Lilian sperava
in un invito a Orchard House, di modo che la giornata potesse
comunicare una sensazione di abbondanza e grazia e
che i piatti sporchi venissero affidati alle cure di Janet, ma
per Natale gli Orchard invitavano solo le persone che lavoravano
all'allevamento di ovini e non avevano spazio per nessun
altro.
Harriet decor la cucina in modo semplice. Inchiod pezzi
di spago ben tesi appena sotto il soffitto e dietro quegli spaghi
infil bracciate di felci verdi e le sistem per un verso e
per l'altro come ghirlande. Il profumo delle felci era pungente
e non spiacevole, osserv Lilian. Lei invece confezion
nastri con la sua pezza di tela azzurra e li leg in fiocchi lungo
gli spaghi. Quei nastri, inoltre, si rivelarono la soluzione
adatta per appendere le tende. Joseph fiss aste di legno di titi
sopra le finestre e le tende vennero allacciate lass.
Ci vuole un bel po' a tirarle disse Lilian ma non credo
che importi poi molto. Il tempo  l'unica cosa che abbiamo
d'avanzo.
La mattina di Natale, la cucina di Cob House assomigliava
a una stanza vera e propria come e pi di quanto avrebbe
mai potuto, e mentre rincalzava il fuoco sotto i fornelli e si
preparava a cuocere due anatre selvatiche, Harriet si concesse
di provare orgoglio per tutto ci che avevano fatto. Presto
sarebbero stati in grado di barattare verdura, prosciutti e burro
in cambio di montoni e carbone. Joseph aveva cominciato
a parlare di comprare un cavallo e Harriet sognava quel cavallo
mentre lavorava. Sarebbe andata con lui verso le montagne.
Avrebbe visto i pappagallini con la cresta rossa che volavano
nella foresta.
Mentre insaporiva le anatre sfregandone la pelle col sale
e richiudendola dov'era stato il collo, Harriet si ramment
degli aironi sull'etichetta della scatola di t e poi della scatola
stessa, che non aveva pi ritrovato. Il segreto di Joseph,
la sua ricerca dell'oro, adesso era venuto allo scoperto, ma il
suo no.
Riteneva che non avesse senso torturarsi con quelle faccende
e tuttavia le entravano e uscivano dalla testa tutti i
giorni, di solito verso sera, come corvi che si radunano al tramonto.
Desiderava tanto confidarsi con qualcuno. Pensava
che forse ci che voleva sentirsi dire era che quasi ogni vita
era disposta in quel modo, intorno a un vuoto dove ci sarebbe
dovuto essere amore e non c'era, e che perci la sua
situazione era comune.
Si chiese se magari Dorothy Orchard le avrebbe confessato
di non amare Toby, dicendo qualcosa come: Va benissimo
cos, Harriet. Anzi  addirittura meglio, perch l'amore
rende le persone folli e temerarie. Davvero,  meglio starne
alla larga.
Per Harriet immaginare quella conversazione era consolante,
ma non pensava che si sarebbe mai verificata perch
era convinta che quel che vedeva, quando si recava a Orchard
Run, fosse proprio il contrario, cio la passione di Dorothy per
Toby. Quando lei sentiva il suo vocione nel vestibolo, l'urlo
stentoreo Doro! Doro!, le mani le volavano ai capelli sempre
scompigliati e cercava di sistemarli in qualche modo, e
quando lui entrava nella stanza le labbra di lei si aprivano al
sorriso, come se fosse stato l'unico uomo nel mondo intero a
divertirla.
Harriet si scopr a invidiare Edwin, che in segreto parlava
con Pare e poteva dirle tutto ci che gli passava per la mente.
Fantastic che fosse quello ci che desiderava a sua volta: un
incontro con un estraneo rivestito con un mantello di piume.
Nel frattempo cucin le anatre e tutti e tre si sedettero
per il pranzo di Natale, con le tende azzurre che schermavano
il sole e le felci che odoravano di terra. Non si scambiarono
regali. Quando la luce nella stanza si fece pi fioca
e fresca, Lilian cant per loro. Ges abita la mia anima. Astro
del ciel.

III.
Cominciarono a desiderare la pioggia.
Giorno dopo giorno soffiavano venti caldi da nord e dalla
terra arata si levavano mulinelli di polvere e il grano cominci
ad avvizzire.
Abbiamo il torrente disse Joseph. Dobbiamo scavare nuovi
canali per l'acqua e inventarci un sistema d'irrigazione.
La terra sotto la gramigna era dura. Joseph progett la direzione
dei canali e loro provarono a seguirli passo passo, ma
le distanze erano cos grandi che era difficile immaginare la
fine di quell'impresa. Harriet scrisse al padre: Adesso la nostra
 una vita di scavi. Scaviamo dall'alba al tramonto e per
tutto il tempo sopra di noi il cielo  azzurro e vuoto.
L'orto prosperava perch Harriet riusciva ad annaffiare le
verdure con secchi e bidoni che riempiva al limitare del ruscello.
Raccoglieva qualunque cosa per i maiali e i polli, qualunque
lumaca e verme, tutti gli steli soffici delle carote, tutti
i gambi di cipolla e le foglie di lattuga guaste.
Accanto alla sua carriola sedeva Lady, che dimenava la coda
nera e osservava le mani attente di Harriet e quando portavano
gli scarti dell'orto ai maiali Lady sfrecciava intorno agli
animali e li riuniva in un gruppo ordinato come fossero un
gregge di pecore. Lady non era pi un cucciolo e Harriet scrisse
a Henry Salt:
Lady corre pi veloce della polvere. Da quei poveri campi se
ne alza un pennacchio e vola via verso le colline, tutto dorato
nel sole. Poi Lady lo vede e lo insegue e io non credo ai miei
occhi, perch talvolta  pi veloce del vento.
Una sera, tardi, quando Harriet aveva quasi finito di innaffiare
le verdure, Lady cominci ad abbaiare. Harriet alz lo sguardo
e vide due uomini che uscivano da dietro i faggi verso il
torrente. Uno dei due spingeva un carretto, colmo di oggetti
personali, e le ruote del carretto scricchiolavano; un rumore
fastidioso ed estraneo nel silenzio della valle.
Sentendo il cane gli uomini guardarono verso Harriet. Erano
quasi arrivati al torrente e Harriet li vide esitare, ma la sete
li spinse avanti cos che raggiunsero l'acqua, si accucciarono
e bevvero.
Lady cominci a correre verso di loro e lei sent uno dei
due urlare: Attento! Il cane sta venendo qui!.
Harriet cominci a risalire la collina chiamando Lady. In
tutti i mesi che avevano passato l, mai nessun forestiero aveva
attraversato la loro terra e Harriet sarebbe stata pi contenta
di affrontarli con Joseph al suo fianco, ma Joseph era
lontano, al laghetto, e cos lei non ebbe altra scelta che proseguire;
si pul le mani nel grembiale e avanz spavalda negli
stivali impolverati. Lady non voleva tornare da lei, ma non arriv
proprio davanti agli uomini: si limit ad accovacciarsi un
po' discosta, abbaiando e ringhiando. Harriet la raggiunse e
le mise una mano sul collare e la calm. Gli uomini rimasero
accanto al carretto. Portavano cappelli a tesa larga per ripararsi
dal sole e perci le facce erano in ombra.
 il vostro terreno, vero? disse uno dei due. Per possiamo
bere un po', vero, signorina?
Harriet non veniva pi chiamata signorina dai tempi in
cui faceva l'istitutrice.
Pens che, proprio allo stesso modo in cui lei si chiedeva
chi fossero quegli estranei, loro si stessero domandando cosa
ci faceva una donna sola l sulla piana.
Certo, potete bere disse lei. Ma temo che vi siate persi.
Siete molto lontani dalla strada.
Il pi giovane dei due guard l'altro, che aveva parlato e
che aggiunse: Una scorciatoia. Che arriva fino alla carraia di
Amberley. Ma siamo troppo a ovest, vero?.
Harriet non era mai stata ad Amberley, ma sapeva che era
abbastanza lontano da l, verso il mare.
Se proseguite in questa direzione, arriverete alle montagne...
Ce ne siamo accorti, vero, Bunny? Abbiamo visto che saremmo
rimasti bloccati.
Harriet guard il carretto, stracolmo e coperto di tela di
sacco. Il pi anziano si asciug il collo con un cencio e disse:
Le chiederemmo dell'olio, se potessimo. Se ne avesse un
po'....
Un po' d'olio?
Per quelle ruote disgraziate. Hanno appena cominciato a
scricchiolare cos. Giusto per torturarci.
Signors disse il pi giovane. Roba da abbandonare il
carretto.
Per non possiamo disse l'altro.  la chiave della nostra
fortuna, vedete? Se ci rincontrerete di qua a un po', che veniamo
dall'altra parte, saremo ricchi.
Lady aveva smesso di abbaiare e aveva cominciato a mugolare,
frustrata perch non le era permesso avvicinarsi a quegli
uomini, annusarli, radunarli...
Bel cane, un collie disse l'uomo pi giovane. Anche a
me piacerebbe averne uno.
Harriet strinse il collare di Lady.
Ma sui giacimenti i cani non sono permessi disse il pi
anziano con un sogghigno. Solo bastardi umani!
Sui giacimenti? disse Harriet.
Agli scavi. Non avevate indovinato dove eravamo diretti?
Amberley.
La strada carrozzabile. Porta fino all'Hurunui o in quei
pressi. La gola del Waitohi. Poi, ognuno per s. Oltre il valico
comincia la discesa, ma dicono che quella  la parte peggiore.
Dicono che la discesa ti gela l'anima.
A quel punto Harriet li guard ammirata. Stavano pensando
di affrontare le montagne, lungo tutto il percorso fino
alla costa occidentale. Non avevano niente, a quanto pareva,
niente cavalli, niente fucili, solo un carretto a mano. Avrebbero
affrontato "la scalinata dell'inferno ed erano convinti
che sarebbero sopravvissuti.
Venite a casa disse Harriet. Olieremo le ruote del carretto
e potrete mangiare qualcosa con noi prima di ripartire.
Si chiamavano Hopton Fellwater e Bunny McGee. Hopton poteva
essere sui cinquanta e Bunny circa di quindici anni pi
giovane, ma erano venuti insieme da Peebles sul confine scozzese,
giacch non abbiamo moglie n figli. Dissero che erano
arrivati troppo tardi per gli scavi nell'Otago, dove non c'
rimasto nulla salvo un pochettino di colore pallido lungo il
Clutha, ma avevano sentito che sul Grey e sull'Hokitika c'era
l'oro, quello vero.
Avevano fatto i tosatori in un allevamento di Canterbury e
i facchini ai moli di Dunedin. Avevano vissuto all'addiaccio
ma non gl'importava perch, dissero, questo posto promette
bene. Lo si sente nell'aria.
Harriet scald loro un po' di stufato di montone e Lilian
prepar fagottini di sugna per rimpolpare un po' la carne. La
presenza di forestieri a Cob House in qualche modo rallegrava
l'atmosfera, pens Lilian, anche se si trattava di scozzesi
un po' grossolani. Le piaceva ascoltarne le voci e rise con loro
quando Hopton descrisse una delle baracche in cui avevano
vissuto, all'allevamento: Pareti di assi che facevano passare
l'acqua, e sapete con cosa erano ricoperte? Copie
dell'Illustrated London News. Io per me non ho mai imparato l'arte
della lettura, ma Bunny, lui si sdraiava sulla sua branda e mi
leggeva a voce alta, degli spaniel della Regina e dei motti di
Lord Melbourne!.
E ai giacimenti d'oro, dove vivrete? chiese Lilian.
Gli uomini si strinsero nelle spalle. Bunny si pul la bocca
col tovagliolo di lino che Lilian gli aveva dato. Una corsa all'oro,
signora disse  caos allo stato puro. L'abbiamo visto a
Otago, e quelli erano gli ultimi rantoli della prima febbre. Quindi
uno non pu prevedere dove abiter. Certe notti bisogna
posare il capo su un sasso.
Signors disse Hopton. Proprio cos. Non si pu mai dire.
Potresti stare al calduccio sotto una tenda sul terreno solido
oppure trovarti appollaiato su uno sperone di roccia con
il vento di sudovest che cerca di spingerti all'inferno.
Ci fu un breve silenzio mentre buttavano gi ancora un po'
di stufato, poi Harriet disse: Perch non prendete il mare da
Lyttelton, se la strada attraverso le montagne  cos difficile?.
Se ci diceste che siamo matti disse Hopton non sareste
la prima. Ma per come la vediamo noi, una strada per passare
la sella dell'Hurunui ce.  un percorso infido; dicono che
in certe gole profondissime il sole non ci arriva mai, ma cosa
sono pochi giorni di buio quando si va verso un raggio luminosissimo?
Non possiamo permetterci la nave disse Bunny in tono
piatto. Cos stanno le cose. Il costo di un passaggio cresce
ogni giorno. L'Hurunui  la nostra unica possibilit.
Joseph, che era rimasto in silenzio per tutta la cena, a quel
punto alz uno sguardo ansioso verso i due e loro lo presero
come un segno di solidariet, il che era vero; per c'era anche
dell'altro. Si era reso conto all'improvviso che uomini come
quelli - gente che non sapeva leggere, poveri e straccioni da
tutta una vita - durante la stagione che stava arrivando e prima
che venisse e se ne andasse un altro inverno, avrebbero
potuto superarlo in ricchezze materiali tanto da far sembrare
patetico tutto ci che lui possedeva ora. Sarebbero stati in
grado di comprare la sua fattoria e Cob House e cinque volte
tanto quello che conteneva. Dei giacimenti auriferi si era detto
che erano una grande forza livellatrice della societ, e Joseph
vide ora quanto questo potesse rivelarsi vero perch non
erano i ricchi a immergersi nelle paludi e nei letti dei fiumi e
a rompersi la schiena riempiendo e svuotando canalette dall'alba
al calar della notte; erano uomini come Hopton Fellwater e
Bunny McGee. E alla fine con ogni probabilit uno di loro,
e non lui, sarebbe diventato ricco.
La domanda che Joseph cominci a farsi man mano che la
cena proseguiva era questa: riporre tutta quella fiducia nel suo
torrente era forse un atteggiamento sciocco e ostinato, da parte
sua? Non avrebbe fatto meglio a scordarsi le briciole di polvere
d'oro che aveva trovato l e a seguire la corsa vera e propria?
Lanci un'occhiata a Lilian, la quale, contrariamente a
quanto Joseph si era aspettato, e specialmente dopo la loro disastrosa
spedizione a Christchurch, sembrava del tutto rapita
dai due ospiti. Si chiese se anche lei stesse formulando quell'identico
pensiero, che lui, Joseph, si sarebbe dovuto unire ai
cercatori d'oro prima che fosse troppo tardi, oppure se... e qui
si ferm e guard la madre con maggiore intensit... fosse soloammaliata dall'idea che quella gente stesse per andare incontro
alla morte tra le montagne. Molto spesso Joseph era in
grado di capire con la massima precisione cosa stesse pensando
Lilian, ma non quella sera.
Per dessert sgranocchiarono qualche biscotto al cioccolato
che Lilian aveva fatto due giorni prima e bevvero un bricco
di t, e quando ebbero finito cominciava a fare scuro. Hopton
Fellwater guard verso le finestre ornate con le tende azzurre
e poi verso Bunny, che stava sbadigliando.  ora di andare
disse.
Bunny, obbediente, si alz e cominci a cercare il cappello ma tutti rimasero in silenzio perch non sembrava giusto
che i forestieri se ne andassero in quel modo, sulla piana oscura,
nella notte immensa e senza volto.
Harriet fu la prima a parlare. Perch non attendere fino
al mattino? disse. Non siete d'accordo, Joseph? Poi Joseph
potr darvi le indicazioni per la strada di Amberley...
Oh no disse Hopton non vogliamo darvi tanto disturbo.
Nessun disturbo disse in fretta Harriet. Potete dormire
qui sul pavimento. Lady vi far la guardia.
Io sono d'accordo disse Lilian, e a Joseph il tono di voce
sembr lo stesso di quando a Parton Magna Roderick le riempiva
troppo il bicchiere di cordiale al rum. Assolutamente
d'accordo. Guardate il signor McGee. A malapena riesce a tenere
gli occhi aperti.
Star bene, signora disse Bunny, ma Lilian gli pos una
mano ferma sulla spalla, come se avesse voluto guidarlo verso
una cameretta dei bambini in cui era acceso un lume per
la notte e un carillon gli avrebbe fatto da ninnananna. Voi
avete bisogno di riposo gli disse. Proseguirete domattina.
Harriet, distesa nella stanza di cotonina, li sentiva russare.
Pens che forse solo la gente spensierata russava, perch coloro
che spensierati non erano dormivano di un sonno rattrappito,
col naso sepolto nel guanciale.
Cerc di immaginare che effetto faceva essere Hopton Fellwater
e Bunny McGee, diretti alle vaste foreste ombrose e alle
valli silenti del Taramakau. Non avevano cappotti. Il carretto
che stavano trascinando sarebbe andato in pezzi ben prima
che avessero raggiunto la costa occidentale. E tuttavia, lei
li invidiava. Avrebbero traversato cascate. Avrebbero visto il
sacro martin pescatore. Avrebbero mangiato radici di felce e
pesciolini d'acqua dolce. Avrebbero dormito in grotte di pietra
verde.
Harriet aveva deciso di svegliarsi prima che partissero, per
friggere loro un pezzo di bacon e guardarli allontanarsi oltre
il suo orto, in cammino verso Amberley e la strada carrozzabile.
Ma loro partirono come fantasmi prima dell'aurora. Dietro
di s lasciarono una lieve traccia d'olio sul terreno polveroso,
dalle ruote silenziate del carretto.

IV.
Joseph stava sulla riva e scrutava il laghetto. L'acqua, che dapprincipio
si era mantenuta limpida sopra la ghiaia che aveva
posato sul fondo, adesso era fangosa e i suoi piani di
riempire il bacino di trote della Tasmania erano finiti in nulla. Toby
Orchard gli aveva rammentato che le trote avevano bisogno
di acqua corrente fresca e sarebbero sopravvissute molto poco,
confinate a quel modo. Cos il laghetto era rimasto vuoto.
Sul bordo non erano stati piantati alberi. Era solo un cratere
nel paesaggio.
Stava calando la sera e Joseph vide i moscerini che danzavano
sul pelo dell'acqua, illuminati dalla luce ambrata del
sole. Poi qualcosa turb la superficie del laghetto; piccole
onde circolari s'allargarono un poco prima di sparire. Joseph
fiss il punto dove aveva visto le increspature. Su un fiume,
nel Norfolk, le avrebbe interpretate come il segno di un pesce
che risaliva, e gli venne in mente che quando aveva fatto
scorrere l'acqua dal ruscello per riempire il laghetto, forse
un pesce era stato trascinato dalla corrente e ora nuotava
lentamente in tondo, l sotto. Con occhio da pescatore controll
il movimento della propria ombra sull'acqua e si mosse
piano intorno al laghetto finch l'ombra non gli ricadde
alle spalle. Attese.
Un raggio di sole era ancora intrappolato nelle ali dei moscerini.
Poi ci fu un altro movimento improvviso, un'altra increspatura
sull'acqua, per lui il segno inequivocabile di un pesce
che veniva a mangiare in superficie. E Joseph pens, con
un piacere strano e intenso, che di tanto in tanto la natura
esaudisce oziosamente i desideri di un uomo, per un caso fortunato,
per una congiuntura di tempo e materia che non si
pu prevedere.
Joseph torn a Cob House e la trov vuota. Gi da qualche
tempo Lilian aveva preso ad aiutare Harriet con l'annaffiatura
serale e lui sentiva le due donne chiacchierare piacevolmente
nell'orto. Si sent sollevato all'idea di non dover conversare
con nessuna delle due.
Si diresse al suo baule, lo apr e ne tolse la canna da pesca
preferita e un assortimento di esche. Fiss il riccio bruno tagliato
un tempo dalla testa di Rebecca e per un istante vi avvicin
la mano, poi la ritrasse. Chiuse la cassa e usc, con la
sensazione del sole che gli bruciava ancora addosso mentre
tornava al laghetto.
Non aveva idea di quale esca scegliere. In Nuova Zelanda
era tutto diverso. Leg all'amo una ninfa e cominci a lanciare,
godendosi il movimento familiare delle braccia e il fruscio
delicato della lenza. Si chiese se, da vecchio, la vita gli avrebbe
permesso di stare in ozio e trascorrere i giorni a pescare in
riva a un fiume placido. Ma riconobbe che quelli erano interrogativi
futili, perch il fiume che immaginava era in Inghilterra
e quello era l'unico posto a cui mai avrebbe potuto fare
ritorno.
Si mosse silenzioso verso la sponda illuminata del laghetto,
facendo attenzione alle ombre. La sua abilit a posare delicatamente
l'esca sull'acqua non lo aveva abbandonato. Nulla
si muoveva.
Il pesce che immaginava nelle profondit del laghetto era
d'un azzurro argentato. Pensava che avrebbe avuto una carne
dal sapore fangoso di trota e un peso di tre libbre o forse pi.
Voleva prenderlo all'amo in modo netto, trascinarlo a riva con
destrezza. Si guard attorno in cerca di un sasso per spaccargli
il cranio e sent uno strattone alla lenza. Il cuore gli batteva
forte, per avvolse la lenza pi piano che pot. La tensione
c'era ancora, la canna si piegava per il peso.
Cos poche le cose che ci esaltano.
Siamo morti, come alberi morti. Poi un verde germoglio repentino
si libera...
Mentre dava filo al suo pesce, bench non riuscisse a vederlo,
mentre lo stancava con la sua grande e antica abilit,
Joseph si sent scivolare verso un tempo anteriore e quel fremito
lo scosse. Non voleva addentrarsi l, ma per la prima volta
da quando era arrivato in Nuova Zelanda sent che stava
tornando...
Nella sera dorata la ragazza, Rebecca, gli apparve vivida,
seduta a gambe divaricate sulla sbarra del cancello mentre gli
faceva vedere i suoi stivaletti marroni nuovi di zecca. La vide
che raccoglieva le gonne e l'orlo della sottoveste e metteva in
mostra la lucentezza degli stivali con le belle stringhe nuove,
ma lui gett solo un'occhiata agli stivaletti perch le aveva visto
del sangue sulla sottoveste, una striatura sorprendentemente
rossa di sangue fresco. E fu la consapevolezza che lei
stava sanguinando, che erano i suoi giorni e che lui sapeva di
lei quella cosa intima a eccitarlo. Sent il desiderio d'infilarle
una mano sotto le gonne, fra le sue pezze, e toccare il sangue
che colava l sotto. E poi voleva stenderla a terra sul campo,
proprio l dov'era, vicino alla sbarra di ferro, e metterle una
mano sulla schiena inarcata e tirarsela contro e trovare in lei
uno sfogo, uno sfogo senza conseguenze: perch lei stava sanguinando
e gliel'aveva fatto vedere.
Si rese conto che, a sedici anni, Rebecca Millward era gi
piena di malizia. Aveva scelto di fargli vedere la macchia sulla
sottoveste. E il modo in cui stava seduta l, con le gambe
larghe, sedeva e gli sorrideva con tutti quei denti storti in bella
mostra, e lo adescava... ma quello era il bello; quel sangue
lo avrebbe salvato dalla necessit di amarla...
Joseph rimase immerso nel suo passato per un tempo tale
da accorgersi, quando torn al presente, che gli dolevano le
braccia e la schiena. Attaccato alla sua lenza c'era ancora qualcosa,
ma sembrava che giacesse proprio sul fondo del laghetto
e non si mostrasse mai in superficie, perci la sua idea di
quel qualcosa inizi a cambiare. Anzich immaginarsi un pesce
agile come una trota, vide una creatura nera e ritorta come
un serpente d'acqua. Era spesso e pesante. Lui diede di
proposito uno strattone alla lenza, cercando di liberare l'amo.
Il sole calante spar dietro una nuvola e di colpo l'acqua divenne
piatta e senza ombre. Joseph stratton di nuovo, ma l'amo
rimase dentro. Adesso rimpiangeva di essere andato a prendere
la canna. Desider non aver mai aperto il baule e pens
solamente, con profonda tristezza, al ricciolo che conservava
nella scatolina delle esche.
Continu a strattonare la lenza, cosa che non avrebbe fatto
in nessuna delle sue spedizioni di pesca alla trota. Pens
che doveva sembrare uno sciocco, un pazzo, mentre tirava impotente
quella lenza e desider avere con s un coltello per potersi
liberare. Si guard intorno, come se avesse potuto trovare
qualcosa sulla riva del laghetto per fare il taglio, ma non
c'era niente se non la terra asciutta e la mazzolina gialla scolorata
dal vento di sudovest.
Joseph si mise a camminare avanti e indietro, nella speranza
di liberare la lenza alterandone la direzione, ma anche
la cosa alla sua estremit si muoveva. Adesso Joseph aveva
il viso madido di sudore e si sent il panico nel cuore. Sent
che non sarebbe mai riuscito a essere pi furbo della creatura
che si era presa la sua ninfa. Avrebbe potuto lottarci fino
a notte fonda e quella sarebbe rimasta nel fango del laghetto,
come fosse lei ad attirare lui verso di s, come se d'improvviso
avesse potuto tirare la lenza cos forte da farlo precipitare
in acqua.
Joseph s'inginocchi, pos a terra la canna e raccolse un
segmento della lenza e cominci a strapparla coi denti. La lenza
era fatta di budello e lui sapeva quant'era robusta. Ma l'afferr
coi denti e strapp finch sent che cominciava a cedere.
E la lenza che cedeva aveva un sapore amaro e salato. Gli
fece quasi venire da vomitare, ma resistette e ci rimase aggrappato
finch non sent solamente un filo sottile contro la
lingua. Si strapp infine, e lui sput e guard la lenza che scivolava
sull'acqua e rimaneva un istante in superficie prima di
scomparire.
 
Capitolo 8.
Baratti.

I.
Lilian adesso lavorava sodo nell'orto. Quando gli spinaci che
aveva seminato e poi annaffiato con fiducia si affacciarono a
gruppetti accanto ai suoi stivali, fece scorrere le mani sulle loro
foglie verde brillante e disse: Harriet, ma sapete che hanno
un aspetto migliore di qualsiasi cosa abbiamo mai coltivato
a Parton?. Si sedeva per terra, mangiava carote appena
raccolte con le gonne allargate attorno a s nella luce del sole.
Non si stancava mai di togliere le lumache dalle lattughe
per darle ai maiali. A volte usciva di casa prima dell'alba, cos
poteva sentire il canto dei passeri campanelli.
Lilian Blackstone stava ricostruendo mentalmente la vita
e la morte di Roderick ed era questa ricostruzione "basata su
criteri scientifici che le permetteva di sentirsi pi a suo agio
con il passato e pi rassegnata al suo futuro in Nuova Zelanda.
Tormentata dall'idea di aver trascorso trentacinque anni
sposata a un uomo mediocre e irresponsabile il quale, morendo
di una morte prematura e ridicola, l'aveva consegnata
a un destino insopportabile, Lilian adesso cercava di vedere
tutto ci che riguardava Roderick sotto una luce diversa.
Toby Orchard aveva espresso ammirazione per la sofisticata
padronanza della matematica propria di un sensale di bestiame;
adesso Lilian cap che la matematica, o ci che Toby
aveva definito comprensione di un "linguaggio scientifico, aveva
giocato un ruolo anche negli azzardi di Roderick al gioco.
Lui aveva spesso descritto quegli azzardi come esperimenti.
Talvolta aveva cercato di spiegare alla moglie le regole
della legge di probabilit e la frequente e indiscutibile ricomparsa
dell'unico numero primo pari, il numero due, in una
qualunque selezione casuale di numeri, come quelli assegnati
ai cavalli che entrano nel recinto dei vincitori a Newmarket.
Nelle partite di poker, le diceva Roddy, di rado si liberava
di un due anche di scarso valore, perch il due pu essere
una calamita che attrae due o persino tre repliche di se stesso,
e rivendicava di aver vinto pi di qualche partita confidando
solamente nel Primo Pari.
Ai tempi in cui le aveva spiegato tutto questo, Lilian non
aveva capito una parola, ma adesso vedeva chiaramente che
per lo meno Roderick aveva un sistema e che le sue scommesse
non erano l'impresa tanto casuale che aveva creduto lei. Aveva
sempre affermato di studiare il programma all'ippodromo
e portava sempre con s un taccuino, ricord ora Lilian,
che conteneva pi di cento nomi di cavalli e i loro piazzamenti
nelle varie corse. Lei non ne aveva mai compreso a fondo il
senso. Ricordava di aver detto: Solo perch qualcosa si  verificato
in passato, Roderick, ci non significa necessariamente
che accadr ancora. Ma adesso le era chiaro che aveva fatto
male a essere cos scettica riguardo al suo taccuino dei programmi.
Perch non molto tempo prima che morisse, la fortuna
di Roddy alle corse dei cavalli aveva cominciato a girare
e lui aveva visto quel risultato come una combinazione della
mia fedelt al Primo Pari e della crescente raffinatezza del
mio taccuino dei programmi.
Quel che Lilian scelse adesso di credere era che suo marito
sarebbe riemerso dalla sua melma di debiti, se non fosse
stato ucciso dalla curiosit scientifica. Era sulla buona strada,
si diceva: avrei dovuto aver fiducia nei suoi sistemi. Ci
avrebbe liberati.
Per quanto riguardava la vera e propria causa della morte,
Lilian fece un patto con la memoria: si sarebbe imposta di ricordarla,
di guardarla in faccia, di riviverla per quanto era possibile,
considerando che di fatto lei non era stata presente, purch
fosse stata in grado di inserirla in un diverso schema di
riferimento.
I fatti nudi e crudi restavano: Roderick Blackstone era stato
ucciso da alcuni struzzi in un campo. Quegli uccelli bizzarri
appartenevano a un intraprendente contadino del
Norfolk, che aveva progettato di guadagnare una fortuna con
la vendita delle piume alle modisterie e con l'introduzione
del sapore delicato della carne di struzzo presso i veri buongustai
della contea, compresa Sua Maest la Regina Vittoria
stessa a Sandringham.
Roderick Blackstone era stato invitato a ispezionare quelle
creature che non aveva mai visto prima, e la sua curiosit
era stata risvegliata dalla vista dei colli lunghi, degli occhi sbigottiti
e delle piume ondeggianti. Anzich rimanere dall'altro
lato della recinzione, mentre il contadino si era allontanato
per occuparsi di una pecora intrappolata in un roveto, Roddy
si era infilato nel campo e si era avvicinato agli uccelli.
Curiosi com'erano, gli struzzi lo circondarono immediatamente
e cominciarono a becchettare la sua tuba. Era noto (si
disse in seguito) che erano affascinati dagli oggetti rigidi e lucenti
e senza dubbio ci che Roderick avrebbe dovuto fare sarebbe
stato togliersi il cappello e correre via pi veloce che poteva.
Ma lui non se lo tolse. Mor col cappello in testa. E quella
domanda, perch lui non se lo fosse tolto, aveva perseguitato
Lilian fino quasi a portarla alla pazzia. Di certo Roderick
non poteva essere cos ostinato da credere, mentre la sua vita
era minacciata, che il decoro e le convenzioni gli richiedessero
di tenersi la tuba in mezzo a un campo. Quel concetto era
cos ridicolo che le metteva voglia di urlare per la rabbia.
Non c'era mai stata una spiegazione soddisfacente per la
faccenda del cappello: fino a quel momento. Ma adesso, finalmente,
eccola: semplicemente, Roderick era stato cos curioso
e altruista, da scienziato qual era, riguardo al comportamento
di quegli eccentrici pennuti, che non aveva compreso
le loro intenzioni finch non era stato troppo tardi, finch
uno di loro non gli aveva menato un fendente al viso portandosi
via met del suo naso nel becco lungo e lui era caduto a
terra, urlando di dolore, coperto di sangue, e gli uccelli l'avevano
beccato a morte.
Ora Lilian scelse di vedere che le azioni di Roddy, lungi dall'essere
sciocche, erano state anzi coraggiose. La sua gratitudine
verso Toby Orchard per averle suggerito quel nuovo modo
di pensare a Roderick era travolgente. Sognava di tornare
a Orchard Run e confidare tutto a Toby: il gioco d'azzardo, gli
struzzi, tutto quanto. Immaginava Toby che le passava un braccio
intorno alle spalle mentre lei si lasciava sfuggire una lacrima.
Ricord la comoda stanza azzurra a Orchard House e
il guardaroba di mogano che scricchiolava e si figur quanto
ci avrebbe dormito bene, con la presenza di Toby proprio l
accanto sul ballatoio.
Al momento per Lilian doveva accontentarsi della sua
nuova sensazione di ottimismo. N lei, n Harriet n nessun
altro poteva mettersi in viaggio verso Orchard House per la
semplice ragione che l'asino non era pi in grado di tirare il
carretto.
L'asino camminava a passi sempre pi stentati e ragliava tutto
il giorno alle mosche. Stava fermo nella piccola chiazza
d'ombra gettata dal nuovo fienile per la mucca e fissava il
terreno.
Harriet prov a coccolarlo, gli dava da mangiare foglie morbide
di ravanello dal palmo della mano e gli carezzava il collo.
Vedeva gli occhi chiudersi, come se il suo tocco gli avesse dato
la licenza, a lungo desiderata, di dormire o persino di morire.
Joseph giurava che il ciuco aveva la laringite e sarebbe guarito,
ma Harriet e Lilian non erano d'accordo. Sapevano che l'asino
non sarebbe sopravvissuto a un altro inverno. E una sera,
nel silenzio rovente della loro stanza, Harriet disse a Joseph:
Quello che dobbiamo comprare in autunno  un cavallo.
Joseph non le rispose. Lo sent sospirare, come se ogni cosa
che lei diceva lo stremasse, come fosse stata una bambina
che implorava per avere cerchi e birilli e bambole col viso di
porcellana.

II.
Edwin Orchard non sapeva che Harriet non poteva usare il calesse
per fare il viaggio fino a Orchard House e sperava che lei
arrivasse presto cos le avrebbe potuto confidare le sue preoccupazioni
riguardo a Pare.
Pare non veniva al luogo d'incontro fra le canne di toetoe
da molto tempo, un tempo pi lungo di quanto Edwin potesse
ricordare. Nel frattempo, il suo bruco era uscito dal bozzolo
sotto forma di una farfalla scarlatta e nera ed era volato
via; gli agnelli nati in primavera all'allevamento avevano smesso
di scalciare e ruzzare e avevano preso a belare come tutte
le altre pecore; sua madre gli aveva tagliato i riccioli; Toby aveva
sparato a ventisette weka; due ulule avevano fatto il nido
in una delle stalle; e Janet aveva preparato un budino azzurro,
cosa di cui nessuno aveva mai visto l'eguale.
Edwin si struggeva dal desiderio di raccontare a Pare delle
ulule e del budino azzurro. Si sentiva solo senza il bruco. Voleva
sentire dell'oro nel torrente Greenstone e carezzare le piume
del kiwi sul mantello magico di Pare. Ormai camminava tra le
canne tutti i giorni e chiamava dolcemente: Pare, ci sei?. Ma
non cera mai risposta, solo il vento caldo che sospirava e le cavallette
che stridevano e il belato delle pecore, lontano.
Pi di tutto lo preoccupava la possibilit che Pare fosse venuta
un giorno, ma lo avesse visto senza boccoli e non riconoscendolo
se ne fosse andata, pensando che all'allevamento
ora abitasse un altro ragazzino. Perch lui si rendeva conto
di avere un aspetto completamente diverso. Non mi avresti
dovuto tagliare i capelli, mamma! disse a Dorothy, rabbioso.
E la risposta di sua madre lo sorprese e lo preoccup
ancora di pi. Lo so, Edwin disse Dorothy. Mi ha quasi
spezzato il cuore, perdere il mio bambino. Ma era tempo di
una trasformazione.
Tempo di una trasformazione.
Edwin guard Dorothy, furibondo. Aveva voglia di darle un
morso crudele alla mano. Sapeva cos'era una trasformazione.
Quello che era capitato al suo bruco, ecco cos'era. Era una cosa
che diventava un'altra. Io non volevo! disse.
Edwin fece un disegno di se stesso su una lastra d'ardesia,
con i capelli ritti all'infuori come quelli di sua madre. Non sapeva
se Pare era capace di leggere, ma sotto il disegno scrisse
sull'ardesia: Questa non  una noce di koko questo sono io adesso
Ewin.
Pos la lastra su alcune pietre bianche fra le canne di toetoe. Sper che il bel tempo durasse.

III.
Col perdurare della siccit, i mucchi di terra sul bordo del ruscello
s'indurirono e si creparono e sbiancarono. Joseph pens
che cominciavano ad assomigliare a una catena montuosa
in miniatura e che, come le montagne, sarebbero stati l per
sempre perch lui non aveva la forza di spianarli.
Il livello del torrente calava. Veniva fuori sempre pi ghiaia
fangosa e ogni giorno, con dedizione, Joseph la spalava e la
passava al setaccio, ma non trovava niente. Cominci a sentire
il terrore di un futuro senza oro n acqua.
Convogliando il fiume in modo che rifluisse, quasi senza
impedimenti, nel suo laghetto, si consolava al pensiero che almeno
tutto il lavoro fatto l non era stato vano. Quel che era
cominciato come un tentativo sentimentale di ricostruire un
angolo di paesaggio inglese adesso poteva salvare la fattoria
dalla rovina. Sper che il flusso verso il laghetto non si fermasse.
Aveva il terrore di veder scendere il livello dell'acqua
nel bacino, e che perci il grosso verme nero nascosto, lui lo
sapeva, nel fango sott'acqua, venisse allo scoperto.
Ma la mente di Joseph stava andando lentamente alla deriva
verso l'Hokitika e il Grey. Cominci a pensare di essersi
sbagliato nel far conto sul suo torrente. Si stava dimostrando
ostinato e senza valore, mentre quei fiumi vasti e inaccessibili
sulla costa occidentale certo sarebbero stati docili e
ricchi. Pian piano avrebbero ceduto il loro colore. Da dorati
che erano si sarebbero fatti argentei e poi bruni via via che
uomini con abbastanza determinazione da affrontarli, uomini
comuni come Hopton Fellwater e Bunny McGee, dilavavano
l'oro dalle sponde e vedevano cambiare le proprie vite
e arrivare la felicit.
Joseph bramava la felicit in modo cos intenso che, per
sollevarsi l'animo, cominci a immaginare cos'avrebbe fatto
quando avesse avuto in mano la sua parte di oro. Avrebbe mandato
denaro alla famiglia di Rebecca, denaro sufficiente per
riparare il tetto, per costruire una latrina nuova, abbastanza
da comprarsi una foresta se quello era il loro desiderio, o per
mettere su un redditizio allevamento di fagiani. Si sarebbe accertato
che il denaro giungesse a destino in modo anonimo e
che loro non venissero mai a sapere da dove veniva e chi l'aveva
mandato.
E allora sar mondato della colpa.
Allora avr posto rimedio.
Allora avr fatto abbastanza.
Cos ragionava Joseph. E quel che sperava venisse, in seguito
a quelle azioni, era una riscoperta dei suoi sentimenti
per Harriet. Perch lui sapeva di essere freddo. Come poteva
non saperlo?
La ricord che rideva di gusto durante i loro primi acquisti
per la fattoria, e lo prendeva sottobraccio per strada e gli
baciava il viso... ricordava quei gesti nel modo pi vivido e tuttavia
sapeva di averli allontanati da s, di averli spinti fuori
dalla propria vita come bambini mandati fuori da una stanza
per punizione.
E ammetteva che era un comportamento riprovevole e sconveniente.
Harriet meritava il suo amore, eppure lui non riusciva
a darglielo, non solo perch non l'aveva mai amata quanto
aveva sperato in principio, ma anche perch adesso la sua
mente era partita alla volta dell'oro. E quella spinta verso l'oro,
in qualche modo, aveva aperto una porta sul passato che
lui aveva pensato fosse chiusa per sempre.
La pioggia arriv all'inizio di febbraio. Cadde torrenziale dal
cielo nero e, con gran sgomento di Joseph, cominci a disciogliere
le montagne sulla riva del ruscello, facendo scivolare
la terra nuovamente nel corso d'acqua.
Harriet era accanto al muro del suo orticello e ascoltava
la pioggia cadere sulle foglie dei fagioli. Poi si volt e vide
Joseph che veniva verso di lei e cap che aveva qualcosa da
dirle, qualcosa che la pioggia lungamente desiderata aveva
liberato.
Lui cominci con grandi lodi all'orto: ai minuscoli steli dei
frutti sui cespugli di ribes, ai fusti color vino sulle cime di barbabietola.
Poi disse: Ho preso la mia decisione. Ora che  venuta
la pioggia posso lasciarvi per un po' senza la preoccupazione
che tutto si guasti o muoia. Dunque, se voi siete d'accordo,
comprer un passaggio in nave fino a Nelson, per poi
proseguire verso Hokitika.
Harriet rimase immobile, il cane al suo fianco e l'umidit
che le intesseva ragnatele argentee fra i capelli. Non guard
Joseph, ma continu a sorvegliare il terreno, notando i punti
dove la pioggia non arrivava o dove al contrario formava pozzanghere.
Poi si chin, accarezz la testa umida dell'animale, si raddrizz
e disse: E se io non fossi d'accordo, che fareste?.
Joseph si tolse il cappello, scosse via la pioggia e se lo rimise
in testa.
Devo andare disse. Devo andare prima che tutto l'oro
finisca.
E se l'oro non ci fosse?
La gente non rischia la vita per niente, Harriet.
La gente rischia la vita nella speranza che ci sia qualcosa.
Nient'altro.
Il fiume Grey mi  apparso in sogno. Torner con... con
oro a sufficienza da trasformare il nostro mondo.
Si stavano inzuppando, l fuori sotto il cielo scuro. Fino a
un attimo prima a Harriet non era importato, ma adesso si rese
conto che era stupido; stupido, perch loro erano fragili.
Cos'abbiamo fatto per tutti questi mesi disse se non cercare
di trasformare il nostro mondo?
S disse Joseph. E l'abbiamo fatto. Abbiamo creato l'orto
e il laghetto...
Per queste cose non vi appassionano pi.
Joseph chin il capo. Non voleva ammettere di aver perso
ogni altra passione quella mattina di fine inverno dopo aver
visto per la prima volta il colore sulla sponda del ruscello, che
quelle cose avevano iniziato a sembrargli piccole, di pochissimo
conto. Allung una mano verso quella di Harriet, incerto.
Voglio di pi disse.
Lei gli lasci tenere la mano per un breve istante prima di
ritrarla.
Anch'io voglio di pi! disse, adirata. Poi chiam Lady e
si allontan da Joseph, gi per la collina.
Pi tardi, una volta sdraiati a letto nella loro stanza di cotonina,
Joseph, che non poteva lasciar perdere la questione, cominci
a implorare: Se non parto, allora valgo ancora meno
di gente come Hopton Fellwater. Nell'Isola del Sud diventeranno
tutti ricchi, e noi resteremo esclusi perch io sono stato
troppo codardo per andare.
 questo che credete? chiese Harriet, fredda.
S.  questo.
E se voi partite, che ne sar della fattoria?
Ve la caverete disse Joseph. Ho visto cosa siete in grado
di fare. Saprete occuparvi di tutto. E Lilian vi aiuter. Poi,
in inverno, torner. Torner con l'oro. E ricominceremo da
capo.
A quel punto Harriet ebbe voglia di dire che non ci credeva,
all'oro, ma si rese conto che non era esattamente quello
che intendeva. Credeva che dell'oro fosse stato trovato e difatti
Edwin Orchard le aveva gi raccontato quel che aveva
detto Pare sulle scoperte al torrente Greenstone. Poteva anche
ammettere che Joseph avrebbe lavorato eroicamente, fino
ad ammazzarsi, per trovare il colore a Hokitika e cavarlo
fuori dalla terra. Infine decise cosa voleva dire davvero: che
non credeva alla visione di Joseph dell'oro come di qualcosa
che avrebbe portato felicit. Pensava che la felicit giacesse
nascosta da qualche parte, in un luogo appena fuori portata,
e che forse un giorno le si sarebbe rivelata, ma non credeva
che sarebbe stata racchiusa nelle pepite d'oro.
Quindi rimase sdraiata in silenzio per un po', senza trovare
niente da dire. E in quel silenzio cominci a immaginare
come sarebbero stati i suoi giorni e le sue notti senza Joseph.
Ci mise poco a capire che la sua assenza non le sarebbe dispiaciuta
affatto, proprio come non le era dispiaciuto quando
lui e Lilian erano scesi a Christchurch e lei aveva appiccato
l'incendio e guardato le fiamme sulla dracena.
E presto Harriet cap anche un'altra cosa: che se avesse assecondato
la volont di Joseph, avrebbe ottenuto qualcosa per
s, qualcosa che fin l le era sempre stato negato. Cos, infine,
si volt verso di lui. Gli sfior la guancia con maggior tenerezza
di quanto avesse fatto per molto, molto tempo.
Avete ragione disse. Dovreste andare, Joseph. Di sicuro
non c'era oro in Inghilterra. Nemmeno un po'.
No disse lui. Nemmeno un po'.
Dunque dovreste cogliere quest'opportunit. Seguire la
massa. Vedere cosa riuscite a ottenere. Sarebbe sbagliato da
parte mia cercare di fermarvi.
Quest'inverno torner.
Certo.
E ora che  arrivata la pioggia...
Certo. Ora che  arrivata la pioggia.
Il vostro raccolto di fagioli sar buono...
Di cosa vivrete a Hokitika, Joseph?
Non ne ho idea. Far come fanno gli altri.
Prima di tutto, per, avrete bisogno di provviste.
Harriet aspett di sentire cosa diceva lui a quel proposito,
perch adesso si stava avvicinando alla sua parte di vantaggi
in quel patto. Poich entrambi sapevano che l'asino non poteva
portarli con il calesse fino a Christchurch per comprare
le provviste, ma neanche a Rangiora; e inoltre, se anche Joseph
fosse stato pronto ad andare a piedi fino a Rangiora per
noleggiare un barroccio, Harriet e Lilian non potevano restare
sole a Okuku senza un mezzo per lasciare la fattoria o raggiungere
una cittadina.
Far in modo di avere... da una delle fattorie pi a valle
sulla piana... troveremo qualcuno che ci venda un altro somaro
disse Joseph. E spero che sar un po' pi vispo.
No disse Harriet. Ritrasse la mano dalla guancia di Joseph
e si mise a sedere. Accanto al suo lato del letto c'era ancora
una candela accesa e adesso la sua ombra incombeva ampia
e scura sulla cotonina bianca. Voglio un cavallo disse.
Se non posso avere un cavallo, allora non vi lascer partire.
Questo  quanto.
Harriet... cominci Joseph. Ma lei lo interruppe.
Un cavallo  forte abbastanza da guadare l'Ashley, legato
alla zattera, un asino no. Se una di noi due avesse un incidente,
un cavallo pu portarci molto in fretta col carretto dal
dottore a Rangiora. Quindi dobbiamo avere un cavallo, Joseph,
e nient'altro.
Joseph la guard: aveva la pelle bruna e riarsa da giorni di
sole cocente, gli occhi nerissimi al lume della candela. Ripens
al modo in cui l'aveva raggirato e abbindolato fino a farsi
dare cose che lui non voleva darle e che non potevano permettersi:
prima il cane, Lady, che sembrava affezionato a lei
e a nessun altro e ora questo, il destriero che lei diceva di vedere
nella sua mente e con cui aveva preso a tormentarlo.
Sospir. Si sentiva gelare per esser stato fuori cos a lungo
sotto la pioggia e sapeva, quella sera in particolare, che gli
mancava la forza di discutere con lei.
Molto bene disse infine. Se compriamo un cavallo,
per, daremo fondo a quasi tutti i risparmi. Ve ne rendete
conto, vero?
 IV.
Una settimana pi tardi Joseph e Harriet si misero in marcia
verso Rangiora e attesero un barroccio che li portasse a Christchurch.
Lilian rimase sola a Cob House, seduta con Lady che uggiolava
e le girava intorno, in cerca di Harriet. Per l'amor del
cielo disse al cane cerca di star ferma.
Ma era contenta di avere Lady con s. Quando venne la notte
le sembr che ogni cosa fuori da Cob House ingigantisse:
le nuvole che passavano davanti alla luna, le montagne lontane,
la pianura erbosa tutt'intorno. Lilian sapeva di non essere
mai stata cos isolata da altri esseri umani. Era come trovarsi
a bordo di un mezzo di trasporto sconosciuto, che la portava
sempre pi lontano dalle cose familiari, in un universo
d'ombre.
Pass la serata a riparare i piatti rotti, accertandosi che il
delicato motivo floreale non venisse sciupato dalle giunte; ma
mentre lavorava la sensazione di percorrere le vastit aument
fino al punto che si sent mancare e dovette poggiare il capo
sul tavolo.
Lilian fiss gli oggetti nella stanza: la sedia accanto alla cucina
economica, gli strofinacci che asciugavano sullo stendino,
un almanacco da pochi soldi appeso a un gancio. E avrebbe
voluto raccogliere a s tutte quelle cose e aggrapparvisi,
mentre volava attraverso l'enormit della notte.

 Capitolo 9.
L'Hotel D'Erlanger.

I.
A Christchurch non si trovavano stanze a buon mercato. Fosse
stato solo, Joseph sarebbe uscito fuori citt e avrebbe dormito
in un campo, come aveva fatto altre volte, ma aveva Harriet
con s. Bench stesse quasi finendo i soldi, si disse che
ogni spesa che affrontava in quel momento sarebbe parsa insignificante,
in futuro.
Il posto che trov si chiamava Hotel D'Erlanger. Fra il personale
cerano due ragazzi di portineria, in uniforme rossoblu
ed eleganti berretti tondi.
Uno dei due accompagn Joseph e Harriet in una stanza
con un letto a baldacchino, circondato di mussolina. Il ragazzo
apr la finestra sul pomeriggio assolato e rimase l a fischiettare
in attesa della mancia.
Sul far della sera, Joseph sent suonare una fisarmonica
al piano di sotto e pens a quanto tempo era trascorso da
che aveva ballato l'ultima volta. Sul letto, sotto la mussolina
che ondeggiava lieve nella corrente della finestra aperta, Joseph
dispose la pistola di suo padre con una scatola di pallottole;
desiderava che le tenesse con s, disse a Harriet, finch
lui era via.
Lei disse che non aveva mai sparato con una pistola, cos
lui le mostr come caricarla, chiuderla, togliere la sicura, e
come prendere la mira facendo correre lo sguardo lungo il
braccio teso. Harriet disse: Sembriamo una coppia di banditi
da strapazzo che progettano i loro colpi. E gli sorrise,
con la rivoltella ancora in mano puntata contro il guardaroba
di mogano, e ancora una volta lui not quel suo dente di
perla che si vedeva e non si sarebbe dovuto vedere quando lei
sorrideva.
La melodia della fisarmonica era struggente ma appassionata;
Joseph si alz e tir le tende, e decise che si sarebbe lasciato
trasportare dall'inaspettata dolcezza di quel momento,
perch poteva non tornare mai pi.
Prese l'arma dalle mani di Harriet e la pos. Poi la condusse
sul letto e richiuse la mussolina tutt'intorno e la baci sulla
bocca. Lei aveva le sottane infangate dalla camminata fino a
Rangiora, ma Joseph non gliele tolse, le alz soltanto e le raccolse
in un fagotto sul quale appoggi il ventre.
Avrebbe voluto dispiegare i capelli di lei sul cuscino, come
faceva nei primi tempi del loro matrimonio, ma quei capelli
adesso erano troppo corti. Cerc di muoversi a tempo con la
musica che si librava su per le scale e sent che lei si muoveva
con lui. Odorava della piana fangosa, di foglie secche e terra
e sudore.
Dovette ritrarsi da lei pi in fretta di quanto avrebbe voluto.
La musica si ferm: l'unico suono che Joseph riusc a sentire
mentre giaceva l con sua moglie fu il battito sordo del suo
cuore e prov un dolore intenso in quel momento di silenzio,
come se tutto nel suo mondo fosse sul punto di cessare.
Con il braccio Harriet circond la schiena di Joseph e con la
mano sfior la durezza delle sue scapole e si rese conto di
quanto fosse dimagrito, per il duro lavoro in riva al torrente.
Tuttavia il corpo di lui, sdraiato sul suo, era molto pesante, come
se le ossa fossero di piombo, e lei desider che si spostasse,
che attraversasse le tende di mussolina e se ne andasse.
Per rimase l, immobile, a sopportarne il peso perch si
rendeva conto di quanto fossero meschini i suoi pensieri e perch
il disamore porta con s una specie di vergogna, che si fa
sempre pi tremenda man mano che passano i giorni.
Sul comodino accanto al letto Harriet scorse la pistola. La
fiss. Pens a quanto sarebbe stato facile prenderla in mano,
puntarla contro la testa di Joseph e soffocare lo sparo con un
cuscino. Vide il sopraggiungere della morte, semplice, banale,
in un istante appena, e come niente nella stanza d'albergo
si sarebbe mosso, solo le tendine nella brezza del pomeriggio,
e come, entro poco tempo, la melodia della fisarmonica avrebbe
nuovamente ripreso.
S'immagin di uscire dall'Hotel D'Erlanger con un abito
pulito, di confondersi presto tra la folla e di andare in cerca
di un po' di cibo e di un cavallo, e poi di allontanarsi da Christchurch
alla luce della luna. Avrebbe mangiato le sue provviste
e lasciato brucare un po' di mazzolina al cavallo e poi si sarebbe
sdraiata per terra e avrebbe dormito, col cavallo legato
a una pietra. E in tutto quel tempo, il corpo di Joseph sarebbe
rimasto sdraiato sul letto, con il cervello che sanguinava
sui guanciali e nessuno l'avrebbe scoperto fino al mattino quando
fossero arrivate le cameriere con secchi e scope. E a quel
punto lei sarebbe stata lontana, addormentata nel vuoto della
piana. Sarebbe andata a cavallo fino a Orchard Run e avrebbe
fatto colazione con Dorothy.
Non aveva idea se qualcuno l'avrebbe rintracciata, arrestata,
processata, condannata e impiccata. Pens che l, in
Nuova Zelanda, l'omicidio poteva essere uno fra le migliaia di
delitti che restavano impuniti per anni, l'identit del colpevole
perduta nelle distanze smisurate.
Harriet sent una variazione nel respiro di Joseph e cap
che si era addormentato, sopra di lei, sulle sue gonne umide.
Sapeva che avrebbe sempre ricordato quella stanza all'Hotel
D'Erlanger con la finestra aperta, il letto elegante e il sole sul
viso del ragazzo d'albergo mentre aspettava fischiettando i
suoi soldi, e la musica che danzava su per le scale.
Giusto per provare, mosse un braccio e cominci a scostare
il drappeggio di mussolina, in modo da arrivare alla pistola.
Sapeva, se avesse deciso di uccidere Joseph, quanto sarebbe
stato facile mentire a Lilian, dirle che Joseph era salito
a bordo del vapore nel porto di Lyttelton e l'aveva salutata
con la mano dal ponte gremito mentre la nave prendeva il
mare.
Cos'ha portato con s? avrebbe chiesto Lilian.
Quella cosa che qui chiamano fagotto avrebbe risposto
lei. Una borsa di tela arrotolata, fermata con due cinghie e
con una tracolla per portarla.
E nel fagotto?
Oh, provviste. Stivali alti per i terreni paludosi. Denaro.
E per gli scavi, niente?
Coltelli, un mazzuolo, una padella, funi per delimitare il
suo pezzo di terra. Una piccola tenda per quando viene l'inverno.
Per quando viene l'inverno? Ha detto che sarebbe tornato,
in inverno.
Oh s. A meno che non faccia ottimi ritrovamenti. O che
la fortuna gli manchi del tutto. In un caso o nell'altro, potrebbe
star via un po' di pi...
Facilissimo, mentire a Lilian. Una stagione dopo l'altra, la
menzogna avrebbe diviso con loro la casa e respirato l'aria che
respiravano. Un giorno dopo l'altro, finch non fosse trascorso
un tempo lungo abbastanza da far sorgere in Lilian il sospetto
che a suo figlio fosse accaduto qualcosa di terribile. Ma
anche allora, avrebbe creduto che Joseph fosse morto nel tentativo
di estrarre oro dal letto di un fiume e mai immaginato,
neanche per un momento, che Harriet l'avesse ucciso in un albergo
di Christchurch, per nessun'altra ragione che la sua incapacit
di amarlo.
Adesso la pistola era vicinissima alla sua mano: una
pistoletta irritante, pens Harriet, troppo ornata, mediocre.
Non le piaceva. Perch era stato quando le aveva mostrato
come usarla che Joseph si era eccitato, proprio come gli succedeva
un tempo, quel suo pretendere il proprio piacere con
una disperazione imbarazzante, quel modo di sistemare il
corpo di lei sotto di s, di andare e venire contro le sue cosce,
senza un pensiero per quel che sentiva lei, ed era stato
questo e solo questo, ora lo sapeva, che aveva fatto nascere
in lei quel pensiero omicida. Se Joseph non l'avesse toccata,
se il suo peso non fosse sembrato cos grande, l'idea di ammazzarlo
non le sarebbe mai passata per la mente.
Sotto, la fisarmonica ricominci a suonare. Joseph si svegli,
si spost dal corpo di Harriet e giacque volgendole le spalle,
con l'orecchio alla canzonetta.
Il letto era morbido e lui si congratul con se stesso per
aver trovato un albergo confortevole. Stava ancora sognando,
in parte, e sognava Rebecca. Stava ballando con lei, alla
festa di Parton Magna, in un salone tutto pavesato di bandiere,
e l'alito di lei sapeva di sidro e lei gli prendeva la mano
e se la posava sul seno, sotto il corpetto attillato del vestito.
Joseph sent che Harriet si voltava e gli si avvicinava. Gli
mise una mano sul collo e sussurr: Sentite anche voi della
gente che ride?.

II.
Rimasero all'Hotel D'Erlanger due notti e nella giornata fra
luna e l'altra fecero i loro acquisti, cosa che ricord a Harriet
quei primi tempi quando avevano comprato le sementi e gli
attrezzi per la fattoria e quando lei ancora credeva che il loro
amore avesse una possibilit.
Il passaggio di Joseph verso Nelson e Hokitika sulla vecchia
Wallabi, che sarebbe dovuto costare quattro sterline, era
salito a quindici per via della folla di gente che voleva imbarcarsi.
Non era rimasta neanche una cuccetta; Joseph avrebbe
dovuto dormire sul ponte, fra le stie dei polli e pregate che
faccia bello, signore, senn v'inzupperete. Per sapeva di essere
fortunato, nonostante la spesa e l'infelice sistemazione
sulla nave. In tutta la citt gli uomini lavoravano solo per risparmiare
abbastanza da pagarsi il viaggio sul piroscafo. Facevano
i facchini e i carrettieri, oppure mettevano su piccole
attivit: vendevano teleria, coltelli, grog o confezionavano canalette
con assi di faggio.
Il Banco della Sopravvivenza era ancora l, al mercato, con
le anguille vive che venivano aperte in due e tagliate e invasate
nelle alghe marine, per Joseph sent uno spettatore osservare
che il conservatore d'anguille non aveva bisogno di attraversare
il mare per raggiungere i giacimenti: l'oro l'aveva
trovato nella sua "conserva. E Joseph cap in che modo un
nuovo sistema economico potesse spuntare dal nulla intorno
alloro, e come quelli che stavano ai margini degli scavi potessero
accumulare fortune, e pens al fatto che in vita sua
non aveva mai avuto nulla da vendere se non le sue banali capacit
di sensale di bestiame. Ma si disse che nel tempo a venire
avrebbe potuto vendere il suo oro per somme pi grandi
di quanto lui e suo padre avessero mai guadagnato in una vita.
Sarebbe diventato uno di quelli che riempivano d'invidia
gli altri uomini e di desiderio le donne.
Prepar il suo fagotto con t e tabacco, prosciutto, farina
e zucchero. Ci aggiunse due vasetti di anguilla sotto sale. Compr
una gavetta, una tenda, un'ascia e una scatola di chiodi,
stivali robusti e due paia di calzoni in fustagno. Quando se ne
infil un paio, si figur gi al lavoro in un canalone ampio,
mentre delimitava la sua concessione mineraria. Trascorse
molto tempo a guardare le canalette, e i crivelli con le stecche
di metallo e lo strato di tela al di sotto. Era ammirato dalla loro
ingegnosit, ma pesavano ed erano ingombranti; Joseph
pens che una volta arrivato si sarebbe costruito il suo crivello con il legno e i chiodi e l'avrebbe dotato di una ruota, cos
da poterlo spingere come una carriola lungo le rive sabbiose,
attraverso le paludi e anche nel mondo oscuro e infinito della
boscaglia. Aveva gi costruito una casa con un camino di
pietra e finestre che non lasciavano penetrare aria o pioggia;
di certo sarebbe stato in grado di farsi un semplice aggeggio
per setacciare la terra.
Sedette nel bar dell'Hotel D'Erlanger, a bere birra e tracciare
schizzi della canaletta. Sent la voglia di mettersi alla ventura
scorrere in tutto il suo corpo, come una strana febbre.

III.
Harriet aveva pensato di chiamare il suo cavallo Sentinel. Ogni
volta che lo sognava, lo vedeva ritto su una cresta a fare la
guardia.
Per l'animale che le piacque, un castrone sauro con un bel
trotto alto, rispondeva al nome di Billy. Potete anche cambiargli
nome, se volete comment il padrone della scuderia
ma lui non avr la minima idea di chi stiate chiamando.
Harriet sorrise. Si accorse allora che Sentinel era un nome
decisamente pomposo e pens che lei, nei propri sogni, si raffigurava
sempre unica, grandiosa, stupefacente. Billy ripet.
Lo chiamer Billy se  quello il suo nome.
Condusse il cavallo in uno spiazzo fangoso e recintato e lo
stalliere la aiut a issarsi in sella, seduta a cavalcioni con le
gonne raccolte intorno a s, e lei fece camminare Billy tenendo
le redini lasche e carezzandogli il collo di modo che lui cominciasse
a sentirsi a suo agio con lei. Poi accorci la presa e
lo spron al trotto, e malgrado alzasse molto gli zoccoli,
aveva il passo facile e la bocca sensibile e obbediente al morso.
Riusciva gi a immaginare il cavallo lanciato al galoppo sulla
piana e gli uccelli che si levavano dall'erba al suo arrivo.
Compr Billy per una somma inferiore al prezzo del passaggio
sulla Wallabi. Ordin che glielo ferrassero a nuovo e
disse che sarebbe passata a ritirarlo il giorno dopo e sarebbe
tornata a casa con lui. Poi rientr all'Hotel D'Erlanger e scrisse
una lettera al padre:
Ho un cavallo e seguiter a ricordare a tutti che  mio.
Solo che non so chi potrebbero essere questi tutti. Quando
domani Joseph mi avr lasciata e torner a Cob House, sar
sola con Lilian e le bestie.

IV.
La Wallabi prese lenta il mare fuori da Lyttelton, verso i venti
forti dello stretto di Cook. La nave sapeva di carbone e grasso
e il ponte affollato era rumoroso quanto ci si poteva aspettare.
Era gremito di uomini: novellini come Joseph e veterani",
sterratori che erano stati nell'Otago tre anni prima e tornavano
perch il colore li spingeva a tornare, come un'amante. Intorno
e fra i vari gruppetti di uomini, una banda di polli in stie
di vimini alzava una serenata cacofonica verso il cielo.
Joseph si prepar a sopportare la traversata. Si sedette su
una cassa di legno a poppa, di dove si vedevano il pennone e
lo strofinaccio rosso, la bandiera della marina mercantile,
flagellata dal vento, e la scia della nave che rifluiva all'indietro
verso tutto ci che stava lasciando. Si guard le mani crepate
di sporcizia e poi guard il fagotto, al quale si era gi affezionato,
e continu a stringere le cinghie che lo tenevano insieme.
Intorno a lui si erano avviate partite di carte, bevute e
risate, ma Joseph si tenne in disparte da tutto ci.
Pens a Harriet che ritornava a casa a cavallo e sper che
l'animale non inciampasse e non cadesse. Sulla banchina, mentre
la Wallabi cominciava a scuotersi e a mandar fumo preparandosi
a partire, e faceva suonare la campana richiamando
gli ultimi passeggeri, Joseph aveva stretto Harriet come avrebbe
potuto stringere un amico, vicino a s ma senza passione,
e Harriet l'aveva guardato con tristezza. Quello sguardo non
era privo d'affetto, ma era come quello che una madre rivolge
a un bimbo amato che l'ha delusa. E poi gli aveva chiesto:
Pensate che ci rivedremo?.
Lui le baci la guancia, la pelle indurita e tesa della gota
sotto lo zigomo alto. Pens che la domanda era melodrammatica.
Tuttavia le disse con calma che sarebbe certamente
tornato. Le disse di guardare la carta della Nuova Zelanda, cos
avrebbe visto che lui non sarebbe mai stato molto lontano,
solo dall'altra parte delle montagne.
Ah disse Harriet. Le montagne che non si possono attraversare.
Ci sono uomini che l'hanno fatto.
Ma io non posso, Joseph, e nemmeno voi.
La campana faceva un gran clamore e per Joseph fu ora di
voltarsi e salire sulla passerella della nave, ma lui cerc qualcos'altro
da dire perch non voleva che la separazione si consumasse
cos, in maniera disonesta, come se ci che non era
mai sembrato definitivo venisse d'un tratto avvelenato dalla
finitezza. Fu tentato di promettere che sarebbe tornato per
mare con il fagotto pieno di soldi e che avrebbe iniziato a lavorare
a una casa nuova... la nuova casa della sua immaginazione,
nella valle protetta dove i venti non sarebbero arrivati.
Per, per scaramanzia, non disse nulla di tutto ci e chiese invece:
Quando torno, perch non ci vediamo all'Hotel D'Erlanger?
E vi offrir una cena magnifica.
Sper di vederla sorridere; voleva che gli rimanesse quello,
la dolcezza del suo sorriso imperfetto, non quella tristezza
ostentata. Ma lei non cambi espressione mentre annuiva e
replicava: S. Perch no? Una magnifica cena. Io vi restituir
la pistola.
E poi se ne and, si trov in piedi a guardare Harriet sulla
banchina mentre la nave mollava gli ormeggi e cominciava a
muoversi sull'acqua. La vide che lo salutava con la mano, alta
e immobile.
Un ragazzo di quindici o sedici anni venne a sedersi accanto
a Joseph sul ponte della Wallabi. Il ragazzo cav uno zufolo
dalla tasca della giacchetta e prese a rigirarselo in mano. A
quanto Joseph poteva vedere non possedeva altro, solo lo zufolo.
Gli stivali erano consunti e la giacca aveva i polsini laceri.
Perch non suoni qualcosa? disse Joseph con gentilezza.
Sull'Arrow suonavo disse il ragazzo. Suonavo lo zufolo
e facevo qualunque tipo di servizi e mi sono guadagnato un
pochino d'oro, ma alla fine me l'hanno fregato.
Per adesso vuoi provarci ancora.
Voglio fare tutto quello che posso, signore. Provarci ancora.
Suonare ancora lo zufolo. Fare ancora i miei servizi. Sperare
ancora di non morire.

V.
Harriet and a cavallo a Orchard Run. Billy galoppava vispo
e teneva le orecchie ritte. Harriet adorava vedere la sua ombra
veloce sul terreno.
Trov Dorothy e Edwin che imbiancavano la stalla. Dorothy,
che indossava un grembiale e un vecchio cappello di paglia
sfilacciato, le disse: Perch ci piace tanto il bianco? Perch
 cos assoluto?.
Sono tutto bianco, mamma annunci Edwin.
Harriet e Dorothy lo guardarono e osservarono il viso e le
braccia coperte di tinta gessosa. Oh,  proprio vero disse
Dorothy. Ti piace essere bianco o  meglio che ti mettiamo
nella vasca?
Mi piace essere bianco disse Edwin.
La passione di Dorothy per le colazioni all'aperto decret
che l'imbiancatura dovesse venire sospesa e che si riempissero
le bisacce con piccione freddo, formaggio e qualunque
bottiglia di vino di cui Toby non noti la mancanza e che loro
tre sarebbero andati a cavallo fino al fiume e avrebbero
pranzato sull'erba. I cani possono venire con noi disse. Gli
piace addentare i pesciolini a pelo d'acqua.
Lasciarono riposare Billy dopo il viaggio da Christchurch.
Edwin strigli il collo sudato del cavallo e gli mise una coperta
sul dorso e per un attimo a Harriet torn in mente la vecchia
mantella scozzese con la quale coprivano Beauty.
Edwin disse:  carino cos, da solo.
Da solo?
Voglio dire, non attaccato al carretto.
Ma qualche volta lo dovr tirare, il carretto.
Pu farlo il vostro asino.
L'asino cammina molto piano, ormai.
Anche Pare camminava molto piano disse Edwin.
Harriet si guard intorno per vedere se Dorothy fosse a portata
d'orecchio, ma Dorothy andava a grandi passi verso casa
e chiamava Janet per preparare il pranzo al sacco.
Hai visto Pare? chiese Harriet.
No disse Edwin. Credo che il tronco sia tornato e la voce
le abbia detto di non venire pi a trovarmi.
E se venisse oggi, mentre tu sei tutto bianco?
Non verr. Non viene mai.
Insieme condussero Billy nella stalla e misero del cibo nella
mangiatoia. Il viso di Edwin aveva un'aria polverosa, spettrale.
Un'unica lacrima gli strisci lungo la guancia, attraverso
la polverina. Lui se l'asciug.
Se vuoi ti racconto cosa  successo a me disse Harriet
con delicatezza.
 una cosa brutta?
Non lo so ancora. Riguarda Joseph. Se ne andato per cercare
l'oro.
Partito per la costa occidentale?
S.
Pap ha detto ieri la costa occidentale  pura follia. Ma
io non so cosa vuol dire. A volte dice i tuoi compiti d'aritmetica
sono pura follia, Edwin.
Harriet carezz il suo cavallo e gli sciolse un nodo nella criniera.
Forse il tuo pap vuol dire che tutte queste cose sono difficili
da capire.
L'oro non  difficile disse Edwin. Prendi una padella, la
riempi di fango e acqua e la fai girare in tondo e tutto cade
fuori tranne l'oro. Me l'ha spiegato la mamma.
S. Per talvolta non rimane oro nella padella dopo che
tutto il resto  caduto fuori.
Allora non ha senso.
Ha lo stesso senso che andare nel canneto di toetoe in cerca
di Pare. Per cento giorni potrebbe non esserci nessuno laggi,
proprio come per cento giorni potrebbe non esserci oro
nella padella. Ma il centounesimo giorno... eccola l.
Edwin rivolse uno sguardo solenne a Harriet. Dopo un po',
disse: Allora comincio a contare.
Sedettero in riva al fiume col sole che scintillava sull'acqua. I
piccioni erano teneri e avevano un sapore di terra, come funghi
o legno tagliato, umido. Il vino che Dorothy aveva rubato
dalla riserva di Toby era dolce e freddo.
Mentre Edwin giocava nel ruscello con i cani, Mollie e Baby,
Dorothy parl di cosa poteva significare trovare ricchezze sottoterra.
Disse: Non ho il diritto, e nemmeno Toby lo ha, di
criticare chicchessia per essere andato verso i giacimenti. Mio
padre possiede una miniera di stagno e quasi tutto ci che siamo
stati in grado di costruire qui viene da quei soldi... i soldi
dello stagno.  stato il caso a decidere. Ma per gli uomini che
lavorano nella miniera di mio padre... per loro ogni giorno 
duro. Li ho visti nel freddo degli inverni inglesi, in piedi con
quell'acqua gelida e rossastra che gli arriva al ginocchio. E
penso che sulla costa occidentale, nei pantani e nei canaloni,
sar tutto durissimo.
Harriet stava poggiata sui gomiti e guardava il cielo. La cavalcata
l'aveva indolenzita. Joseph non ha paura della fatica
disse.
No, lo so disse Dorothy. Costruire la vostra casa con i
mattoni crudi dev'essere stata una fatica enorme. Per mi chiedo
cosa l'abbia spinto ad andarsene ora, con tutto il lavoro che
c' da fare alla vostra fattoria.
Harriet cominci a raccontarle del ruscello e che Joseph
aveva iniziato l a cercare l'oro. Disse: Ha cominciato a sognarlo.
Non riusciva a staccarsene. E quando Joseph vuole
qualcosa, deve cercare di averlo e averlo subito e non  capace
di aspettare. A quanto pare  fatto cos.
Quando Dorothy disse che capiva quell'atteggiamento e che
ogni vita umana sfreccia troppo rapida attraverso il tempo,
con troppe deviazioni e l'eterna sensazione di rimanere indietro
e che svolazziamo cercando di afferrare quel che sfugge
di qua e di l, la mente di Harriet torn al ricciolo bruno
che aveva visto nella scatola delle esche di Joseph; la persona
alla quale apparteneva, chiunque fosse, era quella che era rimasta
indietro.
Guard Dorothy, con il suo vetusto cappello e le gambe che
le spuntavano fuori dalle sottane infangate, senza un pensiero,
a quanto pareva, per l'eleganza o la vanit, e vide in lei una
confidente che, pens, sarebbe stata affidabile e discreta. Fece
un respiro profondo e disse: Joseph  fuggito dall'Inghilterra.
Cerano i debiti di suo padre, ma non  stato solo per
quelli. Credo che ci fosse qualcos'altro. Qualcosa di cui non
parla mai.
Dorothy sollev il suo bicchiere di vino. Era una donna a
cui il vino piaceva molto e che riteneva ogni singolo sorso un
piacere meraviglioso. Dopo che fu trascorso qualche istante
in silenzio e qualche altro piacevole sorso, disse: Non ho mai
pensato che gli uomini non abbiano segreti. Nel ncessaire da
viaggio di Toby ho scoperto una cartolina che diceva "Da Scarborough
col pi grande affetto. Non sono riuscita a leggere
la firma, la grafia era troppo approssimativa. Poteva essere
Maud, o Mabel, un nome cos. Ho avuto un tuffo al cuore. Ma
poi ho pensato, che cosa significa? Non possiamo fingere che
le vite degli uomini comincino o finiscano quando li sposiamo
noi; nemmeno per noi  cos. Possiamo solo sperare che
non abbiano fatto nulla di troppo grave.
Harriet strappava fili d'erba. Scopr che il suo appetito per
il formaggio posato vicino a loro sulla mazzolina secca era
svanito.
E se invece hanno fatto qualcosa di grave?
Il viso largo di Dorothy, all'ombra del cappello, si volse attento
a Harriet. Allora immagino che, col tempo, verr alla
luce, perch la maggior parte di ci che crediamo sepolto per
sempre lo  molto di rado. Per non dovreste crucciarvi immaginando
chiss quali malefatte, Harriet. Sono certa che Joseph
Blackstone  un brav'uomo.

VI.
Joseph cercava di dormire sul ponte ventoso della Wallabi. Accanto
a lui era sdraiato il ragazzo con lo zufolo, che si chiamava
Will Sefton, e dormiva con la testa su una gomena arrotolata.
Adesso Joseph vedeva le suole bucate degli stivali di
Will. Dal proprio fagotto trasse una vecchia giacca di lana e
con quella copr il ragazzo. In Will Sefton c'era qualcosa che
gli ricordava Gabriel, il fratello di Rebecca, e dopo averlo fissato
per un po' Joseph distolse lo sguardo.
Non lontano da dov'era seduto Joseph, riparati dalla sottocoperta
della nave, due cinesi facevano bollire del riso su
una piccola lampada a spirito e la fragile fiamma blu, che certo
emanava un po' di calore, presto cominci a provocare e
tormentare Joseph. Non riusciva a staccare gli occhi. Si chiese
se avrebbe potuto avvicinarsi agli uomini e chiedere di fargli
scaldare le mani. Avrebbe cercato di spiegare che voleva
solo quello, che non stava elemosinando riso, voleva solo scaldarsi
le mani gelate cos da potersi addormentare.
I cinesi sussurravano nella loro lingua, che era una lingua
fatta di percussioni, pens Joseph, ciascuno con uno strumento
dal quale traeva un tempo strano e sorprendente. Joseph
ascoltava e guardava. Sent dall'odore che il riso cominciava
a bollire. Illuminate dalla fiamma tenue, le espressioni
sui visi dei due non parevano n allegre n tristi, bens permeate
da una buona dose di rassegnazione, come se il mondo
li avesse tormentati, come una mosca o una zanzara, assillati
cos a lungo che non tentavano pi d'allontanarlo ma
lasciavano che si posasse loro addosso in silenzio.
Joseph si ramment che la signora Dinsdale aveva fatto riferimento
a una famiglia di cinesi che coltivava un orto nei
pressi delle sue Camere, definendoli "i Celesti", e quando le
avevano chiesto perch avesse coniato per loro quel nome aveva
detto: Be', non sono stata io a coniarlo. E un termine diffuso.
I cinesi hanno sempre la testa fra le nuvole, per via di
tutto l'oppio che fumano, dunque immagino che sia nato cos.
In realt non hanno nient'altro di celestiale, sebbene credano
che il loro imperatore sia un essere divino. Vivono da depravati,
o cos ho sentito riferire. Io, tanto per dire, ci penserei
due volte prima di comprare un cespo di lattuga da loro.
Non si pu mai dire cosa potrebbe nascondersi sotto le foglie.
Sulla Wallabi, i due uomini che Joseph stava guardando
con tanta attenzione sembravano essere apparsi solo quando
era calata l'oscurit, come usciti da una tana. Erano scalzi, ma
rivestiti di caldi soprabiti imbottiti. Di certo non avevano una
cuccetta sulla nave e quindi dovevano essere stati sul ponte
tutto il tempo, ma Joseph non li aveva notati. Era come se nessuno
li avesse notati. E tuttavia, adesso erano l con la lampada
e il cibo caldo, accovacciati insieme, quieti, mentre
tutt'intorno a loro gli altri stavano sdraiati e bevevano
oppure russavano, dando loro le spalle.
Joseph cominci a chiedersi come sarebbero sopravvissuti
i cinesi nel mondo affollato e competitivo degli scavi auriferi.
In loro vedeva una certa attitudine alla pazienza, che invidiava.
Sapeva con quale ardore, con che ansia da perdere il
fiato si stava precipitando lui verso l'oro, per credeva anche
che proprio quel desiderio l'avrebbe sorretto, attraverso le delusioni
e le intemperie, e lo avrebbe reso capace di perseverare
finch non si fosse assicurato la propria fortuna.
Senza desiderio, nulla si fa.
E tuttavia sapeva anche, dalle ore e dai giorni che aveva
passato a setacciare fango in riva al ruscello, che la ricerca
dell'oro  fatica pura, ingrata: fatica del corpo e della mente.
E cos, forse, il minatore paziente, rassegnato, che affronta
ogni giorno con una dose di speranza cos piccola da non esser
quasi una speranza, pu snidare dalla terra aspra o persino
dalla terra abbandonata e trascurata dalle moltitudini pepite
del prezioso colore che nessun altro troverebbe.
Joseph continu a guardare i cinesi che mescolavano il loro
riso. Non si mosse da dov'era, cerc solo di scaldarsi le mani
sul suo stesso corpo. Comprese che persino l, sul ponte
aperto sotto le stelle, quella gente aveva costruito per s un
mondo privato, intorno alla fiamma minuta della lampada, e
che avrebbero opposto resistenza a qualunque intrusione.
Joseph chiuse gli occhi. La Wallabi navigava tenendosi sottocosta
e non ci sarebbe stato mare grosso finch non avessero
raggiunto lo stretto. Cerc di svuotarsi la mente da tutte le
sue brame e si lasci cullare dalle oscillazioni del vapore. Sul
limitare della sua immaginazione vide qualcosa di bianco che
si muoveva, come una cascata o come le tende di mussolina
bianca che aveva tirato intorno a s e a Harriet nella camera
dell'Hotel D'Erlanger.
 
SECONDA PARTE.
 
Capitolo 10.
Il fornello.

I.
Uscita da Nelson, la Wallabi aveva fatto rotta a nord verso il
mar di Tasmania, inseguita da un forte vento che spirava da
sud e ne accelerava la navigazione. Ma quando il vecchio piroscafo
doppi il capo Farewell e vir a sudovest nel rombo
del vento, ai passeggeri della Wallabi parve di avere fatto ingresso
in un mondo alieno.
Adesso sentivano l'immensit vera e crudele del mare. Attraverso
la bruma e gli spruzzi riuscivano ancora a vedere la
terra, e vi rivolgevano ancora e sempre lo sguardo nella volont
di scorgere un riparo nel caso la nave cominciasse a perdere
la battaglia contro i marosi. Ma sulla costa non vedevano
che montagne ergersi all'orizzonte, una sopra l'altra, direttamente
dalla riva, e su quella costa occidentale sembrava
che la terra si fosse messa contro di loro.
Seguitavano a cercare un luogo dove un'imbarcazione potesse
attraccare in caso di necessit, ma non lo vedevano. I dirupi
erano implacabili e una boscaglia fitta ricopriva in ogni
punto quelle altezze favolose. Gli uomini a bordo potevano solo aggrapparsi alla Wallabi, agli oggetti inchiodati
sull'impintito, oggetti che avrebbero dovuto essere immobili ma che
adesso parevano cambiare posizione a ogni rollio e beccheggio
della nave. Si sentiva imprecare quando una cima tesa diventava
lasca all'improvviso o una battagliola, perfino quella,
si sollevava e li colpiva al braccio o alla mascella. Un indolenzimento
perpetuo s'impadron di tutti. Era come se avessero
fatto cento miglia a piedi.
Joseph fissava le montagne. Ripensava al viaggio dall'Inghilterra
sul piroscafo Albert e alla speranza che allora gli era
parsa brillare sull'acqua verdeazzurra, e alla sensazione trionfante
provata allora di prendere il mare e di fuggire via dal pericolo.
Ricordava a malapena i giorni di nuvolo e freddo, bench
certo ve ne fossero stati in quel primo viaggio; ma nella
sua memoria, attraverso l'intero oceano Indiano, i flutti erano
stati generosi e scintillanti settimana dopo settimana.
Ore aveva passato a fissare la scia dell'Albert, a guardare la
distanza che si accumulava fra lui e le cose che l'avevano quasi
annientato, ed era come se il sole lo seguisse, si muovesse
verso sud insieme a lui, e nelle notti le stelle gli si affollavano
negli occhi.
Ma qui, dopo il capo Farewell, il sole e le stelle erano come
spariti per sempre, come se la Wallabi si stesse irrevocabilmente
allontanando da ogni cosa ordinaria e rassicurante
per andare in un posto dal quale nessuno dei passeggeri sarebbe
mai tornato.
Joseph e il ragazzo, Will Sefton, si reggevano al parapetto
di poppa. Il ragazzo era pallido, assorto nel silenzio, rabbrividiva
nel freddo pungente. A un certo punto qualcosa di bianco
e agile venne in superficie e per un momento fu trascinato
nella scia della nave, e Will lo guard finch non scomparve.
Poi cominci a raccontare a Joseph dei due anni che aveva
trascorso a Queenstown, alle dipendenze di un impresario di
pompe funebri.
Il mio lavoro disse era il pi schifoso del mondo. Con
dei tubi dovevo succhiare fuori il sudiciume dalle budella del
morto e pomparci dentro le sostanze chimiche. Disse: Se
volete sapere la mia opinione, signor Blackstone, credo che
il corpo vivente sia fatto di materia morta al novanta percento,
e solo una minima scintilla dentro di noi tiene vivo il
resto.
Ora mormor a Joseph, mentre la spuma si alzava e li
inzuppava per la centesima volta mi sento come morto, signor
Blackstone. In ogni mia parte.
Joseph esort il ragazzo a tener duro, perch non c'era altro
da fare se non continuare a esistere. La Wallabi poteva essere
inghiottita dalle onde e loro sarebbero tutti annegati e i
loro corpi sarebbero stati sbalzati contro le radici aspre della
boscaglia sulla riva, oppure le ruote a pale della nave
avrebbero continuato a girare e a farli avanzare un pezzetto dopo
l'altro contro l'assalto del mare, fino a che non avessero passato
la foce del fiume Grey e il terreno uniforme della pianura
dell'Hokitika li avrebbe accolti.
Tuttavia, quando contempl la costa e lasci che lo sguardo
si posasse sulla sua vastit verde, Joseph sent per la prima
volta che la battaglia per estrarre oro da quel deserto sarebbe
stata molto pi ardua di come lui se l'era mai immaginata.
Pens che la fatica fatta a Cob House, per tagliare la
mazzolina e mescolarla con l'argilla, sarebbe sembrata niente
in confronto a ci che gli sarebbe stato richiesto l, e che forse
l'oro era l'unica cosa che poteva attrarre gli uomini in un luogo
dove la natura affermava cos sommamente il proprio disprezzo
per ogni essere incapace di esistere sul fondo oscuro
della foresta o nelle fronde alte dei faggi scuri.
Joseph disse al ragazzo: Come sopravviverai alle miglia di
boscaglia, Will?.
Lui spinse lo sguardo fino alle montagne. Pos gli occhi
per un momento sulle cime, poi sul cielo sovrastante, dove di
tanto in tanto si scorgeva un uccello volare in tondo, ma non
cambi espressione. Allo stesso modo in cui sono sopravvissuto
sull'Arrow disse. Far i miei servizi. Star zitto. Mi laver
il culo nel fiume.
Sulla nave gli uomini pativano il mal di mare, vomitavano e
sputavano, e alcuni ululavano d'infelicit e paura come cani.
E la maggior parte di loro, nel corso di quei giorni, pens che
nessuna padellata d'oro valeva il terrore che gli era precipitato
addosso quando la nave aveva virato a sud. Desideravano
essere di nuovo a Christchurch o comunque nel luogo da
dove erano partiti. Volevano calore e immobilit e un giaciglio
morbido. Avevano difficolt a inspirare l'aria salmastra.
Si lamentavano di non essere stati avvertiti che sulla costa
occidentale c'erano solo montagne, montagne di terra e montagne
di acqua nera che si alzavano nel vento contro il cielo
nero.
Anche Joseph stava male. Mentre si aggrappava al parapetto
e vomitava sentiva il corpo debole, come se si fosse
nuovamente arreso a quella febbre che gli era salita il pomeriggio
in cui aveva trovato l'oro al ruscello. Si sdrai sul
ponte e Will lo copr con la sua coperta e lui fu grato di quella
piccola premura e riusc ad addormentarsi, persino nella
morsa del vento.
Ora dopo ora la Wallabi si trascin in avanti, doppi il capo
e avanti ancora, oltre la bocca del Grey e poi, infine, i passeggeri
videro il mutamento tanto atteso nella linea della costa.
Era come se le montagne si fossero spostate perch in quel
luogo non cera nulla che non si muovesse o modificasse un
attimo dopo l'altro; le montagne si erano fatte da parte e avevano
mostrato loro una pianura coperta di arbusti e una lunga
striscia di spiaggia grigia.
E adesso la nave a vapore virava e rallentava. Joseph si svegli,
si sent pi in forze, si alz e vide che si dirigevano verso
la costa, finch la spiaggia non emerse lentamente alla vista.
Will estrasse dalla tasca un biscotto allo zenzero raffermo,
lo diede a Joseph e lui lo mangi, grato e lieto che fosse
dolce.
La spiaggia era sempre pi vicina e lungo il bordo dell'estuario
si vedeva un gruppetto di edifici bassi. La foschia si
era mutata in pioggia quando, stremati, due uomini dell'equipaggio
si fecero largo sui ponti affollati fino alla prua, dove
gettarono uno scandaglio e fissarono le profondit del mare
per poi urlare istruzioni alla timoniera. I passeggeri, zuppi,
deboli e tremanti, si appressarono loro intorno, con la sensazione
che stesse accadendo qualcosa di nuovo e che il pericolo
non fosse ancora superato.
Che c'? chiesero. Cosa avete visto?
Raro che si veda qualcsa rispose uno dei marinai. Per
c'.
La voce si sparse: era la Barra di Hokitika, un serpentone
di sabbia e ghiaia che si spostava con le maree e talvolta si
gonfiava fino a diventare una massa solida acquattata nell'ombra
a due sole braccia sotto la superficie dell'acqua. Stava
l ad aspettare le navi in entrata, richiamava le chiglie come
un magnete e le faceva a pezzi. Secondo una diceria, solo i maori conoscevano gli umori e le variazioni della barra e
dai mokihi, le loro piroghe basse, cospiravano con la sabbia
per augurare la morte ai pakeh sulle loro navi alte e pesanti.
Sulla spiaggia grigia, fra i legni arenati dal mare, gli
uomini a bordo della Wallabi vedevano gli scafi vuoti e gli alberi
spezzati delle imbarcazioni che avevano fatto naufragio sulla
secca. In media, a Hokitika ogni dieci giorni qualcuno annega
disse uno dei cercatori con un sorriso compiaciuto. E
tutti pensarono la stessa cosa: riusciremmo a raggiungere la
riva a nuoto, di qui, se il vapore si schiantasse sulla barra?
Cos prese avvio una discussione. Quant'era fredda l'acqua?
Quant'era forte la resistenza della risacca? Quant erano potenti
le onde?
Io mi butterei disse Will Sefton a Joseph. Non m'importerebbe
di annegare. Mi sciacquerebbe, quell'acqua salata.
Mi laverebbe via i vermi.
Joseph pens a quanto spesso nella vita era arrivato molto
vicino a qualcosa e poi l'aveva perduto. Adesso si trovava
faccia a faccia con il paesaggio in cui il suo futuro lo attendeva,
in qualche aspro canalone pietroso o sotto le radici della
macchia di manuka. Ma fra lui e il terreno duro delle sue speranze
si stendeva ancora quel tratto d'acqua capricciosa e lui
ebbe terrore di morire l, il futuro davanti agli occhi senza mai
raggiungerlo. Ingoll l'ultima briciola del biscotto e disse una
preghiera: fammi arrivare alla ricchezza, fammi arrivare alla
felicit della ricchezza prima di essere trascinato via.
Anch'io mi butterei disse a Will. Lotterei fino alla fine.
Ma il piroscafo continuava ad avanzare. Tutti erano in attesa
del momento in cui la chiglia avrebbe colpito il banco
sabbioso, ma quel momento non arriv. La Wallabi aveva un
pescaggio basso a sufficienza da eludere i tentacoli della barra,
in quella giornata fredda, e perci prosegu ardita, sospinta
dal frangersi delle onde. Finalmente Joseph, Will e gli altri
passeggeri sentirono il vento calare e la pioggia cessare come
per miracolo mentre le braccia ampie del fiume Hokitika accoglievano
la Wallabi e la facevano scivolare verso un ormeggio
sicuro.

II.
Esisteva a malapena, la citt di Hokitika: una contrada tanto
solitaria e lontana da tutto che sembrava non si fosse mai
aspettata di diventare neanche vagamente simile a una citt,
e immaginasse invece di staccarsi ben presto dalla costa e andare
alla deriva come una zattera, in attesa che la marea la
portasse via.
C'era un molo ampio, poggiato contro il salire e calare inintelligibile
delle acque, e lungo il molo un assembramento di
tuguri bassi. Ora, tuttavia, stradine fangose cominciavano a
estendersi disordinate dalla banchina, a procedere esitanti indietro
verso la boscaglia, sorprese della loro stessa esistenza.
Cerano corti e vicoli chiamati in vita dagli scavi auriferi: empori
che offrivano tende e picconi, canne da pesca e fiammiferi;
una panetteria; due banche; un albergo con un pennone
di bandiera gi arrugginito dai venti salmastri; un ufficio governativo
dipinto di giallo che vendeva licenze minerarie per
trenta scellini.
Al calar della notte, i nuovi arrivati sulla Wallabi si accalcarono
nell'albergo e pagarono qualche centesimo per un po'
d'acqua calda e un posto dove coricarsi e dormire. Alcuni stringevano
gi in pugno le licenze; altri non se l'erano sentita di
prendere la semplice iniziativa di separarsi da trenta scellini
e dicevano a se stessi che la loro vita era sospesa, in qualche
maniera, e che a tempo debito sarebbe giunto un domani inevitabile
nel quale sarebbe ricominciata, ma non adesso. In
quell'adesso c'era posto solo per il riposo e la consapevolezza
della terra ferma sotto le ossa. Ciascuno si lav e consum un
magro piatto di stufato e si mise a dormire. Si riversavano fuori
delle camere nei corridoi e negli ambienti comuni, sdraiati
su esili materassini, avvolti in coperte ingrigite, e il suono del
loro russare era come un ringhio dell'anima, incattivita per
essersi trovata cos vicina a perdersi.
Joseph rimase sdraiato in mezzo agli altri per un po', ma
non riusciva a dormire. Era stato fra i primi ad affrettarsi all'ufficio
per acquistare la sua licenza, e ora se la tolse di tasca
e la fiss nel buio. Gli conferiva il diritto a delimitare un'area
di scavo pari a un ottavo di acro e lavorarci per il periodo di
un mese. Sopra ci avevano scritto il suo nome in bella calligrafia:
Joseph Blackstone. E la cosa lo aveva esaltato, come se la
licenza rappresentasse gi di per s un'obbligazione bancaria
di valore consistente. Ora tuttavia, nell'oscurit, Joseph cap
che rassomigliava pi che altro al biglietto di una lotteria enorme,
perch nessuno sapeva con precisione dove si trovasse l'oro.
Il torrente Greenstone sul Taramakau aveva regalato il colore
ai primi arrivati per, man mano che erano seguiti altri
nella corsa, l'oro aveva iniziato a svanire; adesso il
Greenstone era dichiarato ufficialmente esaurito e l non c'era rimasto
nessuno, salvo qualche intrepido che spigolava i residui
dei lavaggi altrui.
Adesso tutte le voci parlavano di Kaniere, cinque miglia a
monte lungo il fiume Hokitika, e la maggior parte dei nuovi
arrivati si sarebbe diretta l, il giorno seguente. Ma Joseph capiva
che i malati di febbre dell'oro erano come falene, attratti
da una luce dorata che col tempo, inevitabilmente, andava
a morire, e cos s'affannavano alla cieca verso un'altra e un'altra
ancora, sempre speranzosi ma sempre consci dell'enormit
del buio che li incalzava.
Joseph si alz, avvolto nella coperta, e si fece strada fra i
corpi addormentati fino alla porta dell'albergo. Usc sulla via
sudicia, prest l'orecchio al frangersi delle onde e torn alla
spiaggia, cosparsa di legni grigi buttati l dalla corrente. Quei
grossi pezzi di legno gli sembrarono corpi morti, che giacevano
estatici o straziati come se l sulla sabbia avesse avuto
luogo un conflitto umano tremendo e definitivo. Una falce di
luna era sorta e scintillava sul mare mugghiarne; Joseph pens
che non aveva mai visto un posto come quello al mondo,
n sentito una potenza simile nel cuore.
Bench il vento fosse freddo, fu lieto di aver lasciato l'albergo.
And fino al limite dell'acqua e fiss il mare e si ricord
che aveva solcato quell'oceano su un vapore a pale ed era sopravvissuto.
Al vento e alle onde disse: fate che non sia stato
invano.
Rimase a lungo immobile, poi cerc un punto riparato e
accese un fuoco con erba e ramoscelli e vi si sedette accanto,
alimentando la fiamma con piccole membra grigie di relitti
finch non ebbe ottenuto una vampa forte abbastanza da scaldarsi.
Poi Joseph Blackstone si coric sulla sabbia, si rannicchi
sotto la coperta e cominci a piangere. Non piangeva per quel
che aveva patito sulla Wallabi, n perch sapeva adesso che il
suo sogno di trovare l'oro l'aveva condotto in quel posto, senza
nulla in tasca eccetto un pezzo di carta che con ogni probabilit
non valeva niente. Piangeva perch aveva capito in
quel momento e per sempre, o almeno cos gli pareva, di aver
amato una persona sola e che questa era Rebecca Millward,
di averla amata davvero, tanto quanto un uomo  in grado di
amare qualcuno oltre il proprio ostinato s. Joseph piangeva
perch aveva capito, mentre il suo fuoco di relitti divampava
e gettava scintille verso il cielo, che avrebbe dovuto abbandonarsi
ai suoi sentimenti d'allora e onorarli, anzich negarli.
Piangeva perch era troppo tardi; avrebbe dovuto sposare Rebecca.
Ma non l'aveva sposata: l'aveva uccisa.
Joseph dorm un poco e si svegli che cominciava a fare giorno.
Il fuoco si era spento. Sotto il sole che si alzava sent i pappataci
che lo pizzicavano sulle mani e sul collo.
Torn all'albergo, dove trov i suoi compagni di viaggio della
Wallabi che facevano colazione con pappa d'avena, t e aringhe
fritte. Prese una ciotola d'avena e una tazza di t e sedette
con gli altri. Erano d'umore chiassoso e allegro e non parlavano
che di Kaniere e delle scoperte fatte lass.
C' un fornello dissero a Joseph. Davvero ben fatto.
Un fornello?
Siete nuovo, eh? Mai sentito parlare di fornelli? Meglio
che sgobbare sul terreno da poco in superficie, signore; con
quello ci potete pagare le quote e ricavare qualcosa per voi,
per la pancia e la sete, ma non molto di pi. Scavando un fornello,
invece, potreste fare un bel guadagno. Mandare qualche
sterlina a casa o dove vi pare.
Joseph fin il t, amaro e forte. Per non aveva fame e lasci
che Will Sefton mangiasse la sua pappa d'avena mentre
gli uomini cominciavano a lasciare l'albergo per andare all'ufficio
delle licenze o per incamminarsi su per il fiume verso
Kaniere. Disse a Will di seguire i cercatori e di non aspettarlo,
ma lui scosse il capo, si pul la bocca sulla manica e disse
piano: Ho sentito una storia, signor Blackstone. Ne ho sentiti
due che parlavano sottovoce, al cesso. A Kaniere ci sar
anche un fornello, ma sta succedendo qualcosa a Kokatahi.
Uno che cacciava con le trappole lass ha ucciso un'anatra
montana, e nella pancia le ha trovato una pepita d'oro. Grossa
come una faggiola!  la che vanno, quei due piscioni.
Joseph annu. Si rese conto che Will Sefton l'aveva adottato.
Non sapeva se il ragazzo gli stesse fornendo protezione o
la cercasse, ma pens che non aveva importanza.
Quante lontana Kokatahi, Will?
Oltre Kaniere. Ancora pi a monte. Terreno umido e piatto,
hanno detto. Solo uccelli e ratti di boscaglia. Perci, se siamo
fortunati la corsa potrebbe non arrivare fin lass.
Era questo che Joseph voleva, e Will l'aveva capito: stare
lontano dall'orda. Fu sul punto di meravigliarsi per la capacit
del ragazzo di leggergli nel pensiero, ma poi si avvide subito
della propria ingenuit: non era forse quello che voleva
ogni cercatore d'oro, passare davanti agli altri, partire solo e
avere un colpo di fortuna e tenersi la scoperta tutta per s?
Magari in una corsa all'oro solo gli ultimi arrivati erano davvero
felici; il minatore in avanscoperta vedeva tutti i suoi sforzi
pazienti ridotti in nulla dallo scompiglio che lo accerchiava
da ogni lato.
Troveremo dell'oro prima di sera, pensi? chiese Joseph.
Non lo so, signor Blackstone.
Oppure restiamo qui e non ci diamo nemmeno la pena,
magari?
Se non ci diamo un po' di pena non otterremo niente. E
io lo so cosa vuol dire niente, per un cercatore d'oro. Mi ricordo
una canzone che cantavano sull'Arrow: Dove ,  / lui 
dove . / Ma l dove  / non ci son io.
La dove , non ci son io?
S. E io li ho visti: certuni che picchettano una concessione
dopo l'altra, sborsano ogni volta trenta scellini per la licenza
e non trovano niente. Solo un po' di polvere.
Joseph si ramment del suo torrente. Si mise una mano in
tasca e tocc il fazzoletto con dentro il magro accumulo di
polvere d'oro, che era rimasto cos a lungo nascosto nella scatola
del t dietro la parete di cotonina della sua camera a Cob
House.
Io voglio qualcosa pi della polvere, Will disse.
Allora dobbiamo muoverci. Partire. Fare in fretta, signor
Blackstone.
Joseph compr un carretto a mano, come quello di un ambulante
ma con una ruota sola, fatta di legno e rivestita di ferro
per resistere sul terreno duro. Trov una canaletta, in vendita
per tre scellini, che al posto della tela aveva sul vassoio di
raccolta un pezzo di velluto verde sbiadito. S'immagin come
avrebbe luccicato l'oro, su quel velluto, e pens che
quell'oggetto gli avrebbe forse portato fortuna e cos compr anche
quello, e scopr che a quanto pareva non gli importava pi del
prezzo delle cose.
Sorprese Will che guardava con desiderio certe canne da
pesca. Con una canna, disse il ragazzo, avrebbe potuto prendere
tutti i pesci del fiume e farci vivere come maialini nel
trifoglio, cos Joseph, che ora si malediceva per aver lasciato
a casa le sue canne e la scatola delle esche con il ricciolo
nascosto, compr una canna e un barattolo di vermi. Questa
la chiamerei una quota in bachi disse Will. Vi rimborser in
oro, appena ne trovo un po'.
Joseph esit, spingendo il carretto fra le baracche di
Hokitika.
Una ragazza lo chiam da una soglia, lui la guard e ne incontr
lo sguardo per un attimo, poi prosegu. E insieme sentiva
il ruggito costante del mare ed era come se avesse paura
di lasciarlo e di immergersi nel silenzio delle colline.

III.
Joseph e Will Sefton seguirono la riva sudoccidentale del fiume
Hokitika. Lungo tutto il suo corso videro scavi cominciati
e abbandonati fra le macchie di cespugli. Vicino ai cumuli
di terra lavata videro pale e picconi rotti, gabbie che un tempo
avevano contenuto polli, sacchi di farina lasciata sotto la
pioggia a diventare colla e pezzi di giornali che volavano al
vento.
Il terreno si fece pi ripido; a sinistra la foresta riempiva
lo spazio tra loro e il cielo e il sentiero accanto al fiume si restrinse.
Sentirono il canto dolce del passero campanello.
Ora che finalmente si muovevano verso la loro destinazione,
o per lo meno verso una destinazione che riusciva a figurarsi,
Joseph cominci a sentirsi meglio. Lo stomaco si riassest
e lui e Will si riposarono un poco e mangiucchiarono un
pezzo di bacon. Dopo la notte trascorsa nel pianto, si sentiva
pi calmo di quanto non fosse stato da molto tempo, come se
la febbre tenace in lui si fosse spezzata e allontanata.
Mentre si avvicinavano a Kaniere, Will si ferm e disse a
Joseph di ascoltare.
Il rumore della corsa all'oro, signor Blackstone. Non esiste
sotto il cielo un altro suono come questo.
Joseph pos il carretto. Si asciug il sudore dal collo con
una pezza. Le pareti della valle erano ancora ripide, lanciavano
echi nell'aria, e adesso riusciva a sentire qualcosa che sembrava
un'orchestra folle raccolta nella macchia, che batteva
un ritmo sulle pietre e negli alberi alti.
Crivelli disse Will. Sentite? Che sbatacchiano avanti e
indietro?
S, li sento.
E i picconi che colpiscono la pietra. C' anche un verricello,
secondo me. Mi sembra di sentire una ruota che scricchiola.
Come, tirano su la terra da lavare con un verricello?
S. Oppure lo usano per drenare i pozzi. L'oro se ne sta sul
fondo di argilla azzurra ed  l che si deve arrivare. Ma talvolta
l'acqua si oppone. Riempie i pozzi e non smette di riempirli.
Si vede l'azzurro ma non si riesce a raggiungerlo.
Proseguirono il cammino. Il sentiero angusto saliva in modo
dolce ma costante, e Joseph cominciava a sentire il peso
del barroccino carico che gli faceva dolere le braccia. Si sarebbe
fermato volentieri a Kaniere, ma non era quello che voleva,
picchettare un pezzo di terra da poco in mezzo alla marmaglia.
Sperava che lui e Will potessero aggirare gli scavi, ma
dovevano seguire il fiume finch non si fosse biforcato e fossero
riusciti a vedere il sentiero aperto verso Kokatahi. Cos
avanzarono a passo lento; i venti che flagellavano la costa presero
a calare e il sole era caldo sulla pelle. Nelle acque rapide
del fiume Hokitika cominciarono a vedere l'immondizia della
miniera: il fango rivoltato del terreno minerale, pezzi di funi,
pacchetti oleati di cibo muffito e tabacco, vecchi barattoli
e bottiglie, tutto trascinato verso il mare.
E poi il giacimento aurifero di Kaniere si spalanc dinanzi
ai loro occhi: gli arbusti sradicati e bruciati, gli alberi tagliati
e spogliati per farne assi e paletti per i verricelli, e per i
canali su palafitte che portavano l'acqua dal fiume alle concessioni
sulle colline. Il terreno aveva un aspetto caotico, butterato.
Sopra il bacino cerano tende rizzate ad angoli sbilenchi,
in file disordinate. La scena, pens Joseph, ricordava un
ospedale da campo per i resti di un piccolo esercito dimenticato.
Vi sorgevano anche capanne di assi, col tetto in foglie di
ti-ti e appena pi grandi di una cuccia per cani: riparo per
quanti non avevano di che comprarsi tela e corda. Erano baracche
tenute insieme da chiodi e fibre di lino e Joseph vide
che c'erano uomini seduti alla loro ombra ristretta, che fumavano
la pipa, preparavano il t o si limitavano a fissare il
vuoto, in convalescenza dal dolore alle braccia che si erano
procurati con il lavoro indefesso.
Dappertutto, il frastuono delle canalette testimoniava di
quell'attivit: perch l non c'era altro modo di trovare l'oro se
non scavando e lavando e setacciando la terra, e tutt'intorno
agli scavatori di Kaniere la terra parlava e s'insinuava nei loro
sogni e non li lasciava riposare.
Nessuno bad a Will e Joseph. I minatori di Kaniere sapevano
che la corsa era iniziata e che giorno dopo giorno sarebbe
arrivata sempre pi gente e le concessioni si sarebbero
sparse in tutte le direzioni, fin su alla linea implacabile della
boscaglia. La notte, accanto ai fuochi, quegli uomini bevevano
e raccontavano storie, ma la luce del giorno era un bene
prezioso da non scialacquare in chiacchiere. Era luce da trenta
scellini.
Potremmo anche fare un tentativo qui, signor Blackstone
disse Will se volete.
Joseph fiss la scena davanti ai suoi occhi e la trov odiosa.
Gli torn in mente un'immagine di suo padre, intrappolato
contro una ringhiera di ferro da una carrettata di maiali
striduli, che teneva in alto il prezioso registro delle aste con le
pagine profilate d'oro. Dopo, Roderick Blackstone si era sentito
in imbarazzo per le striature di bava dei maiali sui pantaloni
neri, ma ne era uscito vittorioso, aveva detto, assolutamente
vittorioso perch il mio registro non reca alcuna
traccia dell'ordalia.
No disse Joseph. Andremo avanti, Will. Dobbiamo arrivare
a monte di tutto questo, dove l'acqua  limpida.
Kokatahi distava molto pi di quanto avessero immaginato e
il sole stava gi calando dietro le montagne quando sentirono,
nella bruma in lontananza, un'armonica che suonava:
Vola, barchetta mia, come un uccello alato,
sul mare fino a Skye...
Scozzesi... cantano sempre quella sussurr Will.  il segnale
che cercavamo, no? I piscioni che ho sentito al cesso
erano scozzesi.
Sebbene quella malinconica canzone tradizionale fosse consolante
e sembrasse attirarli come un canto di sirene, Joseph
pos il carretto dove si trovava, a debita distanza dalla musica.
Attese un momento, guardandosi attorno e sentendo il crepuscolo
che gli veniva incontro, consapevole di essere stremato.
Disse a Will di cercare rami e legnetti per il fuoco mentre
lui piantava la tenda che aveva comprato cos tanto tempo prima.
Gli dolevano la schiena e le spalle come non era mai successo
alla fattoria, ma sistem la tenda con tutta la pazienza
e la cura che riusc a raccogliere. La musica cess e nel silenzio
Joseph ricominci a sentire lo sciabordio del fiume. Mentre
martellava sui picchetti della tenda si rese conto che il terreno
era molto pi soffice di qualunque altro fondo avessero
passato quel giorno, o di quanto lui avesse immaginato.
Durante la notte, dopo qualche ora di sonno profondo che
sembrava non dover mai finire, Joseph si svegli a un suono
estraneo.
Will Sefton gli era sdraiato accanto; era nudo, la sua coperta
era scostata di lato e lui suonava il suo zufolo in note
corte e ripetitive, come un uccello.
Che cosa stai facendo, Will? chiese Joseph.
Suono lo zufolo. Proprio come un passero campanello, vero?
disse Will. Sono dolce come lui, vero? Dolce come lui.
S disse Joseph, con la voce impastata e rallentata dal
sonno. Dolce come lui.
Suono solo di notte sussurr Will. Sempre nel cuore della
notte perch mi piace cos, al buio. Sull'Arrow mi chiamavano
Whistling Willie, Willie dello zufolo! Nome pi adatto
non c'. Ma sapevano che lo facevo solo al buio.
Joseph rimase sdraiato e fiss il ragazzo e pens che aveva
sempre saputo, fin dall'inizio, che quel momento sarebbe
arrivato.
A voi come piace, signor Blackstone? disse Will. Ho imparato
che a ciascuno piace diverso e per me  tutto uguale.
Tutto uguale?
Uguale. Ve lo dissi. Faccio i miei servizi, prendo i miei soldini...
a qualcuno piaceva essere baciato e ho fatto anche quello.
Baciarli sulle labbra come una ragazza. Certe volte li faceva
impazzire e mi chiamavano con dei nomignoli teneri... Willie
dolce, Will Sefton il mio ragazzino adorabile...
Joseph allung una mano e sfior la spalla magra di Will.
Apr la bocca per dire al ragazzo che non voleva i suoi servizi,
che non gli era diventato amico per quel motivo; che se
avesse trovato l'oro gliene avrebbe regalata una parte perch
loro due avevano viaggiato insieme e viaggiare insieme era
meglio che viaggiare da soli. Ma si sent troppo stordito, per
tutto quello che aveva sofferto e per quello che, lo sapeva, stava
accadendo adesso, per formulare una frase, formulare una
frase qualsiasi. Cos rimase l, a toccare Will e a fissarlo, e cap
che Will l'avrebbe lasciato il giorno dopo, l'avrebbe lasciato
per mettersi dietro a un altro che volesse i suoi servizi e li
pagasse profumatamente, e il suo omaggio di una canna da
pesca non sarebbe valso a nulla. E vide la solitudine che si avvicinava
e la trov insopportabile.
A Joseph sembr che passasse molto tempo senza una parola
o un gesto fra loro, fermi nel buio a guardarsi soltanto.
Infine, Joseph sent la propria voce che diceva: Baciami
come una ragazza, allora, Will. Baciami piano, come una ragazza.

 Capitolo 11.
Una stanza linda e ordinata.

I.
Sulla piana di Canterbury, dopo le piogge abbondanti d'inizio
febbraio che la terra bevve rapida e subito dimentic, col vento
caldo torn la siccit.
I maori della trib di Pare videro che si avvicinava una stagione
di fame. Osservarono le loro piantagioni di kmara, deboli
e ingiallite, e pregarono gli spiriti dell'aria di mandare altra
pioggia. Alcuni di loro videro spiritelli che facevano le capriole
tra le fiamme del tramonto, ma egualmente nel cielo
non apparvero nubi.
Pare sedeva sola in un angolo del p dove di rado veniva
qualcuno; guard la terra polverosa, sent la furia del vento
e cap che la colpa della siccit era sua. Aveva offeso gli di del
mondo naturale. Udiva la loro rabbia negli alberi, la vedeva
nelle crepe che cominciavano a spaccare i solchi nei campi, la
sentiva nello stomaco e nel cuore. Le avevano gi ordinato, o
cos lei credeva, di cessare i suoi viaggi a Orchard House e lei
aveva fatto ci che chiedevano. Ma ora si accorse che non bastava.
Era come se gli di maori sapessero che l'amore di Pare
per Edwin Orchard era pi forte di quello per il suo popolo,e fossero decisi a punirla. Per rendere quel castigo ancora
pi amaro, avrebbero fatto soffrire tutta la sua trib.
Pare si guard le gambe. Not che erano molto pi magre
di un tempo. Si spavent quando si accorse che la sua antica
malattia era tornata. Provava un'acuta consapevolezza della
natura sempre mobile, sempre mutevole del mondo; si rendeva
conto che non c' un minuto dell'esistenza identico a
quello che lo precede n a quello che lo segue. Si vide scaraventata
sempre pi in fretta attraverso il tempo, verso la propria
morte.
Il sole calava e Pare sentiva l'odore dei fuochi e della carne
ad arrostire, ma non aveva appetito. Persino nel luogo riparato
dove sedeva, il vento la scopr e le fece volare i capelli
sul viso. Lei apr le braccia a quel vento, a Tane, il feroce dio
della foresta, e supplic il suo perdono. Poi cominci a chiedersi
cosa avrebbe potuto fare per propiziarsi gli di. La fronte
le bruciava di febbre e i suoi pensieri erano confusi, come
insetti che le sciamavano nel cranio o come se il suo cranio
stesso si andasse polverizzando. L'oscurit l'avvolse quietamente
e lei non si mosse.
Pare sogn di essere nuovamente sulla riva del fiume, dove
aveva visto il taniwha tanto tempo prima.
In sogno, l'acqua scura come t si alzava, sciaguattava contro
le sue gambe nude ed era gelida e lei comprendeva la sua
intenzione, di tirarla gi fra le erbacce e le anguille nere. Per
sapeva che non era per farla annegare, ma solo per spingerla
a cercare qualcosa nel fango buio. Cos si lasci trasportare
sempre pi gi nelle fredde profondit e con le mani esplor
la fanghiglia sul letto del fiume. Non sapeva cosa stesse cercando
e tuttavia sapeva, anche se le facevano male i polmoni
e le anguille si avvolgevano intorno alle sue braccia, che doveva
restare l finch non l'avesse trovato.
Poi, infine, sent nella mano qualcosa di solido. Pare lo
strinse. Si liber delle anguille, le cacci via e nuot verso la
superficie e, quando la raggiunse, vide che il sole era sorto, faceva
scintillare l'acqua e spolverava le foglie d'argento e lei
cap che aveva trovato la risposta all'enigma. Aveva in mano
un pezzo di pietra verde.
Il giorno dopo, Pare disse a sua madre che si sarebbe messa
in viaggio alla ricerca della pietra verde per gli di. Avrebbe
attraversato le montagne fino al luogo in cui i pakeh scavavano
per trovare l'oro, perch l'oro e la pietra verde spesso
giacciono nelle stesse rughe della terra. E una volta che avesse
trovato la pietra verde e l'avesse offerta agli spiriti, la
pioggia sarebbe venuta e tutte le stagioni sarebbero tornate com'erano
state un tempo e non ci sarebbe pi stata siccit n sofferenza.
La madre di Pare osserv la figlia. Le tocc il naso, i capelli
lucenti. Le ricord che le montagne erano infide e fredde.
Poi and a prendere alcuni oggetti preziosi per lei: un
coltello di denti di squalo, un vasetto di legno colmo di unguento
di fiori del poroporo, una coperta colorata, una fiala
di ocra rossa, una conchiglia di paua e un rotolo di lenza
per pescare con dieci ami. Pare aveva gi il piccolo ciondolo
di pietra verde, che avevano portato sua madre e sua nonna
prima di lei.
Prendi tutto disse la madre. Rompi la conchiglia in piccoli
pezzi che in acqua sembreranno pesciolini, e infilzali sugli
ami, e vedrai che i pesci grossi abboccheranno. E tu sopravviverai.
Pare si mise il ciondolo di pietra verde al collo e chiuse tutti
gli altri oggetti in un fagotto che avrebbe portato sulle spalle.
Poi spazz il proprio angolo del p, scosse la stuoia di lino
e la mise ripiegata nel fagotto. Dove prima giaceva la sua stuoia
compose un piccolo cerchio di sassi. Prima di partire, Pare risistem
i sassi tante e tante volte, finch ciascuno sembr perfettamente
adatto al punto in cui l'aveva messo. Sapeva che
nel silenzio gelato delle montagne avrebbe sognato la sua vita,
l nel pa, e che avrebbe desiderato di farvi ritorno. E per
consolarsi, avrebbe immaginato quei sassi che l'aspettavano,
immutati e immobili.

II.
Con il perdurare della siccit e dei venti caldi, a Cob House
cominci ad accadere qualcosa d'irreversibile: stava andando
in polvere.
Harriet si trovava gi a valle, nella piana, e alz lo sguardo
verso la sua casa. Stagliato contro il sole della sera, vedeva
un turbine ininterrotto di polvere che si alzava dai muri di
Cob House. Mescolata alla polvere c'era una ticchiolatura di
mazzolina secca e pestata e Harriet cap solo allora perch tutti
avevano detto che i mattoni d'erba e argilla erano
"temporanei, provvisori, "instabili. A ogni folata di vento, la casa
si sbriciolava un po' di pi.
Insieme a Lilian trascin una scala a pioli fuori dalla stalla.
Fecero avanti e indietro dal ruscello con i secchi riempiti
d'acqua, poi Harriet si arrampic sulla scala, rovesci l'acqua
lungo le pareti e a mani nude le due donne cercarono di compattare
i mattoni friabili e di schiacciare manate di fango nei
punti dove si aprivano gli squarci.
Ripulendosi le mani dal fango, Lilian comment: Quand'ero
giovane, alcune ragazze non troppo per bene di mia conoscenza
avevano la passione di modellare la creta, ma io non
sono mai stata fra quelle.
Harriet sorrise. Lilian si vestiva sempre pi di rado con begli
abiti e cappellini; ora portava camicioni e grembiali di tela
di sacco e s'infilava i capelli grigi in una reticella, sotto una
cuffia di lino stazzonato per ripararsi dal sole. Diceva che si
stava davvero affezionando ai maialini e persino le lotte con
la fumosa cucina economica sembravano irritarla meno di
una volta. Il suo pane si era fatto pi croccante, pi simile
disse con orgoglio a come Roderick l'avrebbe gradito, e talvolta
lei e Harriet erano cos affamate, dopo una giornata di
lavoro alla fattoria, che in due se ne mangiavano un filone intero,
intinto nel sugo. Se solo disse Lilian una sera, mentre
sedeva e cuciva soddisfatta, potesse non tornare l'inverno.
Harriet, che stava lavorando al suo album e ci stava mettendo
una spiga di grano avvizzita e una piuma turchese di
martin pescatore, alz gli occhi e la guard. Si chiese se quel
lento sopraggiungere d'allegria fosse dovuto alle speranze che
Lilian riponeva nella spedizione di Joseph. Sua suocera stava
semplicemente sognando il modo in cui le loro vite sarebbero
cambiate quando il figlio fosse tornato da uomo ricco? Perch
nemmeno il fatto che Cob House si stesse disintegrando
sembrava costernarla pi di tanto. Forse la povera Lilian era
cos certa che lui avrebbe costruito infine una nuova abitazione,
ben pi simile alla magnifica casa degli Orchard, da essersi
totalmente rassegnata a rappezzare le mura di quel tugurio
di mattoni crudi per un altro po'. Perch non sarebbero
rimasti l ancora a lungo. Un altro inverno? Oppure, alla peggio,
un inverno e una primavera? Harriet immagin che Lilian
si consolasse con visioni di pavimenti di legno lucido, caminetti
di marmo e tappeti di Chengchow. E chi era lei per dire,
se Joseph era vivo e al lavoro sui giacimenti auriferi, che
Lilian non li avrebbe avuti un giorno?
Harriet preferiva non pensare a Joseph.
Scopr che quasi tutti i ricordi di lui le davano un senso
d'inquietudine. Bench dovesse lavorare pi duramente, trovava
che la vita era ben pi facile senza di lui. Permise a Lady
di prendersi lo spazio che era stato di Joseph sul letto. Nei suoi
sogni, Joseph e l'odioso signor Melchior Gable si fecero indistinguibili.
Tuttavia, alle volte rimaneva sveglia e s'interrogava sulla
propria vita. Sperava che per lei ci fosse in serbo qualcos'altro,
oltre a dover sgobbare nella fattoria. Meglio non sapere
mai scrisse al padre cosa c' oltre la prossima collina.
Perch la risposta potrebbe essere nulla. E vi confesso che,
dopo aver traversato il mondo, non credo mi accontenterei di
nulla. Non ho perduto l'abitudine di guardare le montagne.
Sono cos belle. Vorrei saperle disegnare per voi. Ed esse racchiudono
un mistero: ecco quello che provo. E mi chiedo: il
mistero che racchiudono  il mistero della mia vita?
Ora cavalcava ogni giorno. Pensava che Billy fosse il miglior
cavallo che avesse mai avuto. Aveva un galoppo ombroso e assorto,
come quello di un pony, ma il cuore e i polmoni erano
forti e non pareva mai stanco. Harriet avrebbe voluto ricompensarlo
con l'erba di un prato verde, ma lo lasciava pascolare
vicino al laghetto dove la mazzolina era ancora umida e poi
gli dava carote del suo orto. Gli parlava quando lo strigliava,
e a volte lui girava la testa e gliel'appoggiava sulla schiena. Gli
raccont che il compito di tenere in vita tutti gli animali si faceva
pi duro ogni giorno che passava. Tuttavia sapeva di non
essere infelice. Raccont al cavallo anche questo. Gli disse che
era pi felice di quanto non fosse da molto tempo.
Le prime piogge arrivarono all'inizio di marzo.
Lievi dapprincipio, quasi invisibili, come pioggerella inglese.
Poi il vento gir verso sud, e port con s un diluvio gelido
dall'Antartico.
"Pioggia maligna la defin Lilian, una pioggia che batteva
e frustava i visi delle due donne quando si avventuravano
fuori per dar da mangiare alle galline e raccogliere le uova per la
cena. E nella sua malignit, la pioggia sembrava risoluta a portare
a termine quel che la siccit aveva cominciato. L'impasto
d'argilla e paglia, reso friabile dalla calura, ora divenne fango.
Nei muri accanto al camino di pietra si aprirono delle falle.
Le due donne facevano appena in tempo a rappezzarle, con
stracci, carta, legni o qualunque altra cosa avessero sottomano,
che queste si riaprivano, e la pioggia cominci a colare
lungo la parete della cucina.
Harriet e Lilian si chiesero cos'avrebbe fatto Joseph, se fosse
stato presente, ma convennero che nessuna delle due lo sapeva.
Non era mai stato il tipo d'uomo che s'inventa soluzioni
ingegnose.
Roderick, al contrario, lo era disse Lilian con fermezza.
Roderick era un autentico inventore perch la sua mente
aveva un'attitudine scientifica. Ma Joseph non l'ha ereditata,
a quanto vedo. Joseph si affida troppo spesso alle intuizioni
altrui.
Quindi, cos'avrebbe inventato Roderick nel nostro attuale
frangente? chiese Harriet. E Lilian disse che ci avrebbe
pensato, si disse certa che il povero, caro Roddy avrebbe escogitato
qualcosa.
La testa di Lilian si riemp di soluzioni immaginifiche:
muri di pietra che sorgevano per miracolo attorno all'argilla
per racchiuderla; una griglia di legno solido, da attaccare
in qualche modo ai mattoni crudi, e assi di pino totara inchiodate
alla griglia. Ma sapeva che non avevano a disposizione
nessuno di quei materiali, che non avevano la sega per
tagliare le assi n mazzuoli pesanti per spaccare pietre. E dopotutto
erano donne, si disse Lilian Blackstone. La loro forza
aveva un limite.
Poi, una notte, si ramment un periodo di piene autunnali nel Norfolk e di come Roderick aveva costruito un muro con
sacchi di sabbia, per tenere l'acqua lontana dalla porta d'ingresso.
Lo rivedeva con la massima chiarezza: Roddy che riempiva
pazientemente sacco dopo sacco e li metteva uno in cima
all'altro, secondo uno schema intrecciato, fin quasi all'altezza
della finestra. Ore e ore di lavoro strenuo, ma era stato
un gran successo perch tutti i suoi tappeti si erano salvati e
l'unico zerbino asciutto in tutta Parton Magna era il loro.
Sacchi! annunci il mattino seguente a Harriet. Non abbiamo
forse moltissimi sacchi vuoti, di farina e di patate, sacelli
di ogni genere e tipo? Li riempiremo di sabbia e li accatasteremo
contro il muro dal lato del camino, arrivando pi in
alto che possiamo.
Harriet ci pens su e disse: Dove troveremo la sabbia, Lilian?.
Al ruscello! replic Lilian trionfante. Cos'altro sono quei
mucchi che ha lasciato Joseph, se non cataste di sabbia e
ghiaia?
Harriet andava l molto di rado. Le dava la sensazione di
un paesaggio di morti, come se i cumuli fossero stati tombe,
come se rischiasse di trovare ossa nella terra. Quel che vedeva
l era la segretezza dell'animo di Joseph.
 una buona idea, Lilian disse ma credo che il materiale
non sia adatto.
L'avrebbe fatto da sola, decise Lilian. Avrebbe salvato Cob
House. Avrebbe cominciato il mattino seguente, prima che
Harriet si svegliasse. Se avesse spiovuto tanto meglio, il compito
sarebbe stato quasi gradevole; in caso contrario si sarebbe
infradiciata senza preoccuparsene affatto. Avrebbe finto di
essere un soldato del duca di Wellington nella battaglia di Waterloo.
Avrebbe resistito fino alla vittoria.
L'alba era asciutta ma freddissima. Era difficile immaginare
i giorni caldi che erano passati. Lilian si mise una sciarpa al
collo, indoss la cuffia di lino, prese un carretto e port il badile
e una pila di sacchi gi al torrente mentre si alzava il sole.
Si mise al lavoro. La pioggia aveva fatto smottare i cumuli di ghiaia, ma lei sapeva che quella melma pietrosa era pi
pesante della sabbia. Decise di appendere ciascun sacco alla
parte anteriore del carretto con due chiodi, mettendo dei sassi
sulla parte posteriore a far da contrappeso man mano che
lo riempiva. Quando il sacco era abbastanza colmo, lo rovesciava
all'indietro sul carretto. Era una cosa scientifica, pens
orgogliosa. Era un metodo, nientemeno.
Torn a Cob House verso le otto per mangiare la pappa d'avena
con Harriet e le disse che aveva fatto una bella passeggiata
mattutina sulla piana. Aveva riempito cinque sacchi. Lungo
la spina dorsale le correva una fitta dolorosa, ma questo
non lo disse. Mentre versava il latte sull'avena, si sorprese a
desiderare di avere ancora le ossa della ragazzina che era stata,
quella che aveva fatto cinque giri della cameretta camminando
sulle mani. Cos doveva pensare a se stessa, met soldato
e met ragazzina di dieci anni con i piedi puntati verso
il soffitto e i mutandoni bianchi che le ricadevano lungo le
gambe.
Usc di nuovo, come per continuare la passeggiata, sapendo
che Harriet sarebbe stata occupata con gli animali tutta la
mattina. Sper che il dolore alla schiena diminuisse presto,
perch adesso doveva spingere il carretto in salita fino alla casa
e posare i sacchi pieni intorno al camino secondo uno schema
attento, proprio come li aveva messi Roderick attorno all'ingresso
a Parton Magna. Si concesse di immaginare che
quando Joseph fosse tornato, Harriet gli avrebbe detto che lei,
Lilian, aveva da sola salvato la casa con il suo magnifico trucco
dei sacchi, e che non sarebbe passato giorno senza che ci
venisse osservato e ammirato.
Spingere il carretto fu terribile, davvero terribile, e a ogni
passo difficoltoso Lilian maledisse la casa per essere cos lontana
rispetto a dove si sarebbe dovuta trovare. Ma infine giunse
a destinazione e spinse i sacchi intorno al camino, dove vide
una creaturina, topo o arvicola, squagliarsela da uno dei
buchi nell'argilla. Arrivo appena in tempo, pens, col mio rimedio.
Dopo che si fu appoggiata un istante contro il muro ed
ebbe ripreso fiato e si fu asciugata il viso, cominci a trascinare
i sacchi fuori dal carretto. Ma scopr che non era in
grado di impilarli come Roddy, secondo lo stesso disegno
preciso; dovette lasciarli cadere a terra e poi spingerli a forza
di calci. E quando li ebbe avvicinati al muro si accorse
che la distanza fra loro e la falla pi grande era colossale.
Colossale. Cob House le era sempre sembrata cos piccola.
Ricord che la neve l'aveva quasi sepolta in una sola notte.
Adesso per Lilian avrebbe potuto giurare che era diventata
pi alta. Il muro giganteggiava su di lei e sul suo affannarsi.
Ma si disse che cos funzionava la vita: le cose ci rimpiccioliscono.
Quel che si doveva fare, era lottare contro l'insignificanza.
Lilian torn al ruscello. Lavor tanto strenuamente da non
sentire il freddo, salvo che ai piedi, piantati sulla riva.
N si accorse, in realt, che la pioggia aveva ricominciato
a cadere. Si limit ad andare avanti fino a che, da un momento
all'altro, sent che non ce la faceva pi. Lasci cadere la pala.
Si disse che nel giro di un attimo avrebbe spinto la seconda,
o forse la terza carrettata di sacchi pieni su fino a casa e continuato
il muro che aveva cominciato. Ma a quel punto si sent
piombare in una specie di stordimento. Era diverso da ogni
altro torpore sperimentato prima, e una parte della mente di
Lilian rimase affascinata da quell'estraneit. Pens che si sarebbe
seduta, esattamente dove si trovava, fra due dei mucchi
di ghiaia di Joseph, e avrebbe riflettuto su che genere di torpore
fosse quello.
Cos sedette, e la pioggia la bagn e macchi la cuffia di lino
e le corse per le tasche e sgocciol nei fori delle stringhe
dei suoi stivali infangati.
Si guard attorno, senza riconoscere nulla. A voce alta, disse:
Siamo a Waterloo?.
Lady la trov nel primo pomeriggio e cominci a uggiolare e
Harriet corse pi veloce che poteva sulla piana. Lilian giaceva
accanto al ruscello e il suo viso bianco sembrava untuoso,
sotto la pioggia.
Harriet le s'inginocchi accanto e sent un polso debolissimo.
Vide il carretto riempito a mezzo di sacchi. Angosciata
per Lilian, proruppe in un piccolo grido. La prese fra le braccia,
si alz e la pos delicatamente sul carretto.
Lanci un fischio a Lady che stava bevendo al torrente, e
il cane la segu mentre spingeva lentamente il carretto verso
casa.
Harriet spogli Lilian, l'asciug, le avvolse il capo in un
asciugamano e le mise la sua camicia da notte di flanella preferita.
Per tutto il tempo cerc di decidere cosa fosse meglio
fare: rimanere con lei e prendersene cura da sola, o andare
a cavallo a Rangiora dal dottor Pettifer prima che calasse la
notte.
Mise Lilian a letto e la copr con tutte le coperte che riusc
a trovare. Continuava ad accarezzarle la mano e a dire il suo
nome, ma Lilian non apriva gli occhi. Fuori, Harriet vide che
la luce del pomeriggio cominciava a declinare.
Si alz. Scrisse un biglietto a Lilian: Andata a Rangiora
dal dottore. Poi trov l'uovo da rammendo preferito di
Lilian, ci avvolse intorno il biglietto e glielo racchiuse nella mano.
Disse a Lady di fare la guardia e usc di corsa a cercare
Billy.
Lilian si svegli e si trov al buio.
Non ricordava affatto di aver riempito i sacchi di ciottoli.
Al posto del cuore sentiva un dolore bruciante e c'era qualcosa
che le bendava la testa, che a lei sembr un elmo di ferro.
Pens che forse doveva pregare, ma non riusciva a ricordare
le parole di nessuna preghiera, nessun inno o salmo o altra
cosa legata a Dio, salvo la parola Dio. Cos pronunci quella.
Dio. Buon Dio.
Si trovava in una fornace. Non riusciva a vedere le fiamme
ma sapeva che c'erano, le sentiva, erano tutto intorno a lei e
dentro di lei e il loro calore era pi grande di qualsiasi calore
avesse mai conosciuto. Si trovava in una fornace, con indosso
un elmo di ferro: era all'inferno.
Dio. Buon Dio.
Cerc di muovere una mano e scopr che ci riusciva e pens
che se riusciva a muovere la mano, forse sarebbe stata in
grado di arrampicarsi fuori dall'inferno e ascendere al cielo
per una scala bella e leggera, fatta di mussolina. Cos allung
le braccia e si accorse che era giunta in una stanza familiare.
L'avrebbe riconosciuta ovunque: era la sua stanza. Non riusciva
a ricordare il nome del posto in cui si trovava la stanza,
ma sapeva che era la sua. C'era una finestrella, dalla quale il
sole passava attraverso le tende di cinz, e sotto la finestra una
cassettiera di quercia, con sopra, molto ben sistemata, una
collezione di fotografie in cornici di ciliegio.
La stanza era rivestita con una carta da parati a righe gialle.
Su un lavabo cerano un catino e una caraffa di porcellana
fine. E accanto al catino e alla caraffa c'era un vaso di vetro
con dei fiori e Lilian riusciva a sentire il profumo di quei
fiori e a immaginare il luogo da cui erano venuti, un prato
verde.
La sua stanza.
Sper che fosse in ordine. Si faceva un vanto, dell'ordine.
Le sembr sufficientemente ordinata. Nella parte pi in
ombra, riusc a distinguere il guardaroba che le era noto; in
cima, piegato con cura, c'era il plaid scozzese che metteva sul
letto d'inverno. Ma Lilian pensava che non fosse inverno adesso,
e neanche estate ora che ci pensava, perch nella stanza
non c'era quel calore bruciante che aveva sentito prima. No.
La stanza era, in realt, esattamente come piaceva a lei: n
fredda, n troppo calda. E cos Lilian lasci ricadere la mano
sul guanciale. Ora poteva riposare, si disse. Era nella sua stanza
in Inghilterra, ed era primavera.
...
.
...
FINE Parte 1.
